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Divieto vendita biglietti ai nati in Campania, monta la protesta dei Club Napoli nel Mondo

Il web è impazzito e sui social non si parla d’altro: il divieto di vendita dei biglietti ai “nati” in Campania è l’ennesima esibizione di un razzismo territoriale che affonda le sue radici nella storia.

“Non si affitta ai meridionali” ecco come ricorda il passato il giornalista Enrico Mentana sul suo profilo Facebook, commentando l’assurdo divieto di vendita dei biglietti per la partita Juventus-Napoli. Perché siamo tornati indietro di 60 anni, questa è la realtà. E non ci stanno i tifosi del Napoli, ma soprattutto tutti coloro i quali sono nati in Campania. Ecco perché oggi i Club Napoli sparsi nel Mondo si sono affidati al Consigliere del Comune di Napoli, Francesco Borrelli, sempre vicino alle tematiche napoletane e portavoce in tale circostanza anche delle ragioni dei Club Napoli sparsi nel mondo.

Questo è il comunicato che i Club Napoli nel Mondo hanno consegnato alla stampa contro il divieto di vendita dei biglietti:

“Per la seconda giornata del nuovo campionato di Seria A, il calendario prevede la sfida di cartello Juventus-Napoli. La società bianconera ha vergognosamente vietato la possibilità di acquistare i biglietti non solo a chi è residente in Campania (cosa a cui ormai ci hanno abituato diversi stadi per le sfide importanti), ma addirittura a chi è nato in Campania. Una scelta assurda e scellerata, che non fa altro che alimentare odio e discriminazioni. Se si sbaglia si colpisce il singolo, non un’intera popolazione”.

Lo ha detto Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale dei Verdi, sollecitato da diversi club di tifosi napoletani, anche stranieri:

Club Napoli Lussemburgo, Club Napoli Sessa Aurunca, Napoli Club Cagliari, Club Napoli Briganti, Napoli Club Pinerolo, Club Napoli Amore e Fede Casaluce, Club Napoli SMCV Azzurra, Cercola Partenopea, Club Napoli Due Sicilie, Club Napoli Massa di Faicchio, Napoli Club Genova, Club Napoli Umbertide, Club Napoli Eboli, Napoli Club Soverato, Club Napoli Cava dei Tirreni, Club Napoli Venezia Mestre, Club Napoli Castrovillari, Napoli Club Malpensa, Club Napoli Castelli Romani, Club Bergamo Azzurra.

“La cosa ancora più grave è che anche la Questura di Torino ha preso le distanze da tale scelta” 

“Resta da capire, allora, come sia possibile che una società possa assumere tale decisione. Il calcio deve essere un veicolo di unione, non una costante discriminatoria. Il razzismo e la xenofobia vanno sdoganati, non alimentati. E poi mi chiedo, l’allenatore della Juventus, Maurizio Sarri, è nato in Campania: non lo faranno accomodare in panchina? Invieremo immediatamente una nota di protesta al ministero dell’Interno per segnalare questa assurda situazione.”

Perché la reazione dei Club Napoli del Mondo è stata forte e non si fermerà.

“Siamo la cassa di risonanza europea di quanto accade in Italia” esordisce così Andrea C., Presidente del Napoli Club Lussemburgo, ai nostri microfoni “Noi rappresentiamo il tifo napoletano all’estero, le azioni della Juventus sono vergognose e non restano confinate in Italia. Bisogna allargare lo spettro: sono razziste e discriminatorie e livello europeo ed internazionale. Ecco perché questo nostro unirci contro di esse deve contrastare un concetto di razzismo espresso contro un popolo, degli esseri umani, che solo perché nati in una regione non possono partecipare ad un evento pubblico, seppure in un luogo privato”. 

Un divieto creato solo per non far entrare i tifosi avversari nel proprio stadio?

“No, questo è l’assurdo! Vanno contro i loro stessi tifosi, ricordando che purtroppo in Campania ci sono molti Club Juve che dopo questa decisione della Juve dovranno guardarsi dentro, ricordarsi da dove vengono e magari tifare per i colori della propria città”.

Secondo Lei è qualcosa che può essere confinato alla partecipazione ad un evento sportivo?

Quest’azione discriminatoria deve avere una rilevanza politica e deve essere messa in discussione. E’ il sistema paese che deve fare di passi avanti perché ci sono delle licenze, delle permissioni gratuite che non vengono sanzionate. Una società che si fa scudo delle proprie origini e della propria cultura e che allo stesso tempo li rinnega, perché i tifosi bianconeri sono “apolidi”, sparsi nel mondo senza avere una vera e propria appartenenza territoriale”.

I Club Napoli si sono rivolti alla politica per far sentire la propria voce

“Viviamo in un momento politico in cui partiti del Nord si fanno scudo di una liberalità espressa ma non davvero convinta. Controlliamo gli sbarchi a salvaguardia di un paese che al suo interno discrimina e ghettizza. Anche queste sono le problematiche che dovremmo portare in Europa. I nostri rappresentanti al Viminale devono spiegarci se al giorno d’oggi è possibile discriminare solo perché si è nati in una regione piuttosto che in un’altra”.

 

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