Infosini, Club Napoli Il Tranviere di Milano – “Li manderei in ritiro in fabbrica a lavorare davvero”

filippo infosini

“Dovrebbero fare un ritiro in fabbrica, altro che albergo”, non la manda a dire in giro Filippo Infosini!

Segretario del Napoli Club “Il Tranviere” di Milano, Filippo Infosini ha rilasciato in esclusiva un’intervista a Casa Napoli. E si sente bene quanto la sua passione per il calcio sia vittima della delusione. Perché, come tutti i tifosi, oggi si sente offeso dalla facilità con cui i giocatori hanno preso posizione nei confronti della società. Di come abbiano oltraggiato la maglia che indossano.

Sono momenti concitati per chi vive il calcio in modo appassionato, che si sia tifosi, giornalisti o addetti ai lavori.

“Da addetto ai lavori posso dirti che sarebbe stato meglio se non fosse accaduto. Uscendo sui media a livello nazionale, penso sia vergognosa. La vicenda ricorda quanto accaduto l’anno scorso all’Inter con Icardi, però mai pensavo che un napoletano, capitano del Napoli potesse fare una cosa del genere. Noi ovviamente non possiamo sapere realmente cosa sia accaduto, ma per quanto è stato reso noto il Presidente De Laurentiis ieri sera, dopo la partita è uscito dal campo sereno.

Queste vicende non fanno bene all’ambiente, in una stagione ci possono essere alti e bassi ma arrivare a questo punto non è un bene. Mi ha lasciato perplesso, soprattutto perché è accaduto a Napoli dove la passione viscerale è anche vissuta in modo molto personale. Se fosse accaduto in una città come Milano, i tifosi avrebbero magari risposto ‘ Vai a laurà’ a persone che guadagnano 9 milioni all’anno e si permetto di agire così.

Ma quando abbiamo tifosi che magari fanno tanti sacrifici per raggiungere lo stadio San Paolo o  per seguire la squadra in trasferta. I club che si spostano da mezza europa per venire a vederli giocare. I tanti che vedono una cosa del genere rimangono prima allibiti e poi uno si arrabbia.

Effettivamente la reazione dei tifosi è stata davvero forte, si sono ribellati a questa modalità di protesta, a questa mancanza di rispetto. Sono stati paragonati a dei bambini viziati.

“E’ vero, io posso capire che ci possono essere delle divergenze, dei pareri contrari. ma se lavori o collabori in un’azienda, devi seguire l’indirizzo che ti danno. Perché se ti pagano per fare determinate cose, devi fare come ti viene detto. Altrimenti prima dell’inizio della stagione te ne vai altrove, se non condividi le direttive. Ma se inizi, devi finire al termine contrattuale.

Però qui stiamo parlando di persone fortunate nella vita che sicuramente sono capaci, però non dimentichiamo che ci sono migliaia di ragazzi  sui campi del mondo intero che giocano e si sacrificano. Magari sono anche più bravi di loro ma non hanno avuto questa fortuna: di giocare in serie A ed in una squadra che da 14 anni è ai vertici. Certo non abbiamo vinto tantissimo, ma siamo sempre ai vertici e ci divertiamo. Quando la città sarà magari più grossa, oggi tanta società hanno tanti debiti con le banche e il Napoli non li ha perchè la gestione è giusta. Prima che lo prendesse De Laurentiis, si giocava col Poggibonsi e oggi siamo quello che siamo. Quello che è stato fatto è stato stupido, davvero neanche i bambini litigano così”.

Ma cosa può aver scatenato una reazione del genere?

“Non lo so, magari davvero non hanno digerito tre giorni di ritiro? Forse perché qualcuno contesta il mister il suo modo di allenare? Non lo so, ma so che non andava fatto. Per rispetto della maglia ma soprattutto di chi tutte le domeniche va allo stadio per vederli”.

Quanto è uscito sui media testimonia in ogni caso un disagio che si vive all’interno dello spogliatoio: a partire dal video di Meret che non batte il 5 ad Insigne a fine gara, per finire alle indiscrezioni che parlano di un acceso scontro tra Allan ed EDo De Laurentiis

“Altro che acceso scontro, se fosse vero non sarebbe giusto come gesto. Soprattutto fatto da un giocatore che non è poi tanto in forma o che gioca in modo alterno. Meret ha fatto bene a dissentire, è un ragazzo giovane che comprende bene l’opportunità di giocare nel Napoli: è titolare e si sta facendo le ossa. Insigne stesso dovrebbe sapere bene cosa significa sacrificarsi per il risultato. Vale per tutti: a gennaio c’è la porta, pagano se ti vogliono davvero e te ne vai”.  

Però Insigne non ha agito da solo, i senatori: Mertens, Callejon, Koulibaly hanno appoggiato la decisione, voltato le spalle e se ne sono andati.

“Si, purtroppo è così. Ma anche Marek Hamsik è andato via per soldi e poi si è pentito subito e magari tornerebbe a Napoli. Ieri sera era in panchina a sostenere la squadra. Non si può ridurre tutto al non voler fare un ritiro. Anche perché non era un ritiro punitivo, lo ha ben  precisato il presidente: questa squadra aveva bisogno di fare gruppo. Per riorganizzare le idee, perché si viene da 3 punti in 4 partite, bisogna stare insieme per per capirsi, come se fosse il ritiro di Dimaro”.

Eppure c’è un passaggio che non è chiaro ai tifosi: Ancelotti aveva detto di essere contrario al ritiro.

“Non era proprio così, Ancelotti visto cosa stava accadendo aveva consigliato di non farlo. Ha cercato di mediare avendo sentore di cosa potesse accedere. E’ una mia idea, Ancelotti non ha mai espressamente osteggiato le idee della società. Ovviamente leggiamo in giro quanto riportano voci ed indiscrezioni, non possiamo essere certi di niente”. 

Il fatto è che il tifoso vede solo il risultato: vedendo i cambi di formazione, vedendo giocare i calciatori fuori ruolo e non arrivando i risultati è normale che il tifoso se la prenda con il Mister.  Adesso vedono la ribellione anche dei giocatori e si pongono delle domande.

“Eppure in campo non ci va l’allenatore, ci vanno i giocatori. Va bene che possono non piacere i cambi di ruolo o di modulo, ma gli sbagli sono dei giocatori. Pali, traverse o tiri fuori e imprecisi non possono essere colpa del mister.  C’è di sicuro qualcosa che non funziona, non sembrano una famiglia affiatata. A questo punto però occorre una presa di posizione da parte della società, come si possono rimettere in campo quei giocatori che ieri sono andati via opponendosi alla società? Come potranno scendere a giocare per tutta la stagione. L’inter l’anno scorso per colpa di un solo giocatore ha messo a rischio la stagiona, cosa potrebbe accadere a noi con 4/5 giocatori in opposizione?”

Ma cosa vogliono questi giocatori, perché sono arrivati a tanto?

“Non si sa, solo loro lo sanno. Magari faranno un comunicato e ce lo spiegheranno. Se è soltanto per il ritiro, allora è una ripicca da bambini. Se invece c’è altro lo sapremo nei prossimi giorni. Io in questo momento sto con la società, con la maglia, sto con Edoardo perché certe cose fanno male a vedere. Io presumo che questo episodio abbia già compromesso la stagione: se ci sono dei giocatori scontenti come si mettono in campo? Occorre una grossa mediazione, il Presidente deve usare un po’ di cazzimma e risolvere il tutto con un chiarimento pubblico. Perché tutti quelli che in qualche modo si sentono coinvolti da questa vicenda: club di tifosi, giornalisti, addetti ai lavori… sono veramente arrabbiati”. 

Questa vicenda ci riporta alla memoria quanto accaduto nel 1988 quando una delegazione di giocatori del Napoli lesse un comunicato in cui chiedeva che Ottavio Bianchi venisse rimosso. Chi allora si rese protagonista, oggi si è pentito  come Renica che ha ammesso l’errore.

“Assolutamente si può non essere d’accordo. Allora il capitano con una delegazione può presentare le proprie rimostranze alla società e magari sollecitare un chiarimento tra tecnico, giocatori e società. Poi se chi comanda ti risponde che va fatto così, allora tu dimostri sul campo le tue ragioni. Ma non fai un’azione del genere pubblicamente.

Da oggi in poi sarà difficilissimo giocare: chiunque si incontri giocherà la partita della vita e dagli spalti i tifosi non perdoneranno niente. Allora dovranno entrare in campo e dimostrare il loro valore e le loro ragioni, poi magari giocano in modo talmente spettacolare da convincere tutti. Ma dubito che sarà così e penso che la stagione sarà travagliata”.

Cosa dobbiamo fare noi tifosi secondo Infosini?

“Noi tifosi dobbiamo stare vicini alla società in questo momento critico, perché se De Laurentiis si stufa vende al primo che passa e noi torniamo in serie D. Speriamo quindi che non avvengano colpi di testa.

L’unica ricetta è parlare, chiarire quali sono i ruoli. Io magari li porterei in fabbrica a vedere la gente che si spezza la schiena per fargli capire il valore dei soldi. 

So che i Club si stanno muovendo con dei comunicati, io stesso ho scritto una lettera di solidarietà alla società riguardo quanto ho sentito in televisione, sui media. So solo quello e non credo si possano inventare storie del genere. In televisione ho sentito di Allan che si scontrava con Edoardo e non credo sia una cosa giusta.Siamo sempre al livello di un operaio che picchia il direttore. Non avrebbe davvero scusanti,  perché parliamo sempre di ragazzi privilegiati”.

Parliamo di giocatori che dovevano andare via ed invece sono stati trattenuti

“A cui il Presidente ha dato fiducia, ha preferito non incassare milioni per non sentirsi dire di aver smembrato la squadra per soldi. Abbiamo l’allenatore più titolato del mondo che tutti ci invidiano, non solo allena been ma fa anche marketing alla società! Dobbiamo cambiare anche noi la nostra concezione , abbiamo ammodernato lo stadio e nessuno ci va. Nei altri stadi i prezzi sono molto più alti dei nostri.

Ma i tifosi vanno lo stesso, Milan Inter, non hanno di sicuro problemi visti quanti tifosi seguono la squadra. E sono secondi, terzi, nella vendita dei tagliandi. Noi invece siamo la quart’ultima squadra che fa incasso. Se vediamo gli incassi noi non potremmo permetterceli i giocatori che abbiamo, eppure De Laurentiis preferisce non venderli anche se per noi costano troppo e magari avremmo bisogno di quei soldi”.

Ecco perchè dovrebbero vestirsi di umiltà e chiedere scusa. A noi tifosi, alla società, al mister. Ma anche a quei migliaia di ragazzi che magari non arriveranno mai guadagnare tutti quei soldi.

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Vuoi collaborare con CANAPOLI.NET ? CLICCA QUI