Il lunedì del Napoli dalla A alla Z – Prestazione deludente anche a Torino tra polemiche, esperimenti e tanta paura per Hysaj

Lunedì del Napoli

Lunedì del Napoli- rubrica

Il lunedì del Napoli dalla A alla Z sbiadisce al cospetto dell’ennesima prestazione non convincente della squadra di Ancelotti che non va oltre il pari a reti bianche contro il Torino in trasferta

Non troppe occasioni da rete da ambo le parti ma soprattutto una gara equilibrata il cui risultato rispecchia l’andamento del match, che lancia nuovamente l’allarme in casa azzurra sia a secco di gol che come punti persi al cospetto di Inter e Juve. Molto da recriminare, qualche polemica da scacciare ed anche tanta paura per l’infortunio di Hysaj. Tutte le curiosità della settimana nel nostro nuovo appuntamento de il lunedì del Napoli dalla A alla Z!

A come Attento

Non male questo Sirigu. Non troppe occasioni create dal Napoli in quel di Torino ma nei rari momenti più complessi, l’estremo difensore all’ombra della Mole ci mette con convinzione una pezza, palesando tutta la sua esperienza, in particolar modo nella prima frazione di gioco. Giusto per ricordarlo, tante presenze con Palermo, Salernitana, Valencia, Paris Saint-Germain, Osasuna e persino in Nazionale, dall’Under 18 alla maggiore. Scusate se è poco, eh.

B come Brividi

Nella noia della domenica pomeriggio in quel di Torino tra temperature autunnali ed un cielo che più grigio non si può, ci siamo davvero spaventati. E’ il 32′ quando Hysaj stacca di testa su Ansaldi che fa ponte, con l’azzurro che si ritrova in una frazione di secondi in verticale, dritto a testa in giù. Sì, avrebbe potuto spezzarsi il collo e sarebbe potuta andare a finire veramente male. Il suo angelo però, è stato proprio il giocatore granata che prontamente lo ha preso a volo e risollevato, impedendogli lo schiacciamento. Danni sicuramente limitati ma comunque seri: frattura parcellare dello sterno, cambio obbligato, tanta paura ed un lungo stop (LEGGI IL BOLLETTINO MEDICO UFFICIALE). Riprenditi presto, Elsi ti aspettiamo!

C come Capitano

Impossibile non parlare di Lorenzo Insigne in questo nuovo lunedì del Napoli dalla A alla Z ed impossibile non dichiarare con certezza che questa è stata un po’ la sua settimana. Ha fatto davvero clamore la scelta di mandare in tribuna il capitano azzurro in quel di Genk in Champions, ancor più la motivazione. “Scelta tecnica, non l’ho visto brillante in allenamento” ha dichiarato Ancelotti nel post partita in Belgio (LEGGI LE PAROLE DEL TECNICO AZZURRO) e via di supposizioni e congetture. Poi a Napoli siamo proprio bravi nel farle, eh. Sembra però acqua passata: eccolo a Torino, chiamato ancora in causa e da titolare, trascinare per la mano la squadra che, ahimè, non ha però goduto di una giornata di grazia. Rimandato.

D come Digiuno

Cari amici del lunedì del Napoli dalla A alla Z, leggiamo un po’ la classifica di serie A ma non nei punti bensì nelle caselle gol fatti e subìti. Quella azzurra recita reti siglate 15, quelle incassate invece 10. Mertens e soci sono persino il secondo miglior attacco dopo la prolifica Atalanta ed ha recuperato il miglior assetto anche in difesa nonostante i tanti cambiamenti ed acciacchi. Quindi, qual è il problema, direte voi? Beh, che non si segna. Secondo pari a reti bianche dopo quello di Genk e dalla trasferta di Lecce si fa fatica a realizzare più di una-due reti…quando proprio va bene. Qualcosa da rivedere, qualcosa da limare, insomma..

E come Esordio

In questo lunedì del Napoli dalla A alla Z non potevamo esimerci dal fare i più sentiti complimenti a Giovanni Di Lorenzo che ha guadagnato con gran merito la prima convocazione in Nazionale maggiore (LEGGI LA NOTIZIA). Una bellissima soddisfazione per il talento classe 1993 alla sua prima stagione all’ombra del Vesuvio e tra i migliori dei suoi in questa fase tra campionato e Champions. Non avrebbe mai immaginato dopo la bella esperienza di Empoli di avere un approccio così pronto ed importante con il club partenopeo e sinceramente neanche noi, a dimostrazione che il lavoro ed il sacrificio, a lungo andare, pagano sempre. Ad maiora!

F come Fuorigioco

Questa è stata una bella scena, tra le più divertenti di una tragicomica Torino-Napoli. E’ il 50′ ed il risultato ovviamente è ancora sullo 0-0. Il solito gallo Belotti sorprende la difesa partenopea e supera Meret insaccando la sfera in rete ma il boato dello stadio è così forte che l’attaccante granata non sente il fischio dell’arbitro Doveri il quale poco prima, lo aveva fermato per un netto fuorigioco. E via, così, sotto la curva ad esultare, con i visi un po’ impietriti dei suoi supporter che gli hanno fatto notare la marcatura annullata con conseguente broncio amareggiato. Neanche il controllo Var poco dopo poi, gli ha concesso la gioia del gol. Ma siamo certi che sarà per la prossima, gallo.

G come Gaetano

Al lunedì del Napoli dalla A alla Z non c’è spazio solo per le perplessità di Torino-Napoli ma anche per una bella storia. Immaginate un ragazzo napoletano dall’immenso talento e dalla giovane età, da sempre tifosissimo della squadra della sua città tanto da voler compiere un percorso importante solo con quella bellissima casacca azzurra. Una seconda pelle, quasi una missione, con in cameretta i poster del suo idolo: Lorenzo Insigne. Vorrebbe seguire le sue orme e quando la Primavera si incontra con la prima squadra gli chiede consiglio e gli ruba qualche insegnamento. Persino diventano amici, persino riesce a seguire i veterani all’ombra del Vesuvio. Ancelotti lo nota, lo vuole in ritiro e persino lo conferma in prima squadra. Lui che ha la testa sulle spalle ed i piedi ben piantati a terra, di valore e valori come pochi. Signori e signore ecco Gianluca Gaetano, che in settimana si è raccontato alla radio ufficiale (LEGGI LE SUE DICHARAZIONI). Un ragazzo come pochi, un talento a preservare di quella scugnizzeria che, per una volta, fa brillare i suoi campioni in casa propria e non altrove.

H come Ha fatto bene

“Sotto il profilo dell’impegno la squadra ha fatto bene ma bisognava essere più spregiudicati e meno timidi nell’impostazione di gioco. Non ho visto cali di tensione, piuttosto non siamo riusciti ad essere costantemente pericolosi”. Parola di Carlo Ancelotti nel post partita di Torino-Napoli (LEGGI LE DICHIARAZIONI COMPLETE) il quale si lascia andare ad un commento analitico e piuttosto diplomatico sull’andamento dei suoi, in particolar modo in trasferta. Inoltre, prosegue la visione cauta ma costantemente ottimista sugli obiettivi stagionali, scudetto compreso. E se lo dice lui…

I come Inquadratura

Quando il Napoli non vince, le gioie del lunedì ed ovviamente anche del lunedì del Napoli dalla A alla Z  vacillano. Noi però, da inguaribili romantici, romantiche in questo caso, ci prendiamo ed assorbiamo a mmò di spugna tutto ciò che c’è di buono nelle gesta del club partenopeo…e di chi vi gira intorno. Ho riflettuto quindi sul migliore in campo dello stadio Olimpico Grande Torino (LEGGI QUI LE PAGELLE DI CASANAPOLI) e la scelta è stata inconfutabile…il cameraman. L’inquadratura ai bellissimi occhi azzurri di Fernandone Llorente al 18′, un raggio di sole nel grigio piemontese, meritava sicuramente l’Oscar come migliore regia. Standing ovation e complimenti vivissimi.

L come Luperto-Hysaj

Riavvolgiamo un attimo il nastro e torniamo all’inizio di Toro-Napoli. Inutile ripetere ancora una volta quanto Ancelotti sia bravo a mischiare le carte in tavola sorprendendo tutti, questa volta non solo interpreti ma anche modulo. Ciò che destava un po’ di preoccupazione però, era il nuovissimo asse difensivo con Manolas e Luperto centrali ed Hysaj rispolverato titolare sulla fascia, seppur per poco a causa del brutto infortunio occorso. A sollevare questa perplessità proprio Lele Adani in telecronaca che si convince però definitivamente all’85’ quando il provvidenziale colpo di sedere di Luperto interrompe il contropiede del Torino. Risolutivo.

M come Marocco

Per la serie, se Maometto non va dalla montagna, la montagna va da Maometto ed ancor di più, tra i due litiganti il terzo gode. Singolare scelta in settimana compiuta da Malcuit che ha deciso di accettare la corte e la convocazione con la Nazionale del Marocco (LEGGI I DETTAGLI) dopo esser stato letteralmente snobbato dalla Francia. Acquistato dal Lille, l’esterno azzurro ha infatti attirato da sempre l’interesse dei club europei e quello della Nazionale francese: spesso il ct Deschamps ha confessato di attenzionarlo con la maglia del Napoli ma non lo ha mai convocato. Qualcuno, per fortuna, l’ha battuto sul tempo. Bravi!

N come Niente

Ci eravamo illusi, forse perchè era l’unico modo per contrastare e superare l’amarezza della delusione e delle aspettative disattese. All’80’ sembrava che qualcosa potesse cambiare in quel di Torino, che la fortuna potesse baciare gli azzurri, meno Ghoulam vittima sacrificale: al limite dell’area di rigore l’algerino prende palla e viene letteralmente contrastato e “strozzato” da Izzo che lo ferma stringendogli una mano alla gola lasciandolo poi cadere. Per Doveri però non ci sono gli estremi per un fallo, niente. Proteste, neanche troppo veementi e tutto da rifare.

O come Oneri ed Onori

Quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocare…ed Alex Meret a parare. Insieme a Di Lorenzo è proprio l’estremo difensore azzurro una delle certezze di questo Napoli, sempre attento, preciso e presente quando chiamato in causa. Ma non solo: la bellissima parata sul tiro di Ansaldi ha salvato il risultato e lo ha premiato nuovamente tra i migliori in campo di una domenica sbiadita. Sua l’analisi post match, come sempre obiettiva e lucida (LEGGI LE PAROLE DI MERET) ed anche un commento a quel bellissimo gesto tecnico: “Più che bella la parata è stata importante perchè è venuta alla fine del primo tempo”. Leader umile.

P come Polemiche

Polemiche, polemiche, ancora polemiche. Si è iniziati prima della trasferta di Torino tra “il caso Insigne” e le scelte di Ancelotti, con la risposta del fratello del capitano azzurro sui social che provava a far intendere e valere la propria verità (LEGGI I POST), poi dopo il pari contro Belotti e compagni, le insoddisfazioni si sono persino triplicate con numerosi addetti ai lavori, alquanto polemici, che hanno alzato la voce. Tra gli ultimi in ordine cronologico anche Paolo Bargiggia che ci va giù pesante ancora con Ancelotti (LEGGI QUI LE SUE PAROLE). Congiura.

Q come Qualcosa

Richiamiamo nuovamente in causa in questo lunedì del Napoli dalla A alla Z uno dei nostri vate di telecronaca, Lele Adani. Minuto 57: “Mi sa che è arrivato il momento per il Napoli di cambiare qualcosa”. Qualcosa?! LeleAdà, qua sta andando tutto a rotoli ed a Torino non si segna, s’adda fa una rivoluzione! Detto fatto, il Carletto nazionale ci propone un po’ di forze fresche: Callejon per Lozano e Llorente per Insigne. Un po’ più di brio ma la musica non cambia, fine delle breve storia triste della domenica a tinte azzurre. Sipario.

R come Rottura

Atto terzo di ciò che a Napoli piace fare molto, ossia le polemiche. Ed anche distruttive eh, altrimenti non c’è sfizio. Abbiamo parlato del caso Insigne, dei post della famiglia di Lorenzo sui social, delle critiche al veleno di numerosi addetti ai lavori ed ecco qui anche la previsione funesta: Ancelotti quanto prima lascerà il Napoli (LEGGI L’INDISCREZIONE). Ma quanto prima quando? In estate. Beh, non tanto prima, forse il giusto, forse poi si vedrà, forse si lasceranno insieme o non si lasceranno proprio. Insomma, ci state accorciando e rovinando la vita, sappiatelo. 

S come Sosta

Abbiamo detto poco fa che quando il gioco si fa duro i duri iniziano a giocare e Meret a parare ma quando proprio la situazione è complicata, arriva la sosta per gli impegni delle Nazionali a dare una mano. Sicuramente al fegato dei tifosi, sempre più compromesso dopo le ultime settimane in salita ma anche al Napoli stesso che ha bisogno di respirare e recuperare in particolar modo energie fisiche e mentali per affrontare al meglio questo impegnativo mese di ottobre. Ma non solo: sarà utilissimo anche per Ancelotti lavorare con chi resta e cercare la migliore quadratura del cerchio tra moduli, uomini e motivazioni. Work (ancora) in progress.

T come Tempo

Caro Walter Mazzarri, ci sei mancato. Ci è mancato il tuo brio, le tue urla, la tua idea di gioco ma soprattutto le tue movenze. Da quel “tempo” e quel minutaggio che invocavi da inizio match fino all’ultimo secondo, passando per i lanci alle bottigline d’acqua, gli scivoloni…ed anche qualche novità. Al 15′ un “metteteci la testa” iconico e fortemente mimato in mondovisione, ci ha riportato indietro nel tempo, quando il calcio era divertimento, sorpresa e le pretese non troppo alte. In bocca al lupo, mister!

U come Un pizzico di fortuna

Questo Torino è stato proprio bravo, lo possiamo dire anche qui nel lunedì del Napoli dalla A alla Z. Come ha dichiarato Mazzarri in conferenza (LEGGI LE SUE PAROLE), ha imbrigliato gli avversari con una fase difensiva importate e con un pizzico di fortuna in più avrebbe anche potuto vincere. Idem Fabian e compagni, eh, ora non esageriamo. Difficile però dire come sempre dove iniziano i meriti dei padroni di casa e dove i demeriti di prestazione da parte degli azzurri: chiudiamo al solito sportivo e diplomatico 50% ciascuno e non se ne parla più. Next.  

V come Vecchietta

Questa settimana partenopea ha regalato al lunedì del Napoli dalla A alla Z una perla di rara bellezza e dallo spiccato sentimentalismo. Autore è il solito Dries Mertens che in un’intervista alla Lega, ha raccontato del suo rapporto con la città di Napoli e con i tifosi (LEGGI L’INTERVISTA INTEGRALE), soffermandosi su una sua vicina di casa, davvero speciale. “A Napoli il calcio è una malattia, si vive dalla nascita alla vecchiaia. Ho una vicina di casa speciale, avrà forse 75 anni. Lei quasi tutte le mattine viene da me e mi fa i complimenti se ho giocato bene o mi dà gli schiaffi se ho giocato male e mi dice che potevo fare meglio”. Vecchietta, sappi che ti adoro… e ti invidio. E neanche poco.

Z come Zavorra

Terminiamo come sempre con le dolenti note. La domenica della settima giornata di serie A ha confermato un momento particolare, di ricerca di se stesso per il Napoli e ha invertito ancora una volta le gerarchie tra Juve ed Inter con i bianconeri che hanno vinto lo scontro diretto a San Siro, riportandosi in testa alla classifica. Ma non solo: una partita davvero stupenda, ha sancito per il momento la testa di serie e la sua reale antagonista, rispettivamente a cinque e sei punti. Non poco, non tanto anche perchè il campionato è solo all’inizio e manca ancora lo scontro diretto contro i nerazzurri al San Paolo. Per il momento testa bassa e pedalare e soprattutto, non precludersi nulla: perchè, comunque vada, solo chi mira alle stelle può arrivare davvero in alto e la media altezza non ci piace per nulla.

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