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Il lunedì del Napoli dalla A alla Z – Bentornato Milik tra i sorrisi del San Paolo e la super suggestione Ibra

Lunedì del Napoli

Lunedì del Napoli- rubrica

Finalmente si torna a parlare di campionato nel consueto lunedì del Napoli dalla A alla Z con una sosta per gli impegni delle Nazionali che ha lasciato in casa Napoli dietro di sè davvero troppe polemiche

Tra le parole del presidente De Laurentiis, le critiche a mister Ancelotti e qualche muso storto, c’era tanto da limare, in primis un ambiente da caricare e rasserenare. Non era impresa scontata contro il sempre ostico Verona di Juric, in un San Paolo colmo e caldo, eppure la truppa partenopea ci è riuscita. E nel migliore dei modi. Doppietta di Arek Milik e tanti sorrisi, con qualche suggestione di mercato che regala alla piazza la possibilità di sognare in grande. Questo e molto altro nel consueto lunedì del Napoli dalla A alla Z!

A come Attesa

Quella di De Laurentiis a capire Ancelotti e di Ancelotti per studiare Lozano. Quella di Lozano per comprendere il gioco della serie A italiana. Ed ancora tra lo scetticismo immotivato di inizio stagione e la bellezza della doppietta di Milik, da vero rapace di area di rigore. Infine anche la nostra, per capire quando la vita ed il calcio, torneranno ad essere assiomi semplici, avulsi da critiche e scetticismi, lasciando solo spazio alle “cose di campo”. Amen.

B come BestFriend

Me li immagino andare a mangiare insieme un gelato, rigorosamente uno steccolecco, confrontarsi davanti un caffè, anche sbraitare a telefono, tra urla, sopracciglia alzate e visioni del calcio, forse, diametralmente opposte ma che trovano sempre un punto di incontro. Dopo settimane di illazioni, sembra esser tutto cambiato in questo lunedì del Napoli dalla A alla Z: il presidentissimo De Laurentiis e Carlo Ancelotti sono tornati ad essere migliori amici, a scambiarsi parole di stima, a viaggiare sulla stessa direzione, a chiarire insieme tutte le bugie (LEGGI LE DICHIARAZIONI DI ANCELOTTI). L’amore non è bello se non è litigarello, è vero, ma che sia un matrimonio sereno e duraturo per il bene del Napoli e dei tifosi.

C come Cina

Caro presidente De Laurentiis, oggi scrivo a te in questo lunedì del Napoli dalla A alla Z. Non voglio giudicare toni, modi e tempistiche delle tue dichiarazioni (che mi ha dato da scrivere taaanto in questa rubrica ndr) bensì introdurre un argomento da sempre spinoso: i cambiamenti e le scelte di vita. Lo abbiamo consigliato anche lo scorso anno a Dries Mertens: la Cina è brutta. Quel cibo monotematico, morbidi cagnolini che diventano piatti succulenti, la lingua completamente diversa, un’atmosfera meno gioiosa e coinvolgente di quella partenopea che ha persino fatto afflosciare il ciuffo di capitan Hamsik (scherziamo, eh!). Eppure, caro mister president, ti assicuro che alle persone normali, ma anche a quelle già ricche, i soldi non che fanno proprio schifo, eh. Due tre anni per sistemare me, la mia famiglia, i miei cari, gli amici, figli, nipoti, avi e forse anche sconosciuti li farei proprio. E mi farei piacere anche gli involtini primavera. E non solo io, mi sa. 

D come Divorato

Ahhh Gennaro Tutino. Sei stato uno dei miei pensieri fissi per il lunedì del Napoli dalla A alla Z perchè proprio non mi andava di scrivere in tabellino un gol del Verona. Proprio per principio. Sinceramente però, al minuto 88 ho fortemente pensato che ciò fosse possibile: ci sei andato davvero vicinissimo. Era per te una partita più che sentita: hai passato mezza vita nel Napoli, compreso il ritiro estivo di Dimaro, è la tua città, è la squadra per la quale tifi, è il tuo stadio, sono i tuoi amici. Juric ti ha chiamato in causa solo nel finale e quel gol quasi a tempo scaduto te lo sei divorato. Un voto comunque in più per la pole dance intorno al palo di sostegno blu alle spalle della porta. Per la serie Tutino capocannoniere.

E come Energizzante

Altro giro altra corsa, cari amici de il lunedì del Napoli dalla A alla Z, siamo già pronti per volare alla Red Bull Arena per affrontare il Red Bull Salisburgo. Breve storia triste: solo perchè sono allergica a questa bevanda, sarebbe il caso di vincere, proprio per principio. Guai a sottovalutare questa squadra giovane, entusiasta ed energetica (giuro che la smetto… ndr) e che ha messo fortemente in difficoltà Genk con una goleada e Liverpool sfiorando persino il pari (LEGGI L’ANALISI DI CASANAPOLI). Servirà quindi il miglior Napoli, cinico e concentrato, perchè in Austria sarà proprio gara vera.

F come Fino alla fine

Fino alla fine. Brutto. Rimanda troppo ai motti bianconeri anche se, il principio, è di quelli da standing ovation soprattutto quando a divulgarlo è Sir Carlo Ancelotti. “Fino alla fine lotteremo per lo scudetto” è il claim intero (QUI IL COMMENTO DI ANCELOTTI), che getta i tifosi in una parabola tra l’ansiogeno ed il disfattista. L’ansia è naturale poichè siamo solo al 21 ottobre e fino a maggio la strada è ancora lunga: non ci sarà quindi da commettere passi falsi per essere competitivi al vertice e non solo, in tutte le competizioni. Il disfattismo, ormai lo sappiamo, è invece sempre dietro l’angolo. Vero che la Juve dista sei punti e l’Inter cinque ma siamo ancora al 21 ottobre. Meglio conosciuto come il 230 di luglio dato il caldo. Relax.

G come Grandioso

Ormai sono terminati gli aggettivi per descriverlo: talentuoso, attento, fenomenale, preciso, intelligente, semplicemente grandioso. Alex Meret si conferma tra le punte di diamante del Napoli con l’ennesima prestazione importante e da applausi. Non solo parate belle, decisive, importanti ma un carattere palesato nel guidare la difesa ed i compagni, nel farsi sentire nei momenti topici ed analizzare con lucidità anche il momento degli azzurri nel post gara (LEGGI LE PAROLE DI MERET A FINE GARA). Bravo Alex, continua così!

H come Hairstyle

Caro Callejon ma non avevi proprio niente da fare nella settimana della sosta? Un giro al supermercato con Marta, un tour all’Ikea, una visita all’Edenlandia con prole. Niente. Hai preferito perdere tempo e moduli di ossigeno dal barbiere e combinarti l’ennesimo danno ai tuoi poveri ed indifesi capelli. Il ciuffo all’indietro gelatinoso è ormai solo un lontanissimo ricordo, sob.

I come In trasferta

Weekend da rendere memorabili non solo dal parrucchiere, parte II. Sabato pomeriggio poco meno di 600 veronesi hanno presenziato al match contro il Napoli allo Stadio San Paolo per sostenere la propria squadra. Una trasferta non propriamente comoda e vicina, eppure per una gara sentita, i chilometri sono stati percorsi. Peccato per le solite note stonate: razzismo, discriminazione territoriale e cori davvero da Daspo dal minuto 56 nel settore ospiti. Male male a tratti malissimo. 

L come Lo vendo

Cari amici de il lunedì del Napoli dalla A alla Z tocca rassegnarsi: prima o poi anche le più belle storie d’amore possono finire e potrebbe essere anche il caso di quella tra Koulibaly e la maglia azzurra. “Sono rimasto affezionato all’uomo Koulibaly per cui non l’ho venduto neanche per un’offerta di 105 milioni. Poi arriverà un momento in cui bisognerà venderlo per forza”. Cattiveria? Disfattismo? Forse no, si tratta solo del freddo cinismo del calcio moderno. Una dichiarazione, l’ennesima, senza peli sulla lingua ma in un momento come spesso accade, sbagliato. Intempestività ma schiettezza, quella che non contraddice quasi mai i protagonisti del pallone.

M come Martirio

In ogni squadra, in ogni gruppo di persone c’è un capro espiatorio, una persona “bullizzata” amichevolmente dai compagni, in particolar modo dalla vecchia guardia. Un amico simpatico, che non se la prende e che si presta spesso a tutto ciò che subisce, in maniera ancor più scherzosa ed irriverente. Anche io ho un’amica che subisce i miei martiri social, Michelle… ed anche il Napoli ha la sua Michelle. Non avete capito di chi si tratta? Ma ovviamente Mario Rui! Il riassunto di questa situazione è all’85’ di Napoli-Verona, quando le telecamere inquadrano la panchina: prima un sorridente Insigne, poi lo stesso capitano che prende a schiaffetti il suo compagno di squadra. Una smorfia infastidita poi tanti sorrisi insieme: perchè è proprio questo il Napoli “molesto” ed unito che ci piace!

N come Numeri

Ed anche oggi in questo nuovo lunedì del Napoli dalla A alla Z siamo pronti a dare i numeri! In primis Napoli in gol con 8 giocatori diversi che diventano 9 con Milik. Ma non solo: quarto palo di Dries Mertens con quello clamoroso all’82’ del match interno contro il Verona, diventando il giocatore in serie A che stampa più spesso la palla contro il legno. Ancora, 17 reti siglate, 10 subite e 16 punti in classifica, con le gare contro Atalanta ed Inter ancora da disputarsi. Giusto per ricordarlo, eh.

O come Ovazione

Sono felice. Per Arek Milik ed anche per il Napoli. Per il Napoli con Arek Milik, per i soliti giudizi spazzati via con un colpo netto di coda ed una doppietta nel caldo pomeriggio del San Paolo. Sono contenta perchè, come ho già scritto nella lettera A, il popolo azzurro spesso non sa aspettare. Perchè dopo due anni di inferno, la bocca di fuoco polacca meriterebbe solo comprensione e sostegno ed invece, deve spegnere il telefono pur di stare tranquillo. Ma ti capisco, l’ho fatto anche io poco fa e non godo per fortuna, dei tuoi momenti di stress e pressione, figuriamoci. Due grandi marcature, importanti, sia per ridare serenità ad un ambiente immotivatamente scosso, distratto e sfiduciato ma soprattutto per tornare a correre, insieme e mettere Ancelotti ancor più in difficoltà con le scelte d’attacco. Troppo felice, perchè ti stavamo (ri)aspettando e ti dedichiamo una meritata ovazione. Go Arek, non ti fermare più!

P come Perchè no?

Andiamo alle dolenti note. Mi riesce sempre difficile parlare di lui, persino di nominarlo. Neanche gli ex mi fanno questo effetto ma forse, al suo tempo, lui mi ha tradito e ferito ancor di più. Vabbè diciamolo: il soggetto di questa lettera P è Gonzalo Higuain ed in particolar modo la provocazione (spero, almeno… ndr) del presidente De Laurentiis su un suo possibile ritorno (LEGGI QUI LE DICHIARAZIONI DEL PRESIDENTE). Perchè no? Beh, obiettivamente ma con diplomatico freddo distacco, sarebbe bello e comodo tornare a godere dei servigi di uno degli attaccanti da sempre più forti e completi d’Europa. Ma a pensarci bene, ciò che è fatto è fatto e le ministre riscaldate proprio non mi piacciono. Nemmeno in inverno. Preferisco una bella pizza Ciro Mertens.

Q come Quinquennale

Grandi notizie, amici del lunedì del Napoli dalla A alla Z: in settimana, il Comune di Napoli e la Società Sportiva Calcio Napoli hanno sottoscritto la convenzione della durata di cinque anni, rinnovabili per ulteriori cinque, per la concessione d’uso dello Stadio  San Paolo, alla presenza del Sindaco di Napoli Luigi De Magistris (LEGGI QUI I DETTAGLI DELLA CONVENZIONE). Più difficoltoso di un parto, semplice come trovare un ago in un pagliaio, finalmente è stato nuovamente e momentaneamente risolto uno dei problemi atavici del club all’ombra del Vesuvio. Peccato poi che quell’incontro abbia scaturito il super sfogo di ADL e la conseguente settimana di passione ma siamo napoletani, in qualche modo ci tocca sempre soffrì.

R come Ripartenza

Ripartire. Dopo un periodo più sbiadito o alla volta di una nuova avventura. Un duplice significato per i prossimi giorni che dovrà affrontare il Napoli e per due settimane che paleseranno il reale stato di forma della squadra di Ancelotti. Si inizia infatti mercoledì in trasferta Champions contro il Salisburgo (LEGGI QUI LE INDICAZIONI PER LA TRASFERTA) per poi proseguire in campionato ancora fuori casa contro la Spal. Poi, altri 7 giorni al cardiopalma: turno infrasettimanale al San Paolo al cospetto dell’Atalanta ed un sabato proprio “sobrio” con Roma-Napoli. Mi sa che dobbiamo ripartire anche con le camomille, và.

S come Scomodo

Ma anche come sbandamento. O scomodo sbandamento, se proprio vogliamo essere precisi, completi e ridondanti. Lorenzo Insigne è stato tra i protagonisti della settimana della sosta per le Nazionali, non solo con la maglia verdeazzurra della Nazionale (LEGGI LO SCORSO LUNEDI DEL NAPOLI DALLA A ALLA Z) ma anche e soprattutto perchè chiamato spessissimo in causa sia da Ancelotti che da De Laurentiis, cercando di spiegare le motivazioni della sua tribuna di Champions contro il Genk. Un momento di sbandamento forse dovuto alle pressioni, a chi si aspetta da lui sempre il triplo del rendimento e dell’impegno in maglia azzurra, a chi non gli perdona nessuna sbavatura, nessun minimo errore, nessun passo falso. Anche a chi si accanisce. Per fortuna però ora è tornato il sorriso sul suo volto ed è proprio ciò di cui il Napoli ha bisogno per proseguire al meglio la sua stagione.

T come Top Player

Oggi cambio destinatario e scrivo a te, Giovanni Di Lorenzo. Te, che in pochi mesi e con tantissimo lavoro hai persino sovvertito le regole del calcio. Ti nominano nelle conferenze, quando si dice che è la categoria a fare il calciatore, che non c’è tempo in serie A per scoprire nuovi talenti, per dar loro fiducia. Che non c’è spazio per chi ha meno esperienza internazionale. Questi crismi, queste frasi fatte, sono sparite al cospetto di un vero top player (parola di Aurelio De Laurentiis in settimana ndr) che ha fatto parlare il sacrificio ed il campo e non il palmares. A dimostrazione, che per fortuna c’è ancora speranza in questo calcio moderno.

U come Un miliooone

Che fosse la settimana di Arek Milik lo si era capito sin da subito. Non solo per il ritorno al gol con ottima prestazione della sua Polonia ma anche per un bellissimo video postato sui social per festeggiare il milione di follower. Una foto vecchia maniera ed uno spezzone di “Così parlò Bellavista”, con la celeberrima frase “Nu milione! uanema do’ Priatorio”. Napoletanissimo dal sangue azzurro, ormai.

V come Vicini

Momento immancabile di romanticismo. Quanto ci era mancata la serenità in casa Napoli, quei bellissimi abbracci dopo il gol, quell’incontenibile gioia di una vittoria da condividere con i 50.000 cuori del San Paolo. Quanto ci erano mancati i sorrisi in panchina, le dichiarazioni post partita più distese, un weekend senza critiche e polemiche. Un miracolo. L’unica domanda, semiseria, che si ripropone in queste ore riguarda un numero nove alquanto famoso…siete curiosi di sapere di chi si tratta? Correte subito all’ultima lettera, la Z.

Z come Zlatan

Dulcis in fundo, sostenevano i latini. Non potevamo non parlarne e non possiamo non pensarci. A come sarebbero divertenti le domeniche litigiose, con i siparietti unici tra il presidentissimo De Laurentiis e Zlatan Ibrahimovic, le conferenze stampa mai noiose, così come le reti acrobatiche e le esultanze più assurde. Quanto ci potrebbe ricamare la stampa all’ombra del Vesuvio sul suo arrivo, la sua permanenza, il suo presente e futuro nel Napoli, come potrebbe essere un’operazione di marketing alla CR7. ZI9 formato made in Napoli, così come ha dichiarato lo stesso Ibrahimovic tra il serio ed il faceto (LEGGI LE SUE PAROLE ALLA GAZZETTA). Non vogliamo nè illuderci nè illudervi senza conoscere la reale fattività della cosa: però i sogni sono belli per essere cullati e chissà, forse un giorno potremmo sorridere insieme di questa possibilità. Perchè, in fondo, come si fa a dire no a Sir Zlatan?

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