FOCUS- Come giocherà il Napoli di Ancelotti nella prossima stagione calcistica

Ancelotti Insigne Everton

 

Il nuovo Napoli di Ancelotti avrà una impronta squisitamente offensiva e con una visione del gioco iper moderna, sviluppando alcune idee che si sono susseguite nel corso del tempo.

Il nuovo Napoli di Carletto Ancelotti avrà una impronta squisitamente (iper) offensiva, sviluppando alcune idee e alcuni temi tattici già presenti, implementando la fase offensiva.

Il Napoli ha dimostrato di aver sviluppato diversi schemi di gioco: dal 4-4-2 al 4-2-3-1. Finanche il 4-3-2-1 -il famoso albero di Natale che ha fatto le fortune di Ancelotti al Milan- mettendo però in pratica un gioco iper offensivo.

Da qui la richiesta del tecnico di giocatori tendenzialmente offensivi (dall’imminente Lozano alla richiesta di James). Il tecnico vuole replicare il gioco che ha praticato al Milan e, successivamente, anche al Real Madrid.

L’idea tattica da applicare “in game” è quella del 2-2-6.  Dal modulo di partenza che, come disse Ancelotti, “E’ rappresentato dalle linee schierate in campo, visibili anche ad occhio nudo”, il Napoli si proietterà tutto in avanti.

Se l’attacco avviene dalla catena di destra, allora sale uno tra Di Lorenzo e Malcuit in fase di costruzione (in quest’ottica i terzini di spinta).

Se l’attacco avviene dal versante opposto allora salirà Ghoulam (più difficile vedere Mario Rui in campo dall’inizio) supportato da Manolas (dalla spiccatissima propensione offensiva).

Koulibaly sarà l’uomo più arretrato (il cosiddetto ultimo uomo) visto il suo strapotere fisico, anche se in occasione di calci piazzati salirà anche lui per supportare l’azione offensiva. In quel caso –strano a dirsi- l’ultimo uomo sarà rappresentato dal portiere che salirà fin quasi a metà campo.

Il manifesto di questo tipo di giocate si è visto nella gara contro il Liverpool. Sul primo gol degli azzurri, dopo lo scambio rapido tra Insigne e Milik, Ghoulam aveva il piede nell’area di rigore dei reds.

Il giocatore che sarà inamovibile anche in questo scacchiere tattico sarà Josè Maria Callejon. Lo spagnolo è arrivato con Rafa Benitez e ha iniziato come trequartista, per diventare attaccante esterno del 4-3-3 (con Sarri). Per poi giocare centrale di centrocampo in queste prime uscite del Napoli targato Ancelotti due punto zero. Callejon ha un’intelligenza tattica fuori dal comune e riesce ad adattarsi in qualunque ruolo gli venga assegnato. In quest’ottica ha il pieno apprezzamento di Ancelotti e, probabilmente, sarà l’unico vero titolare inamovibile.

In fase di costruzione gli esterni si alzano a supporto dell’ attaccante o degli attaccanti (nel caso di 4-4-2). Si va a creare un pressing altissimo, asfissiante, fino alla difesa avversaria per indurre all’errore l’avversario. Considerando Fabiàn Ruiz come un trequartista aggiunto e Zielinski che è un ottimo portatore di palla, dotato di un gran tiro da fuori, non è difficile immaginare che, in fase offensiva, anche loro saliranno a supporto della manovra.

Il gioco del Napoli sarà improntato su scambi rapidi, palleggio veloce e rapida ricerca della profondità (come avvenuto nell’amichevole contro il Barcellona). Inoltre il Napoli andrà molto spesso alla ricerca dell’1 vs 1 (in quest’ottica la grande abbondanza di trequartisti e velocisti, Lozano è un esempio lampante) avendo dei giocatori/ velocisti adatti a questo tipo di situazione. Si cerca questo tipo di azione veloce, costruzione rapida in velocità, per evitare che le squadre si compattino e facciano muro, bloccando così il gioco alla fonte.

Il Napoli vuole arrivare al gol (come successo contro il Marsiglia) sfidando la pressione alta degli avversari. L’idea è di arrivare con un 2-2 centrale d’uscita con i due centrali di difesa e centrocampo, alternato ad un 3-1 (quando si alzano due attaccanti avversari) con Elmas quasi di fianco ai due centrali difensivi, come già accaduto con Spal e Inter (con Allan in quella occasione). Si cerca di  colpire il posizionamento post-pressione con un attacco 5 contro 5. E’ qui c’è tutta l’idea di gioco di Ancelotti.

I Centrocampisti devono essere di qualità, per questo l’aggiunta di un profilo più simile a Zielinski e Fabian che ad Allan – per trovare i tanti giocatori tra le linee: i tre fantasisti dietro la punta, ma anche i due terzini spesso molto alti.

Quando possibile, contro squadre non chiuse, l’obiettivo è far male in verticale, senza passaggi orizzontali che portano l’avversario a schiacciarsi, ma anche a compattarsi e quindi a difendersi meglio con le linee schierate.

In fase di non possesso, chiaramente tornano le linee schierate, per cercare, in maniera ordinata di chiudere gli spazi. Facendo scalare un centrocampista/trequartista avanzato e formando, di fatto, un 2-3-5.

Altra nota interessante è che il Napoli, in fase di recupero palla andrà a giocare in maniera quasi rugbistica. Tutta la squadra si muoverà in blocco, in diagonale. Il giocatore in uscita, verrà aiutato da due compagni che rientrano. Si crea così una gabbia attorno al portatore di palla avversario, per chiuderlo ed indurlo all’errore di passaggio.

Ancelotti così metterà in pratica lo stesso calcio applicato al Milan (Zielinski ricopre il ruolo che Kakà ricopriva in rossonero) e al Real Madrid. Mutatis Mutandis, cambiando gli interpreti si spera che i risultati siano gli stessi.

Stratosferici. Spettacolari.

 

 

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