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Il re dell’Argentina e di Napoli portato ieri sul trono: Auguri Diego

Diego Armando Maradona gol bello

Diego Armando Maradona è oggi il suo compleanno: è nato il 30 ottobre 1960. Per lui un regalo davvero speciale dai tifosi argentini

Qualcuno dice che sia il re del calcio. Il suo soprannome è però Pibe de Oro, ovvero il ragazzetto d’oro. Resta il fatto che tutto ciò che ha sempre toccato nella sua vita, il pallone, l’ha trasformato in oro. E il suo Mondiale, vinto praticamente da solo, è l’oro con cui ha coronato la propria carriera.

Che in futuro possano arrivare fenomeni più forti il triplo di lui, non è dato saperlo. Ma oggi, nel 2019, il re del calcio è Diego Armando Maradona. E oggi è anche il giorno del suo 59°esimo compleanno.

Uno così, non passa mai inosservato. Nè quando critica, nè quando allena, nè quando si presenta semplicemente. Detto-fatto. Ieri, in occasione della vigilia del suo compleanno, la squadra argentina del Newell’s Old Boys ha omaggiato il re nazionale con un trono dentro allo stadio. Trono su cui lo stesso Maradona ha posto l’autografo e che poi verrà messo all’asta.

Perché il Newell’s Old Boys ha premiato Maradona con un trono?

Perché nel 1993-94, dopo 10 anni di esperienze in Europa, l’allora più che trentenne Maradona giocò 5 partite proprio nella squadra della città di Rosario. Fu l’unico caso in cui l’ex giocatore del Napoli non segnò mai un goal. Ma l’affetto che lasciò il fenomeno del calcio in quella città è stato espresso con un cimelio regale. Appunto.

L’occasione è stata la sfida in campionato fra la squadra allenata da Maradona, il Gimnasia La Plata e proprio il Newell’s. L’una penultima e l’altra terza in classifica. Incredibile, ma vero, come altro regalo in più la squadra di Diego ha vinto per 4-0.

Ma se Diego Armando Maradona ha fato vincere alla propria nazione l’unico mondiale mai vinto, perché invece ancora oggi è tanto amato e lodato a Napoli?

Maradona e il film di Asif Kapatia

Nel nuovissimo film di Asif Kapatia dal titolo “Diego Maradona – Ribelle, eroe, sfrontato, Dio” abbiamo cercato di farvi capire quale indissolubile legame d’amore è nato fra Maradona e Napoli.

Quello che lui fece in campo, nessuno dei nostri eroi di oggi ha mai saputo fare. Non son tanto i goal (a parte che un trequartista o centrocampista avanzato che diventa cannoniere per più anni di seguito è già storia), ma le singole giocate a incantare ancor oggi. E non mi riferisco certo alla giocata più famosa: veronica a metà campo, dribbling e scatto in velocità che stravolse la difesa inglese nel 2-0 in Messico. Ma a quelle altre che poche volte noi ragazzi giovani abbiamo vissuto e goduto. Con una certa invidia per chi dallo stadio, in telecronaca, in radio e in TV potè raccontare. Come diceva giustamente Ciro Ferrara oggi uno così vale 400 milioni. Minimo.

Se dovessi elencare tutte le azzardate impensabili che Maradona tirò fuori dal cilindro non mi basterebbero 1000 parole. Chi si dimentica il colpo da centrocampo contro il Verona; la punizione contro la Juve; quella contro l’Inter; l’assist scudetto contro la Fiorentina; il lob contro il Milan in scavetto, il pallonetto da fuori e la rientranza nella stessa partita, il tiro da fuori contro il Genoa ecc…

Insomma un patrimonio di serpentine irresistibili, dribbling, trivele, sombrero, finte, controfinte, potenza, rapidità d’esecuzione, precisione e goal. Tutti in rete, e che non si cancellino mai, per amor del cielo. Non si possono commentare a parole. Vanno visti e rivisti centro volte. E nessuno saprà mai rifarli perfettamente.

E non sarà un caso che gli sono state dedicate dal 2005 a oggi già quattro film….

Per la recensione completa clicca qui-> Diego Maradona: ribelle, eroe, sfrontato, Dio

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