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Mancini: “Messi è a livello di Maradona. Insigne deve stare tranquillo, può fare molto di più”

Barbano

Mancini su Insigne: deve star tranquillo. Sicuramente per le qualità che ha può far molto di più. Poi quando un giocatore arriva verso i 28/29 anni, quella è l’età migliore: si è più maturi, si riesce a capire tante cose. Può fare molto di più

Il Ct della Nazionale Roberto Mancini, a Tutti convocati su Radio 24, ha rilasciato alcune dichiarazioni sul confronto tra Messi e Maradona, su  Insigne e e su altri argomenti e giocatori.

Queste le sue parole:

SU MESSI E MARADONA

“Messi secondo me è al livello di Maradona, è un po’ più su rispetto a noi. Noi eravamo già ad alti livelli. Poi credo che oggi, rispetto a una volta quando i marcatori erano molto arcigni, picchiavano e nessuno vedeva e potevano farne di ogni, è leggermente più semplice, ma Messi è di un altro livello”.

SUL STILE DI GIOCO DI MANCINI

“Ho sempre cercato di impostare squadre che giocassero bene cercando di vincere. A volte ci riesci a volte no, a volte non hai il materiale per fare quello che vorresti e quindi devi adattarti a fare altre situazioni, essendo stato io un giocatore di attacco, la mentalità è quella”.

SULLA POCA PAZIENZA NEI CONFRONTI DEGLI ALLENATORI DI SQUADRE ITALIANE

“Noi in Italia siamo esagerati, facciamo questo esempio: Pochettino è al Tottenham da 5 anni, ha una squadra molto forte, il Tottenham ha investito tanto e in 5 anni ancora non ha vinto niente. In Italia, poveretto, lo avrebbero già ucciso, lui invece è li e cerca di migliorare la squadra ogni anno, cerca di portarla alla vittoria.

La Champions League non è così semplice, altrimenti l’avremmo vinta tante altre volte. Non è mai facile vincere, anche se si allena una squadra. Klopp è un altro, è a Liverpool da tre anni, arriva lì, ma rischia di non vincere nulla nonostante la stagione sia stata esaltatissima”.

SULL’ATALANTA

“Ha fatto una grande stagione, sicuramente Gasperini ha grande merito, i giocatori sono bravi e ha fatto un grande campionato. Manca ancora qualche partita e lotteranno fino alla fine, ma complimenti a Percassi per aver messo in piedi una squadra ottima”.

SULLA SAMPDORIA

“Non so che possibilità reali ci siano di rivedere Vialli alla Samp, sarei felicissimo se lui tornasse a lavorare nel calcio e in Italia. E’ un ragazzo perbene, che conosce bene il calcio. E’ una figura che in Italia ci starebbe benissimo in questo momento”.

SU ZANIOLO

“Io lo vedo come una mezz’ala, l’ho conosciuto così e secondo me quello è il suo ruolo, può fare tutto perché è tecnico, ha fantasia, forza fisica, ha un gran tiro, è forte di testa: può fare di tutto. Gioca in serie A da solo sei mesi, ha anche un cale fisico, mi sembra normale quello che sta succedendo. E’ un giocatore di grande prospettiva, così com’è Kean e come lo sarà Tonali”. Lo dice Roberto Mancini CT Nazionale Italiana a Tutti convocati su Radio 24.

SU INSIGNE

Deve star tranquillo. Sicuramente per le qualità che ha può far molto di più. Poi quando un giocatore arriva verso i 28/29 anni, quella è l’età migliore: si è più maturi, si riesce a capire tante cose. Può fare molto di più, le qualità le ha, poi è chiaro che ci sono i momenti difficili, ma li si può solo abbozzare e continuare ad allenarsi seriamente perché poi passa”.

SU BALOTELLI

“Io lo conosco troppo bene, conoscendolo troppo bene io aspetto solo che lui continui a migliorare come sta facendo, ma non solo sotto l’aspetto dei gol come sta facendo.

Lui nel campionato francese è come il PSG, ha qualità troppo superiori per quel campionato, quindi a volte fa gol senza nemmeno fare fatica, quindi lui deve fare fatica, deve lavorare e cercare di non prendere ammonizioni perché ne prende troppe.

Quando sarà completo da questo punto di vista avrà la sua opportunità perché è un giocatore italiano, ha l’età giusta e speriamo che anche la sua maturazione continui a migliorare”.

SU KEAN

“Anche lui è un ragazzo giovane, Allegri lo fa giocatore e ogni tanto lo lascia in panchina, è un ragazzo giovane e deve impare ancora tante cose, gioca sulla gioventù proprio perché a volte fa delle cose che non deve fare, poi fa gol, la porta la vede.

Fisicamente può diventare devastante, se migliora anche sotto tutti gli altri punti di vista può diventare devastante, poi dipende da lui perché è ancora molto giovane”, conclude Roberto Mancini CT Nazionale Italiana a Tutti convocati su Radio 24

SULLA CRESCITA DELLA SQUADRA ED IL MOMENTO DELLA NAZIONALE

“Io penso che siamo andati abbastanza veloci nel trovare una squadra già competitiva, poi è chiaro che c’è da lavorare tanto, dobbiamo mettere a posto diverse cose, ma il percorso fin qui è stato buono e veloce.

Dobbiamo migliorare innanzitutto nel fatto che giochiamo tanti palloni, corriamo molto, ma realizziamo poco. Nelle ultime due partite un po’ lo abbiamo fatto, però dobbiamo cercare di mettere a frutto tutta la mole di gioco che abbiamo realizzato, come contro il Portogallo e la Polonia.

Dobbiamo essere più bravi sotto porta perché poi quelle partite sono così: un episodio può cambiare la partita anche giochi bene, basta vedere Barcellona-Liverpool di ieri”. Lo afferma Roberto Mancini CT Nazionale Italiana a Tutti Convocati su Radio 24

Il momento della Nazionale: “Sono entrato in un momento abbastanza difficile per la Nazionale, forse uno dei più difficili negli ultimi 50 anni, non era semplice e dovevamo cercare di fare qualcosa non solo per un buon presente, ma anche per un grande futuro e abbiamo pensato che questa fosse la soluzione giusta.

Abbiamo visto dei giocatori che hanno seguito agli Europei e che stanno giocando nelle Nazionali giovanili e non erano sconosciuti, si vedeva che avevano delle qualità.

Li abbiamo chiamati, abbiamo visto che sono bravi, poi sono state brave i club a farli giocare. Per quanto riguarda Zaniolo, Di Francesco lo ha messo subito in squadra. Se averli chiamati è servito sia a noi, sia ai club meglio così, è stato un vantaggio per tutti”. Lo afferma Roberto Mancini CT Nazionale Italiana a Tutti Convocati su Radio 24

SULLE CONVOCAZIONI DELL’ULTIMO STAGE

“Abbiamo chiamato un po’ quelli che non eravamo riusciti a vedere, abbiamo chiamato quelli che erano stati lontani dalla Nazionale un po’ di tempo perché infortunati e poi i più giovani, molto giovani, ma volevamo vederli per capire che margini hanno e le qualità. Sono stati due giorni positivi, abbiamo conosciuto ragazzi bravi, che vogliono diventare giocatori molto forti e che avranno la possibilità di farlo, perché la tecnica ce l’hanno”. Lo afferma Roberto Mancini CT Nazionale Italiana a Tutti Convocati su Radio 24

SULL’ALLENARE LA NAZIONALE

“Ci sono dei momenti un po’ difficili perché passano troppi mesi tra una partita e l’altra, ma è stato bello, divertente. Il lavoro sta dando i suoi frutti e siamo felici che ci sia un po’ più di gioia quando gioca la Nazionale. Io stato in club, sicuramente avrei potuto trovare qualcos’altro, però mi sembrava che la Nazionale fosse una cosa talmente bella e importante per un allenatore che ci tenevo. Sicuramente la Nazionale era la cosa più importante per me, al di là di tutto. E’ andata così, adesso speriamo di ottenere dei risultati”.Lo afferma Roberto Mancini CT Nazionale Italiana a Tutti Convocati su Radio 24

IL RAPPORTO DI MANCINI CON LA NAZIONALE

“A Coverciano ho passato una vita, le Nazionali le ho fatte tutte. Poi chiaramente mi dispiace non aver vinto con la Nazionale e non aver giocato il Mondiale anche perché in quegli anni la Nazionale era troppo forte per non aver vinto e quindi è chiaro che la mia speranza è riuscire a vincere da allenatore”. Lo afferma Roberto Mancini CT Nazionale Italiana a Tutti Convocati su Radio 24

SULLE QUALIFICAZIONI AGLI EUROPEI

“C’è questa possibilità, non dico che le prossime due partite saranno già decisive, però saranno molto importanti perché giocheremo contro le due squadre che probabilmente lotteranno con noi per le prime due posizioni del girone. Avremo un anno per migliorare e arrivare agli Europei per giocarceli”. Lo afferma Roberto Mancini CT Nazionale Italiana a Tutti Convocati su Radio 24.

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