Il lunedì del Napoli dalla A alla Z – Una Firenze già da infarto idolatra un trio scatenato tra baci, il solito Var e le telenovelas di mercato

Il lunedì del Napoli dalla A alla Z è il più dolce dei bentornati non solo alla serie A ma in particolar modo alle emozioni che solo il calcio e la squadra partenopea ci possono regalare.

Dimenticate vittorie di misura (ogni riferimento è puramente NON casuale ndr), 90′ tranquilli, spensierati, dove ci si assopisce post pranzo quasi rilassati sul divano di casa, davanti alle comode gesta di Insigne e soci: non è questo il momento e forse non lo sarà mai ma ben venga, perchè non è la domenica il giorno preposto al riposo…almeno per i malati di calcio e di tifo. Questo lunedì del Napoli dalla A alla Z ci riconsegna alla sacrosanta convinzione che come sempre si dovrà sudare, sacrificare, vendere cara la pelle in ogni gara ma che davvero quest’anno ci si può divertire con questa squadra di scugnizzi terribili 2.0. Riguardare Firenze per credere.

A come Abbraccio

Fiorentina-Napoli inizia con un fotogramma che scalda anche il cuore più gelido: all’ingresso delle squadre in campo, Carletto Ancelotti si dirige verso la panchina viola ed abbraccia lui, proprio lui: Franck Ribery. Sguardi da duri ma occhi emozionati e teneri, così come il sorriso sincero di un gesto che ha colpito tutti gli innamorati del calcio (LEGGI LE PAROLE DI RIBERY). Sono questi i rapporti che durano oltre il tempo, le squadre che passano, le maglie che cambiano e superano ogni rivalità ma soprattutto sono questi i valori che ci piacciono e che emergono in un sabato che si è lasciato andare purtroppo anche ad altro. Ma ci sarà tempo per parlarne dopo.

B come Bentornata Serie A

Diciamocelo senza peli sulla lingua in questo lunedì del Napoli dalla A alla Z: sabato eravamo in parte tutti un po’ depressi. Di ritorno dalle vacanze, la fine dell’estate ormai nell’aria e l’ombra sempre più palpabile dell’imminente ritorno a lavoro che volteggiava sulle nostre teste a mmò di condor. Eppure, sul calendario il 24 agosto era cerchiato in rosso come giorno di giubilo: il ritorno del campionato! Alleluja, alleluja e fa nulla se i fegati si spappolano già delle prime battute: siamo masochisti, innamorati, tifosi e ci piace soffrire, esultare per questo pazzo gioco che ci condiziona vita, umore e giornate. Per la serie I love this game, scusate se è poco.

C come Chucky Lozano

Finalmente è arrivato, finalmente è tra noi! Veste l’azzurro Hirving Chucky Lozano, il messicano più talentuoso del momento, fortemente corteggiato dalle big di Italia ed Europa e che ha scelto di vestire la maglia del Napoli. Giusto sottolinearlo, perchè non era scontato accadesse se al cospetto hai i migliori club internazionali. Sguardo vispo e da “bambola assassina”, ha dalla sua dribbling, talento, fantasia, concretezza ed un potere mediatico non da poco (LEGGI LE CARATTERISTICHE TECNICO TATTICHE DI LOZANO). Insomma, un fuoriclasse da scoprire, coccolare, pronto a far faville all’ombra del Vesuvio. Bienvenidos!

D come Dubbi

Insieme all’ansia da ritorno della serie A, è impossibile in questo lunedì del Napoli dalla A alla Z non parlare di come il fegato e lo stomaco della maggior parte dei tifosi siano già passati a miglior vita unicamente grazie ad un unico elemento discusso. Di chi, anzi cosa, stiamo parlando? Ovviamente del Var! Con le nuove regole sono triplicati i dubbi dei giocatori, dei direttori di gara, degli Avar, del mondo intero così come i minuti impiegati a consultarsi, rivedere immagini che, dopo interruzioni chilometriche ancora destano dubbi e sospetti. Basta riavvolgere il nastro del Franchi per ritrovare numerose perplessità sia nel penalty concesso alla Fiorentina che in quello concesso al Napoli. Una bella frittata, così come tante decisioni del direttore di gara Massa e dei suoi assistenti che rimandano tutta la classe arbitrale a settembre. Bocciati.

E come …E mi prendo la responsabilità

In quest’estate senza la serie A ci è mancato anche lui, Carletto Ancelotti. Con le sue gomme, il suo sopracciglio, la su aplomb…ehm, quella per una volta ha lasciato il posto ad un tono deciso da leader calmo che ha ben chiarito numerosi punti della serata di Firenze. Di quello più brutto ne parleremo tra qualche punto, precisamente alla R ma è necessario soffermarsi su una frase molto importante non passata inosservata dai più: “Sono tre punti importantissimi e mi prendo la responsabilità di dire che la mia squadra ha tutte le potenzialità per vincere, siamo forti e ci proveremo fino alla fine”(LEGGI LA CONFERENZA INTEGRALE). Lode a te Carletto da Reggiolo. Amen. 

F come Facile dire…

Facile dirlo dopo (chi mi conosce sa che non mento ndr) ma avevo pronosticato il 4-3 del Napoli a Firenze con prima rete viola e persino il pari di Mertens. No, non ho doti profetiche ma chi è abituato a vivere la realtà partenopea sa quanto ci si ami a complicarsi la vita. Quanto si sia bravi poi a rimboccarsi le maniche, convogliare ogni energia fisica e mentale e ribaltare un momento complesso. Quanto si voglia sempre sorprendere tutto e tutti, zittire ogni maldicenza, ogni coro razzista a suon di giocate da fuoriclasse, gol e spettacolo. Quanto ci si diverta insieme in campo, quanto si voglia ancora migliorare e giocarsela in questa pazza stagione, anche solo per dar fastidio ai soliti favoriti. Quanto sei bello, pazzo Napoli!

G come Garra

Non solo una squadra ricca di qualità come sempre in particolar modo in attacco ma una garra particolare quella sciorinata a più riprese a Firenze. E’ gara vera e lo si vede subito, sin dall’ingresso su un campo ostico e con un ambiente come sempre ostile. Il gioco si fa duro? Ed i duri iniziano a giocare. Ecco che Manolas non le manda a dire ed al suo fianco c’è Kalidou Koulibaly che mette la quarta e non guarda in faccia a nessuno, lasciandogli perdonare persino quelle piccole sbavature. Ancora Zielinski, Callejon e la carica di Mertens ed Insigne che quando si abbracciano quasi si fratturano le costole. Roba da piccoletti ma solo di statura: sicuramente non roba da deboli di cuore.

H come Ho visto il tweet

Giura che non hai visto il tweet. Sì, proprio tu che stai leggendo questo lunedì del Napoli dalla A alla Z. Se tutti i riflettori sono puntati su Fiorentina-Napoli e sulla rimonta azzurra, un piccolo occhietto, o forse un orecchio era anche a Madrid dritto alle spalle di James. Attivate le notifiche dei social, ecco che si trema il 24 agosto: “Dopo tanto tempo sono tornato al Bernabeu <3 E’ stata una sensazione unica. Grazie per l’affetto ed il sostegno. Continueremo a lavorare per migliorarci”. Verità? Depistaggio? Eh no, James, così non si fa. Non si scherza con i sentimenti. Nè con gli steccolecco.

I come Immobile

Questa bella I è dedicata al signor Dragowski. Non provatelo a leggere con la A, poichè in telecronaca ci tengono a precisare che come Piatek si pronuncia con la O ossia Drongowski. Precisazione etimologica a parte, caro Dragowski-Drongowski, credo proprio che ci sia ancora sir Dries Mertens nei tuoi sogni. E forse non solo. Un bel trittico di scugnizzi terribili 2.0 che hanno saputo proprio metterti in difficoltà e lasciarti persino di stucco al 42′ con il calcio di rigore di Lorenzo Insigne. Per non parlare poi di Callejon! Concedicelo ma con affetto e senza rancore: è difficile davvero per tutti!

L come Leone

Momento serio. Tutti noi pazzi di calcio abbiamo un angolo nel cuore nel quale custodiamo gelosamente delle immagini che ci hanno commosso legate a questo stupendo sport e che nel riviverle nel tempo, ci fanno capire quanto sia importante e quanto si possa celare dietro ad una vita a lui legato. Valori, commozioni, emozioni, storie incredibili di giovani salvati dal pallone e da una scelta, una sola scelta, che come una catena di eventi ha influenzato migliaia di persone, dato speranze ed insegnamenti. Al di là dei gol, delle giocate, dei sorrisi, delle vittorie, ci sono i calciatori, al di là dei calciatori ci sono gli uomini ed al di là degli uomini ci sono i leoni. Non capita di vederne tutti i giorni ma restano indelebili nella nostra memoria, proprio in quelle stanze delle nostre emozioni che non cambiano mai. Sinisa è uno di questi implacabili leoni, è uno di quegli uomini che ha regalato il senso più profondo ad un gioco che continuamente si mischia e si mescola a tanto altro. Sinisa è la forza di chi non molla, di chi non ha paura e lo fa proprio per quell’amore che lo ha spinto a tanti oneri ed a tanto onore. Non mollare leone, non mollare mai.

M come Maglia

Sudata, strappata, tirata, lanciata, amata, criticata e finalmente baciata: è sempre lei la protagonista delle più belle domeniche di calcio tinte d’azzurro e che ha ricevuto in quel di Firenze due gesti d’amore d’eccezione. Il primo è seguito al capolavoro di Dries Mertens, il secondo, ancor più appassionato, è l’intreccio tra la sua forza unica ed il suo capitano Insigne, uniti in un unico mix letale. Baciatela ancora quella maglia, lei che non vi tradirà mai, in un giuramento d’amore lungo forse una vita e con una promessa rinnovata ancora per i prossimi mesi.

N come Nuove regole

Le braccia alle 7.20 e non alle 9.15, le mani, la testa il corpo, la depotenziamento della volontarietà, l’altezza delle spalle, lo spazio occupato, la distanza dal pallone, la traiettoria, rigore sì e rigore no, la deviazione dell’arbitro, il rinvio del portiere, il flusso cosmico, il fluire del vento, il volo delle rondini, le fasi lunari, l’umore dell’addetto al prato, il cielo blu, l’ora legale e chi più ne ha più ne metta. Se il fuorigioco era considerato il movimento più complesso da spiegare, benvenuti amici nel caos delle nuove regole del campionato di calcio 2019/2020, Var incluso. Qui regna ancora l’anarchia o forse, anche la botta di fortuna.

O come Orchestra

“Il calcio è come la musica e, come questa, non deve essere disarmonico bensì deve contare su undici talenti non solisti per fare un’orchestra. Ho sempre cercato di far capire che è la squadra che deve essere protagonista e divertire la gente. La vittoria aveva un valore se il team in campo era riuscito a vincere e convincere”. Non è farina del mio sacco cari amici del lunedì del Napoli dalla A alla Z, bensì di un maestro di calcio quale Arrigo Sacchi. C’è chi vanta numerose individualità ed anche il club azzurro può farlo ma tutto risuona come una bellissima ed armonica orchestra dove nessun elemento è dissonante, unendosi in una melodia in crescendo che non smette mai di sorprendere. Firenze ne è una prova enorme, con il suo manifesto più bello persino nella ripresa.

P come Piano F

Ho avuto difficoltà a capire di quale piano di mercato stessi parlando. Se del piano B, C, D, E o forse anche F. Ecco, soffermiamoci alla F che potrebbe proprio essere quello giusto, non solo cronologicamente ma in particolar modo per assonanza. Sì, parliamo di Fernando Llorente che sembra essere proprio l’ultimo acquisto del Napoli, pronto a terminare le entrate del club di De Laurentiis (LEGGI LE NEWS). Nulla è ancora certo ma siamo sicuri che si tratti nel caso di possibilità e non di mero ripiego. Solo il tempo potrà nel caso darci le sue risposte, così come attendiamo l’ufficialità per il prossimo lunedì del Napoli dalla A alla Z. Ci tengo, eh.

Q come Quel sopracciglio…

Ahhh, com’è bello il sopracciglio di Carletto. Persino con una bella emoji dedicata sui social, rappresenta lo stato d’animo perplesso di ognuno di noi che lo ha eretto a maestro di stile e di vita. Rivedi la tua ex con un altro? Calma e silenzio, vai di sopracciglio. Al bar non hanno ciò che desideri e pensi che dovrebbe chiudere? Vai di sopracciglio. Mario Rui si distrae e perde ancora Sottil? Ecco il sopracciglio, questa volta a flotte. Insomma, è un elemento accessorio fondamentale per non perdere la pazienza e sfogarsi in qualsiasi circostanza.. ancor più quando al Franchi si sta sul 4-3 e proseguono i cori razzisti dietro alla panchina azzurra. E lì, nessun sopracciglio o chewingum può reggere. Dritti alla R.

R come Razzismo territoriale

Proprio quando il sopracciglio ed il chewingum non reggono, ecco lo sfogo che arriva inesorabile, in diretta tv ed in conferenza stampa, quando anche il leader calmo perde la pazienza e decide che il mondo deve sapere. Anche coloro che hanno un udito un po’ basso devono alzare il volume dell’audio ambientale del Franchi ed assistere a ciò che è accaduto, non solo durante il match ma persino prima, all’esterno dell’impianto di gioco ed ancora dopo. Non sono sfottò di rivalità: è odio, odio atavico, gratuito, razzismo senza senso, ammesso che qualche tipo ce l’abbia. E’ ignoranza reiterata, è non sense. E’ tutto fuorchè il calcio, è tutto fuorchè ciò che amiamo.

S come SuperCiroMertens

In questo lunedì del Napoli dalla A alla Z un particolare spazio doveva essere necessariamente riservato a lui, Ciruzzo Mertens ed alla sua inconfondibile classe. E’ sua la prima rete azzurra della corrente stagione e non poteva che aspettarsi di meglio: un capolavoro che si spegne alle spalle di Dragowski e che al 37′ manda in visibilio i tifosi partenopei accorsi in Toscana. Duplice importanza non solo per la bellezza ma anche per il pari acciuffato nel miglior momento della viola e che ha dato poi il gusto input per la rimonta partenopea. Come sempre risolutivo.

T come Telenovelas

Manca ormai pochissimo al termine del calciomercato estivo, eppure qualche telenovelas tiene ancora banco. Proiettatevi nell’Argentina degli anni ’80 quando Donna Wanda getta scompiglio nella Pampa per il suo gringo Maurito, promesso sposo di tutti e di nessuno. Eppure, ne abbiamo visti di episodi: miliardi di puntate di Beautiful, Sentieri, Dallas, persino il made in Italy con Centovetrine ed affini. Per quanto amiamo le storie d’amore ed i thriller dai mille colpi di scena, forse ci ha proprio stancato questa sequela di 100 episodi che non portano mai ad un vero finale. Forse, a fine agosto, stanchi ed esauriti dall’anno lavorativo che si affaccia amiamo più la concretezza della Tv verità. Per quanto possa essere scomoda.

U come Un po’ di paura

Come ogni lunedì del Napoli che si rispetti, guardiamo anche al futuro ed il tempo ormai stringe. Cosa c’è sabato sera? L’appuntamento consueto con la pizza, forse. Il ritorno degli amici dalle vacanze, anche. Sabato sera sarà il momento in cui il divano diventa tessuto adamitico pronto ad accogliere almeno tre ore di sofferenza. E’ il giorno in cui non si esiste per nessuno, non si risponde al telefono, alle mail, non si esce di casa…e si spera lo si faccia a testa altissima poco dopo le 22.30. E’ la notte del tutto o niente, del passato contro il presente, dell’azzurro più bello contro un mondo a strisce bianco nere. E’ la sera del fegato che reclama giustizia, comunque vada. Insomma, c’è Juve-Napoli! Alla settimana prossima per qualsiasi commento ma una cosa la dico: credo proprio che ad aver guardato attentamente la gara di Firenze, qualcuno abbia maturato un bel po’ di timore.

V come Vince il calcio

Ladies and gentleman, Lele Adani. Parliamo al momento di uno dei massimi intenditori di calcio, colui che in telecronaca sa unire poesia e validissime argomentazioni tecnico tattiche. Non vogliamo tornare sul Var, disquisire di rigori, falli di mano, insinuazioni, ipotesi e di qualsiasi cosa che con la bellezza del campo e le emozioni non vada proprio a braccetto. Ergo ci fermiamo un attimo, riavvolgiamo il nastro e rubiamo la chiosa tv dell’ex interista: “Uomo partita Sky? Stasera a Firenze vince il calcio”.

Z come Zeppatella

Chiudiamo il consueto lunedì del Napoli in versione extra large da ritorno in campionato con una perla tutta made in Napoli del maggior portatore sano di dialetto e scugnizzeria, Sir Lorenzo Insigne. Il capitanissimo azzurro al termine della gara di Firenze che lo ha consacrato ancora una volta tra i migliori in campo, ha così tuonato: “Lavoreremo per limare ogni difetto ed essere perfetti, siamo un grande gruppo che può arrivare lontano. Il mercato? Chi arriva o non arriva non dipende da noi giocatori o dall’allenatore quindi siamo tranquilli”. In quel di Capri il messaggio è arrivato forte e chiaro. Passo e chiudo.

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