Il lunedì del Napoli – Koulibaboom goledor e Re Mida Milik per superare la “bestia nera” Chievo in attesa di un giovedì da leoni

Lunedì del Napoli

Lunedì del Napoli- rubrica

Finalmente un lunedì del Napoli ricco di sorrisi che mancava decisamente da troppo, con la truppa azzurra che si gode la bella vittoria in trasferta contro il Chievo Verona da sempre bestia nera dei partenopei, ricaricando le batterie in vista del return match di Europa League giovedì sera al San Paolo contro l’Arsenal a caccia della rimonta. Doppietta stratosferica per Kalidou Koulibaly ed anche Milik in rete a conferma del suo momento top, a sugellare una buona prestazione corale ed una classifica che blinda ancora il secondo posto indiscusso.

B come BestiaNera

Che il Chievo sia una delle bestie nere del Napoli è cosa ormai risaputa. Quante gare contro i clivensi, in particolar modo in trasferta, a rimurginare il perchè non si riuscisse proprio a trascorrere 90′  senza brutte sorprese, senza sorprendere i bookmakers e sconvolgere la classifica. Che sia Pellissier, il Moscardelli di turno o il Sorrentino, contro il Chievo spesso e volentieri si dovevano sempre sudare le proverbiali sette camicie e, se proprio andava bene, un punto lo si riusciva a strappare. In un Aprile che ha regalato finora davvero poche gioie ai tifosi azzurri però, era fondamentale dare una sterzata ed una risposta convincente in primis a se stessi in vista del secondo impegno contro l’Arsenal: non una gara stupenda ma una prova di carattere soprattutto in attacco, con movimenti e sinergie giuste per il prosieguo di stagione. A nulla serve la rete della bandiera nel finale siglata da Cesar: questa domenica Verona si tinge d’azzurro e vede nel Napoli proprio il suo carnefice per salutare matematicamente la serie A, accolta dalla cadetteria. Questione di karma.

K come Koulibaboom

Nelle ultime settimane azzurre dei tanti ritornelli che riecheggiavano nell’ambiente all’ombra del Vesuvio uno ha sempre attirato la mia attenzione: “Kalidou Koulibaly non segna dallo scorso 22 aprile contro la Juventus”. Indimenticabile quella marcatura, indimenticabile quel momento e quella giornata. Nonostante ciò, fa alquanto strano rimarcare come un difensore non segni da quasi un anno nonostante abbia le stimmate del bomber ben impresse nel suo dna. Spesso e volentieri infatti, lo ammiriamo proporsi in discesa furiosa sulla fascia, imprevedibile persino con un tiro fuori area, costante spina nel fianco degli avversari sui calci piazzati. Un colpo di testa mortifero, il fiuto del gol ed una garra a tutto campo come pochi, mixati con una faccia d’angelo ed un sorriso rassicurante. Nei momenti del bisogno è lì, a suonare la carica ed anche a scacciare le voci. “Non segno da quasi un anno? Ed adesso vi sorprendo” avrà pensato, siglando persino la sua prima doppietta in carriera, andandosi a prendere gli abbracci dei compagni e gli applausi del popolo azzurro. Koulibabooom, scusate se è poco.

T come Testa

Quella di Ospina, tornato in campo per l’occasione dopo l’infortunio ma anche quella che continua a predicare mister Ancelotti sgolandosi con i suoi giocatori ed invocandola in lungo ed in largo, da Londra a Napoli passando per Verona. Questione di testa per affrontare al meglio un finale di campionato che non dirà molto in quanto a classifica, con la Juventus già proiettata verso l’ottavo scudetto consecutivo ed il secondo posto blindato per gli azzurri, a sette lunghezze sull’Inter che insegue e persino dodici dal Milan. Niente ansia di guardarsi troppo alle spalle però, visto che la griglia premia comunque tutti con la Champions ai gironi fino alla quarta ma comunque un ottimo risultato per costruire al meglio il futuro. La testa, quella stessa testa però, sarà fondamentale giovedì sera al San Paolo contro l’Arsenal e per arrivare ben focalizzati all’impegno era necessario fare scuola proprio contro il Chievo: attenzione in difesa, cinismo in attacco e quantità a centrocampo, nonostante qualche volto nuovo invocato da Ancelotti. Chiriches, Ghoulam e proprio Ospina, che ha recuperato dal preoccupante infortunio alla testa, ritornando già reattivo tra i pali.

S come Sottoritmo

Chievo-Napoli, lo possiamo dire, per quanto ricca di gol in particolar modo nella ripresa, non è stata una gara fortemente entusiasmante. Un Napoli a tratti sotto ritmo, sia per portata dell’impegno che per preservare qualche energia, è riuscito comunque a portare a casa brillantemente e con gran merito la vittoria importantissima dal punto di vista psicologico ma si è rischiato. E grosso. La domenica è un giorno particolare per il partenopeo medio, che si side a tavola almeno alle 14.30 per alzarsi alle 17…a volte anche alle 18. Antipasti, primi, secondi, contorni, frutta, dolci di ogni tipo, vagonate di caffè endovena, amari ed ammazzacaffè nella convinzione che possano far digerire tutto ciò che è stato consumato con estrema calma, gioia e lentezza. Il bello della domenica trascorsa tra tavola e divano, insomma. E così, alle ore 18 quando l’arbitro La Penna ha fischiato l’inizio della gara del Bentegodi, la maggior parte dei napoletani era appesantito, assonnato ed ancora intontito dai fasti del pasto antecedente ed il ritmo spesso spezzettato del match non ha aiutato il risveglio. Ma poco male: per gli sbalzi di pressione attendiamo volentieri giovedì, tra una sopracciglio inarcato ed un San Paolo pronto ad esplodere.

P come Passala a Milik

Quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocare. In panchina all’Emirates contro l’Arsenal per poi subentrare al 66′, Arek Milik è più carico che mai. Sa che contro il Chievo c’è da battagliare, fare movimento, conquistare spazio, agire tra le linee con pazienza anche se di palloni giocabili ne arrivano pochi. E non è la prima volta. Quando la situazione però si fa ingarbugliata, ecco che parte costantemente una voce nella testa di tutti i tifosi partenopei: “Passa a Miliiiiiiik!” perchè si sa che adesso è lui il Re Mida made in Naples, è lui l’uomo della provvidenza. Detto fatto: al 64′ ha partecipato anche lui alla festa del Benetegodi con una super rete da applausi. Un sorriso al pubblico, l’abbraccio dei compagni e via, verso il prossimo obiettivo. Ed adesso per Ancelotti sarà davvero difficile non schierarlo tra i titolari giovedì al San Paolo. Scegliere è un duro lavoro ma qualcuno dovrà pur farlo.

M come Momento della verità

“Questo Napoli può battere chiunque, anche l’Arsenal” è il refrain che ormai tifosi, giocatori, addetti ai lavori ed appassionati di calcio ripetono, in maniera più o meno convinta da giovedì sera ad oggi. Con i dovuti scongiuri del caso, ovviamente. Il ritmo di questa asserzione si è fatto ancor più incessante dopo la vittoria contro il Chievo, che non ha lasciato dubbi sulla carica e la compattezza del gruppo azzurro ma soprattutto di quanto vogliano provare l’impresa dell’approdo alle semifinali di Europa League. Il momento della verità, anche perchè ora è tutto nelle mani di Mertens e compagni. Artefici del proprio destino e dell’umore di migliaia di tifosi che non attendono altro che una notte indimenticabile, di sorrisi, lacrime di gioia e soddisfazioni. Come sarà il venerdì del Napoli ancora non ci è dato saperlo: oggi però si sorride e si lavora, carichi e pronti per un giovedì da leoni.

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