L’altra campana: intervista esclusiva ad Antonio Di Carlo

L'Altra Campana

L’altra campana: intervista ESCLUSIVA ad Antonio Di Carlo

Dopo Oscar Magoni (al LINK l’intervista completa) la redazione di CasaNapoli.net ha intervistato in ESCLUSIVA, per la rubrica “l’altra campana”Antonio Di Carlo.

Centrocampista della Roma di metà anni ’80, Di Carlo fu uno dei protagonisti nell’anno 1985-1986 che portò alla conquista della Coppa Italia. In quella stagione i giallorossi sfiorarono anche lo scudetto. Tra i compagni di squadra di Di Carlo c’era anche mister Ancelotti, già leader dentro e fuori dal campo.

Ci parli della stagione 1985-1986, un’annata in cui la Roma vinse la Coppa Italia ed arrivo ad un passo dallo scudetto

“Era una Roma in rifacimento perché dopo la finale di Coppa dei Campioni dell’84 la società aveva attuato dei cambiamenti. Con il passaggio da Liedholm ad Eriksson rientrarono molti giovani che giocavano in giro per l’Italia. Un tempo i giovani si usava darli in prestito per poi far ritornare alla base quelli più meritevoli. In quegli anni la Roma di Eriksson era composta da tantissimi giovani della primavera. Sono stati anni difficili per rientrare a certi livelli di classifica, ma poi la squadra fu sfortunatissima nella partita di Roma-Lecce (2-3, ndr). Vincemmo la Coppa Italia e perdemmo lo scudetto con il Lecce. Fu un’annata sfortunata ma fortunatissima per noi ragazzi”.

Oggi è uno dei migliori allenatori al mondo. Com’era da giocatore Ancelotti?

“Carletto era un leader. Era uno che in mezzo al campo si sentiva, sia come giocatore che come uomo. Era uno di quelli che teneva unito anche lo spogliatoio, il classico allenatore in campo. E oggi è diventato uno degli allenatori più forti d’Europa. Tra l’altro sono venuto qualche mese fa a Napoli a trovarlo insieme a Pruzzo e Faccini. Siamo rimasti amici ed è bello rivedersi ogni tanto”.

La Roma oggi con l’incognita Fonseca è in zona Champions

“Non penso che la Roma abbia una squadra da primato. Chiaramente l’allenatore sta facendo quello che può anche per i tanti infortuni. Una domenica ti ritrovi quarto e quella dopo sesto o settimo. Credo che togliendo Juve, Inter e Napoli sarà quello l’andamento della stagione delle altre squadre italiane che puntano la Champions. Forse l’Atalanta è quella che ha più continuità. Per quanto riguarda la Roma pensavo peggio ma forse meritava anche qualcosa in più nelle ultime partite. Nonostante questo non la vedo attrezzata per i vertici“. 

Antonio Di Carlo  Antonio Di Carlo

Quale giocatore del calcio moderno crede che le somigli di più? Si rispecchia in qualcuno?

“Forse tecnicamente Ilicic, anche se io giocavo più dietro. Mancino e discontinuo, quando è in giornata ti fa grandi cose ma quando non è in giornata è da levare subito. Ecco Di Carlo (sorride, ndr).

Roma-Napoli negli anni ’80 era il Derby del Sole. Oggi per ordine pubblico la trasferta è vietata ai tifosi residenti a Napoli e provincia. Un suo pensiero a riguardo

Quando giocavo io erano gli anni del gemellaggio. Era uno spettacolo! Se uno va a rivedere i filmati di quegli anni prima della partita entrambe le tifoserie scendevano in campo e sfilavano con le bandiere. Era una festa. Forse perché era anche il derby dei poveri, perché vinceva quasi sempre la Juve. Poi anche Roma e Napoli hanno iniziato a vincere e quando si diventa una squadra forte non si può più essere amici, si diventa nemici. Onestamente non so cosa abbia scatenato queste due tifoserie a scontrarsi così. Non so se c’è stato un motivo particolare, ma grosse rivalità sono iniziate da anni. Il gemellaggio era una cosa veramente bella. Invito chi non conosce i filmati ad andare a vederli”.

L’altra campana: un pensiero sul Napoli

“Il Napoli l’ho visto contro l’Atalanta. Ha dominato e doveva stravincere. Purtroppo prende tanti goal, 7 in 2 partite ad inizio campionato, avendo tra l’altro una delle difese più forti. Ha speso tanti soldi per prendere Manolas, Koulibaly è un grande giocatore. C’è Di Lorenzo che sta andando fortissimo ma gli altri terzini si fanno male. Forse il cambiamento di gioco a centrocampo ha influito. Poi queste situazioni le pagano l’allenatore, i giocatori e la società. A me il Napoli ha impressionato proprio tanto per il gioco: in fase di fraseggio, quando usciva o accorciava. E non è una sviolinata ad Ancelotti”. 

Un pronostico per Roma-Napoli

“Probabilmente come valori in campo il Napoli è favorito, però la Roma può giocarsela. Dico un X2 perché il Napoli in questo momento mi sembra superiore”.

Antonio Di Carlo racconta la passione per i cavalli a l’altra campana

Ho una scuderia con cinque cavalli da corsa. Quest’anno sto facendo molto bene e dovrei partecipare a delle corse importanti con due puledri, sia nella categoria maschi che in quella femmine. Quest’anno ho grandi aspettative e spero di fare bene”.

1 thought on “L’altra campana: intervista esclusiva ad Antonio Di Carlo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Vuoi collaborare con CANAPOLI.NET ? CLICCA QUI