FOCUS- Napoli-Liverpool: per gli azzurri una vittoria nella testa prima che nelle gambe

Napoli Liverpool Champions League

Il Napoli ha vinto la prima, importantissima, gara nei gironi di Champions League contro il Liverpool

Il Napoli ha vinto la prima, importantissima, gara nei gironi di Champions League contro il Liverpool. La compagine inglese può contare su elementi di primissimo piano nel panorama internazionale. Su tutti Momo Salah, egiziano ex Roma, che ha fatto della velocità il suo punto di forza.

I Reds non potevano contare sul portiere Allison (autore di un miracolo nella scorsa stagione su Milik, nella gara di Anfield Road, nel finale di gara che costò agli azzurri la retrocessione in Europa League). Oltre ad Allison, i reds hanno dovuto fare a meno anche di Origi, infortunatosi in rifinitura.

Ancelotti, da buon stratega qual’è, ha studiato nei minimi dettagli la partita. D’altronde nella gara d’andata dei gironi, l’anno scorso, il Liverpool per 65 minuti non ha superato la meta campo degli azzurri e ha concluso l’intera gara senza fare una conclusione nello specchio della porta.

Nella gara di ritorno, il Napoli è stato sfortunato. Infatti è stato trafitto da Salah nell’unica occasione (ripartenza veloce su una banale palla persa a centrocampo). Nell’amichevole di Agosto, pur privo di Koulibaly, il Napoli ha impostato una gara completamente in attacco e ha avuto ragione dei reds.

Anche questa volta Ancelotti ha avuto la meglio sul collega Klopp (che tra l’altro non è riuscito mai a vincere in Italia).

Si pensava che il Napoli optasse per mettere Maksimovic sull’out di destra dal primo minuto, poiché è un giocatore capace di stringere con i 2 centrali, in fase di possesso, formare una difesa a 3, e tenere alti gli attaccanti del Liverpool, togliendo uomini fondamentali ai reds, in fase passiva.

Invece lo stratega Ancelotti, ha lanciato il giovane Di Lorenzo (che ha ancora qualche difficoltà in fase di ripiego) che ha macinato kilometri in velocità. Il giovane, ex Empoli, in queste prime uscite ha fronteggiato prima Chiesa/Ribery nella gara di Firenze, poi Cristiano Ronaldo contro la Juventus. Infine, nella gara europea, ha tenuto testa a Manè e Firmino. Non male per un ragazzo all’esordio nella massima competizione europea.

Ancelotti ha lasciato al centro della difesa Koulibaly (tornato per fortuna il fortissimo difensore centrale ammirato) e il greco Manolas. Con una mossa a sorpresa, lanciando il portoghese Mario Rui dall’inizio sull’out mancino.

Proprio Mario Rui si è rivelato uno tra i migliori in campo (se non proprio il migliore della serata): segno che quando il difensore c’è con la testa, riesce a sopperire anche a qualche mancanza tecnica. Infatti ha chiuso Salah in maniera encomiabile, con recuperi e diagonali ha impedito a Salah di giocare al meglio. Non solo: è stato sempre in linea con gli altri difensori (Koulibaly e Manolas sulle falcate di Di Lorenzo; con l’ex Empoli ed il senegalese durante le proiezioni offensive del greco).

Nella linea mediana ha lanciato Allan e Fabiàn Ruiz larghi, per avere interdizione col brasiliano che stringeva durante le ripartenze dei reds, ma senza rinunciare alla qualità dello spagnolo. Sugli esterni hanno giocato Insigne e l’inesauribile Callejon, mentre davanti Lozano e Mertens.

Proprio il messicano è stata una mossa astuta: infatti grazie alla sua velocità, attaccando la profondità, si trascinava dietro almeno due difensori inglesi, lasciando spazi aperti a Mertens che è un maestro nell’imbucarsi (specie sugli invitanti assist di Callejon). Infatti la prima occasione del Napoli arriva su uno scatto di Lozano che si porta due difensori, Callejon serve Ruiz che prima di destro, poi di sinistro impegna Adrian, Lozano ribatte di testa in rete, ma è in posizione di offside.

Il Napoli non si scompone, aspetta basso il Liverpool e cerca di costruire le azioni con calma e lucidità. Al 20′ su un banale errore di  Insigne i reds hanno una occasione con Salah, ma Meret ci mette una pezza.

Gli azzurri superano i reds anche sul piano della fisicità e Klopp sembra imbambolato. Nella ripresa, la musica non cambia, allora Ancelotti decide di lanciare un messaggio chiarissimo ai suoi e alla partita: inserisce Zielinski per Insigne e Llorente per Lozano. Il tecnico, infatti, vuole dare peso specifico all’attacco e al centrocampo, senza però privarsi della qualità.

Al 75′ minuto arriva anche il debutto europeo per Elmas che sostituisce uno stoico Allan fermato dai crampi. Passano pochi minuti e il Napoli conquista un calcio di rigore. Perfetto cambio di gioco di Elmas che vede Callejon solissimo sull’out di destra, lo spagnolo con uno sprint arriva in area, e con una intelligenza fuori del normale, mista ad una freddezza innata, va “a sbattere”su Robertson che lo sbilancia con l’anca.

Dagli undici metri, si presenta Mertens che con una naturalezza incredibile piega le mani di Adrian e fa 113 in maglia azzurra.

Il Napoli alza il pressing e, in chiusura, al 92′ minuto per la precisione, Llorente approfitta di un retropassaggio sbagliato di Henderson. Lo spagnolo recupera palla e batte Adrian in uscita. Per lo spagnolo, nei primi 60 minuti in maglia azzurra, già un gol ed un assist. E se chi ben comincia è a metà dell’opera, ci sarà da divertirsi.

 

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