Il lunedì del Napoli – Dries risponde a Pavoletti ma non basta: il Var (in ritardo) chiama ed Insigne risolve

Lunedì del Napoli

Lunedì del Napoli- rubrica

Insigne, Mertens, e Pavoletti: sono questi i tre nomi che riecheggiano nel lunedì del Napoli insieme al Var, estremo protagonista nella gara del San Paolo contro il Cagliari che ha regalato numerose emozioni e gol, tutte al fotofinish. Tre punti conquistati all’ultimo respiro dalla truppa di Ancelotti che si regala così il secondo posto in classifica matematico con tre giornate di anticipo. Ma non c’è da abbassare la guardia: i tifosi vogliono un finale di campionato ad alti livelli e senza passi falsi anche se, ieri, ci sono voluti 85′ per rimettere la partita sui binari giusti.

Q come Quasi Vuoto.

Atmosfera spettrale, come previsto, allo Stadio San Paolo: diluvia, fa freddo, poche presenze: insomma, manca solo l’albero di Natale e l’inverno è servito. Si era parlato tanto in settimana di una Fuorigrotta che si avviava verso un record negativo di spettatori, non solo per un campionato che ha perso il suo vero mordente ma in particolar modo per la politica di caro prezzi attuata dal presidentissimo De Laurentiis. Sicuramente una provocazione imporre il prezzo dei biglietti del settore popolare delle Curve a 30 euro per la gara contro i sardi, ancor di più in un San Paolo a mmò di cantiere e nudo di gran parte dei sediolini in quasi tutti gli anelli inferiori, inagibili. Regge però sempre il ragionamento “pochi ma buoni” ed Insigne e soci lo sanno. Stoici.

B come Bentornato Albiol

Una bellissima novità osservando le formazioni di Napoli-Cagliari: il comandante iberico Raul Albiol è tornato ad indossare la sua bellissima e gloriosa maglia azzurra numero 33 dal primo minuto. Alleluja, Alleluja. Quanto ci sei mancato Raùl, non puoi proprio immaginare. Un piccolo assaggio post infortunio già nella trasferta di Frosinone con 12′ di gloria nel finale e poi via, subito nella mischia di un finale di campionato con ormai pochissime ambizioni se non punti, ritmo e gloria. In questo anno di valutazioni e quasi transizione, un leader come Albiol è mancato davvero tanto in lunghi tratti e la truppa partenopea lo ha sempre confermato. Non solo compasso della difesa ma mix di esperienza, carattere, calma e precisione in ogni momento dei match, in Italia ed in Europa. In questo lunedì del Napoli ti gridiamo bentornato e non ci abbandonare più, eh.

P come Pavoloso

La legge dell’ex nel calcio è indiscussa: chi ha il dente avvelenato e gioca contro la sua ex squadra, ancor di più in trasferta, segna (quasi) sempre. Nella storia del Napoli ci sono precedenti illustri e reiterati davvero indimenticabili e stessa sorte è toccata anche ieri a Leonardo Pavoletti. Pavoloso, così come lo chiamavano i compagni di squadra ai tempi della maglia azzurra, ha dimostrato di vestire bene, benissimo, la sua nuova dimensione rossoblu, confermando le doti di ariete dell’area di rigore e di attaccante generoso di movimento. E’ sua la rete che al 63′ sblocca il risultato di Fuorigrotta, lasciando il pubblico basito per l’ennesimo schiaffo ricevuto. Esultanza poco sobria di default e riflettori puntati ancora all’88’ quando Maran lo chiama per la sostituzione: un battibecco con il duo Insigne-Hysaj per una camminata troppo lenta nel lasciare il campo e come spesso accade, ecco il paladino della giustizia Ciro Mertens che ristabilisce l’ordine. Un bacio sulla fronte per il 14 azzurro, da sempre molto amici e pace fatta. Per la serie, attenti agli ex. Sempre.

I come In Ritardo

Ahhh, Var, così proprio non ci siamo. Ci eravamo illusi che le cose stessero andando meglio (e non era proprio molto difficile visto gli sfracelli degli scorsi mesi…ndr) ed ecco lì che torna l’incubo Var, che in quest’anno nella classifica dell’odio dei tifosi ha seguito solo la rotellina di Dazn che per fortuna non dovremmo rivedere più per un bel po’.  Se il primo tempo di Napoli-Cagliari non aveva regalato troppe emozioni, ci ha pensato la ripresa a riscattarsi ed ancor di più i minuti finali. E’ il 92′, il Napoli poco prima ha raggiunto il pari con il solito Mertens di testa, sottolineo di TESTA (perciò diluviava… ndr) e si nota nettamente un fallo di mano non sanzionato dall’arbitro Chiffi. Il gioco prosegue tra le proteste dei giocatori azzurri, con Ghoulam che indicava il dischetto, senza però un seguito. Solo al 93′ 50″ il direttore di gara interrompe improvvisamente l’azione di gioco per l’on field revieuw: prende la sua decisione al 95′ 40″ e “solo” al 97′ 20″ Lorenzo Insigne parte a razzo dal dischetto. Ma sì, con calma, come canta Daddy Yankee.

L come Lorenzo

Lorenzo è tornato o, probabilmente, non è mai andato via. Il calcio, così come il tifo è di pancia, emozionale, istintivo e spesso si fa prendere dalle valutazioni istantanee del momento che fa conseguire un risultato più o meno atteso o disatteso. Non era facile prendere per mano il Napoli in un momento dove le fortissime motivazioni vacillavano, non era facile prendere per mano anche se stesso e scacciare via ogni voce, ogni pettegolezzo, ogni insicurezza, così come i ricordi dei fischi, quelli assordanti, verso un figlio della propria terra. Lavoro, tanto lavoro in queste settimane e la voglia di riprendersi ogni cosa tinta d’azzurro: il rapporto con i suoi tifosi, un gol pesante, il suo stadio, la sua Napoli. Tutto, distava 11 metri ed un super Cragno: superati brillantemente entrambi, con un gran boato ed una standing ovation più che meritata. Questa volta, proprio da capitano.

A come Argento

Il lunedì del Napoli si tinge di una nuova consapevolezza, questa volta ufficiale: la squadra di Ancelotti chiude la sua stagione matematicamente al secondo posto in classifica con tre giornate di anticipo. Abissale il distacco con la solita Juventus, è vero, in un campionato positivo ma a tinte alterne: importantissimo aver confermato il consueto piazzamento Champions, non aver mai destato troppe preoccupazioni riguardo le inseguitrici ed essere ancora l’indiscussa seconda forza della serie A a discapito di piazze blasonate come Inter, Milan, Roma e Lazio. Il vento sta cambiando e la classifica alle spalle per la lotta all’Europa lo conferma: e poi chissà, se con una programmazione dettagliata, ambiziosa, d’esperienza e cristallina, l’ennesima medaglia d’argento non possa quanto prima tramutarsi proprio in quell’oro che tutti ormai da tempo desideriamo.

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