Napoli-Arsenal 0-1: inglesi in semifinale, finisce la stagione degli azzurri

Napoli - Arsenal

Napoli-Arsenal 0-1: gli uomini di Ancelotti si arrendono e non riescono nella rimonta miracolosa. In semifinale la squadra più forte.

Napoli-Arsenal avrebbe dovuto essere la partita del riscatto, la difficile rimonta che avrebbe fatto volare il Napoli in Semifinale di Europa League.

La partita che avrebbe potuto dare un senso ad una stagione altrimenti “anonima”.

Così non è stato, Napoli-Arsenal si conclude con la seconda sconfitta in due partite per i partenopei.

Troppo poco dal punto di vista del gioco e troppo poco dal punto di vista realizzativo.

Zero gol in due partite sono un bottino magro, magrissimo ed inspiegabile soprattutto per chi diceva, al cospetto dell’Arsenal, che gli inglesi non risultavano così “impenetrabili”.

Gli azzurri di certo hanno pagato cara la partenza timida nella partita d’andata dell’Emirates.

Approccio morbido, impaurito, di sicuro non da squadra che lotta per vincere qualcosa di importante.

Peccato, viene da dire, perché un piccolo rammarico di fondo può esserci.

Sicuramente qualche cessione affrettata ha levato alla rosa di Ancelotti un certo quantitativo di esperienza che può tornare utile a certi livelli.

La tegola del lungo infortunio che ha bloccato Raul Albiol, autentico baluardo difensivo al fianco di Koulibaly.

E’ anche vero che recriminare a posteriori non è mai utile;  tuttavia si può ragionare, ed ora la squadra e la società ne hanno di tempo per farlo.

Confrontarsi, ritrovare gli errori commessi da non commettere più e unirsi sulle contromisure da prendere, nella prossima stagione, per fare decisamente meglio.

La sconfitta dei partenopei in Napoli-Arsenal, però, non dice tutta la verità. Gli ospiti non hanno meritato la vittoria, anzi.

La partita è stata abbastanza equilibrata, se il Napoli avesse chiuso in pareggio o in vantaggio il primo tempo nessuno avrebbe potuto dire nulla.

Ma il calcio è così, crudo, spietato non ammette scuse.

Il goal da calcio piazzato di Lacazette ha avuto la capacità di spezzare le gambe ai partenopei che fino a quel momento, per circa trenta minuti di gioco, non avevano sfigurato.

Milik, poi fermato in posizione di fuorigioco (decisamente dubbia), aveva addirittura portato in vantaggio il Napoli dopo una grande combinazione con Insigne.

Il goal, che sarebbe potuto arrivare anche successivamente in più di un’occasione, seppur inutile ai fini della qualificazione finale, avrebbe avuto il compito di rendere almeno più veritiero il risultato.

Poca cattiveria e lucidità hanno reso il Napoli poco cinico ed hanno portato l’ennesima sconfitta in un Aprile assolutamente da dimenticare.

Napoli-Arsenal, con l’eliminazione degli azzurri, chiude una stagione forse mai iniziata realmente.

Va avanti, giustamente la squadra più forte, appartenente ad un’altra concezione di calcio.

Questa è la conferma che l’emisfero calcistico italiano non è neanche lontanamente avvicinabile a quello spagnolo e non vede nemmeno con il binocolo quello inglese.

Deve crescere il Napoli, certo, ma farlo in un campionato che non riesce a stimolare più nessuno è impresa ardua.

Ancora una volta restiamo a guardare gli altri contendersi il successo finale.

A chi fa bene un movimento calcistico italiano così ridotto?

Non ai tifosi di certo che si trovano a vivere, ancora una volta, l’ennesima forte delusione.

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