La Champions del Napoli dalla A alla Z – Grinta e compattezza nel bunker Anfield, un punto d’oro e tante certezze ritrovate

La Champions del Napoli dalla A alla Z ha regalato una notte d’altri tempi ai tifosi azzurri che hanno rivisto la grinta e la compattezza che ha contraddistinto per lungo tempo la squadra di Ancelotti

Un punto contro i campioni d’Europa del Liverpool passando persino in vantaggio nel primo tempo con un gol magistrale di Dries Mertens ma soprattutto un gran carattere nel solito magico Anfield dove le emozioni hanno fatto da padrone dall’inizio alla fine del big match. Imbattuti contro il team di Klopp e la consapevolezza di avere tutte le carte in regola per rimettersi subito in corsa anche in campionato, con l’ultimo turno di Champions che invece sancirà il destino delle tre contendenti del girone E. Tutte le curiosità della settimana ed i dettagli di Liverpool-Napoli nel nuovo appuntamento della Champions del Napoli dalla A alla Z!

A come AmrabatCiccìCoccò

Iniziamo questo nuovo appuntamento de la Champions del Napoli dalla A alla Z con una bella indiscrezione e nota di colore. In settimana infatti, è emerso che ci sarebbero stati contatti tra lo staff partenopeo e Sofyan Amrabat, calciatore olandese naturalizzato marocchino, centrocampista del Verona in prestito dal Club Bruges ed in forza alla Nazionale marocchina (LEGGI L’INDISCREZIONE). Un giocatore classe 1996 di grandissimo talento il cui nome dà subito vita ad una dilagante allegria. E chissà che non possa davvero essere uno degli obiettivi primari di Giuntoli per la prossima sessione di mercato.

B come Basito

Una notte da magia, con un Anfield più bello e vestito a festa che mai, rosso in ogni settore, che straborda di tifo e passione. Sul lato una macchia azzurra che si fa sentire con cori, applausi e la speranza di scrivere la storia lì dove i padroni di casa l’hanno fatta. E’ il 21′ quando Dries Mertens su un assist da standing ovation firmato Di Lorenzo, indovina la traiettoria perfetta per superare mister Alisson. Il gol è spettacolare, così come la reazione della panchina del Liverpool: Klopp è immobile, basito ed a bocca aperta. Il solito Super Dries, formato Champions del Napoli dalla A alla Z.  

C come Consigli

Liverpool-Napoli non è iniziata soltanto ieri sera bensì è stata una lenta marcia di avvicinamento, fatta di messaggi social, frecciatine, domande oculate e tante supposizioni. Il primo a disquisire sul momento del Napoli è stato Klopp, da sempre estimatore degli azzurri e di Ancelotti che non se l’è sentita di elargire consigli al suo collega avversario (LEGGI LE PAROLE DI KLOPP). Il solito signore, il solito fair play d’altri tempi, che però ha fatto sorridere ai più, con il giusto mix di serenità ed irriverenza. Non è tardata ad arrivare poco dopo la risposta a distanza di Ancelotti che ha parlato in conferenza solo per esigenze Champions (LEGGI LE PAROLE DI ANCELOTTI): “Klopp è uno dei pochi dal quale accetto consigli”, tuona il tecnico azzurro con la sagra dei buoni sentimenti che fa da sfondo ad una vera battaglia in campo. Ma così ci piace.

D come Donne o calcio

La perla probabilmente più bella di questa Champions del Napoli dalla A alla Z, ci arriva direttamente dalla telecronaca del match durante la quale ci viene svelato un aneddoto bellissimo. Durante la rifinitura azzurra ad Anfield infatti, c’era stato il solito huddle up ossia il capannino in cerchio di giocatori intorno ad Ancelotti. All’improvviso si è sentita una fragorosa risata di gruppo. Il tecnico azzurro infatti, si è lasciato andare ad un discorso che probabilmente prenderà il posto di quello di ogni pellicola sportiva che si rispetti. “Cosa amate di più, le donne o il calcio? Se avete pensato anche solo un attimo alle donne, vuol dire che non avete mai giocato ad Anfield”. Standing ovation.

E come Emozioni

Cari amici della Champions del Napoli dalla A alla Z, assistere ad una partita del Liverpool è un’emozione che prima o poi si deve provare nella vita. Soprattutto per chi come me, subisce il fascino degli stadi, ancor di più di certi stadi, dell’atmosfera che si respira, della storia, della passione, dell’amore che trasuda in ogni centimetro, dentro e fuori dal campo. Dalla compattezza della Kop, fino alla sciarpata sulle note dell’ormai storica You’ll never walk alone, cantata nel finale solo dalla voce dei 55.000 di Anfield. Le immagini che scorrevano: bambini, famiglie, anziani, tutti con almeno un drappello rosso, con una sciarpa, una spilla, una maglia. Gli occhi lucidi dei piccoli accompagnatori dei calciatori, i più giovani del Napoli che si guardavano intorno incantati. Ed anche noi, dalla tv, abbiamo percepito tutto questo. Non chiamatelo soltanto gioco: tutto questo è molto, molto di più.

F come Formidabile

Ormai lo sanno anche i muri che ho da sempre un debole per Dries Mertens. Per la sua camminata impettita, il suo sorridere al termine di ogni frase, per il fiuto del gol, per il suo sapersi continuamente reinventare, per il senso di posizione, per la sua veemenza nonostante un physique du rôle non propriamente da prima punta e/o falso nueve ed anche per una spiccata versatilità e predisposizione tattica su tutto il versante d’attacco. Contro il Liverpool si è davvero superato con gol pesantissimo e di una bellezza rara, mai comune, mai scontato o casuale. La traiettoria perfetta per battere il solito super Alisson con l’assist al bacio di un bravissimo Di Lorenzo. L’ennesima rete, per l’ennesima perla. Peccato solo per un’esultanza un po’ freddina ma ci sarà tempo per riscaldarsi di nuovo. Go, Dries!

G come Guardate tutto l’allenamento

Ma fosse possibile, volentieri. Lo ha dichiarato alla vigilia Carlo Ancelotti al momento dei 15′ di allenamento open prima della Champions a Castel Volturno, per dimostrare ad alcuni colleghi giornalisti in particolar modo che quello del Napoli è un clima sereno e motivato. “Per me potete rimanere, così vedrete che c’è un clima sereno”, a dimostrazione proprio dell’unione interna del gruppo (LEGGI QUI LE PAROLE DI ANCELOTTI). Ovviamente ciò non è stato possibile ma sarebbe bello: è l’unico modo per comprendere le dinamiche del campo, lo stato di forma dei giocatori e soprattutto, per riportare ciò che davvero accade. Resta al momento utopia ma apprezziamo la buona volontà.

H come Highlander

Si scrive Alex Meret, si legge highlander. L’emozione per il big match al cospetto del Liverpool lascia subito spazio alla consapevolezza che nella notte di Anfield, per entrare nella storia bisognerà fare gli straordinari. Solita prestazione importante negando per più volte la gioia del gol a Salah, Firmino e compagni e come sempre parole da leader anche in mixed zone: “La partita di stasera è stata un’impresa, siamo riusciti a portare a casa un punto molto importante. Sapevamo che non sarebbe stato affatto facile, ma ora dobbiamo ripartire da qui. Dobbiamo continuare in questo modo, con questo sacrificio. Il gol del Liverpool? Bisogna dare meriti a loro, Lovren ha fatto un grande stacco”. Bravo, bello ed umile.

I come Indemoniato

Nella notte di Liverpool e nel caos di informazioni di questa Champions del Napoli dalla A alla Z, spicca la prestazione impeccabile di un vero mastino del centrocampo azzurro: Allan Marques Loureiro. Meglio trattarlo bene ed il nome metterlo per esteso poichè ho seriamente paura di farlo incavolare stasera. Occhi di brace, quantità, qualità, pressing, carattere, urla contro gli avversari, i compagni, l’arbitro, i fili d’erba, l’umidità, i moscerini e tutto ciò che si frapponga tra lui ed il suo obiettivo. Come un toro quando vede rosso, il Liverpool gasa particolarmente il brasiliano, già lo scorso anno tra i migliori in campo assoluti. Prende un giallo, inevitabile, a fine gara quasi per cannibalismo: avrebbe divorato i malcapitati o forse, avvelenati con un morso. Potere della multa.  Bravo, Allan, ti vogliamo sempre così.

L come Leader

C’è stato un dettaglio di Liverpool-Napoli che mi ha emozionato ancor prima che la partita iniziasse, ancora prima dello spettacolo di Anfield. C’è stato qualcosa che ha fatto ribollire il sangue azzurro nelle mie vene, che mi ha scatenato subito la pelle d’oca: era così, gialla, bellissima e spiccava. Era su un braccio ed era perfetta, era tutto perfetto…ed ancor più ciò che è successo dopo. Sì, amici: Kalidou Koulibaly aveva la fascia da capitano. L’ha indossata non solo portandola stretta a sè ma l’ha onorata, così come il ruolo che automaticamente fa ricoprire al fortunato prescelto. Prestazione da leader, così come il salvataggio sulla linea al 54′ ed il faccia a faccia con l’arbitro al momento del Var e di ogni decisione dubbia. Impeccabile. Prego, voi altri, andate a ripetizione, grazie.

M come Misure societarie

“Con Ancelotti e con questa squadra due vittorie e un pareggio contro un Liverpool stracampione. Contro chi gufa addossando il non rendimento a rinnovi non effettuati, questa partita è la risposta definitiva. Bravo l’allenatore e bravi i nostri calciatori”. No, non è uno striscione degli ultras del Napoli bensì un tweet post partita di Aurelio De Laurentiis che rompe così il silenzio stampa e scrive mezzo social le sue verità (LEGGI IL TWEET COMPLETO). Uno sfogo comprensibile, con le misure societarie che si risolveranno in famiglia e che non devono rientrare tra i fatti di campo. Chissà però, se il presidentissimo si autocommissionerà una multa per l’aver parlato durante il silenzio stampa, per far compagnia ad Eljif Elmas. Bene ma non benissimo.

N come Non svegliatemi

Il calcio è fatto anche di storie, di sogni e di speranze che muovono anche il tifo e che ci fa piacere sottolineare anche in questa Champions del Napoli dalla A alla Z. Tra i migliori in campo contro il Liverpool, in un ruolo in parte reinventato per il big match, c’è proprio Giovanni Di Lorenzo. Primo anno in azzurro per l’ex Empoli, classe 1993: tanta voglia di migliorare, lavorare e sacrificarsi per una squadra che gli sta regalando davvero tanto. Ma è un rapporto vicendevole poichè il terzino azzurro sta ripagando al meglio l’immensa fiducia del club. Bellissime le sue parole in conferenza stampa alla vigilia (LEGGI DI LORENZO IN CONFERENZA): lui che fino a 4 anni fa era in C con il Matera, ha avuto l’onere e l’onore di affrontare campioni assoluti come Firmino, Salah e Van Dijk: “Personalmente è un sogno giocare all’Anfield. Fino a 4 anni fa ero in Serie C col Matera e questa gare le vedevo solo in tv. Sono orgoglioso di essere giunto sin qui e spero ancora di migliorare per arrivare sempre più in alto con il Napoli”. Che sia solo l’ennesimo sogno azzurro raggiunto, li meriti tutti Giovanni!

O come Oggi ci abbiamo provato

Girone E ancora da definire e tutto che si deciderà nell’ultima giornata del gironcino di Champions. Ben lo sa il tecnico del Liverpool Jurgen Klopp, conscio di aver perso un’occasione contro un Napoli che mette costantemente in difficoltà i campioni d’Europa, sia al San Paolo che in trasferta. “Dobbiamo andare sempre al massimo della velocità, il problema di Fabinho non ci voleva, speriamo non sia serio il suo infortunio alla caviglia. Se giochi vuoi vincere, oggi ci abbiamo provato ma non ci siamo riusciti”. Beh, sarà per la prossima, amico Jurgen. Ammesso che ci sia.

P come Paghetta

Giornata di partita, giornata di Champions del Napoli dalla A alla Z ma non solo. Nei giorni scorsi è stata anche giornata di consegna. Multe. Tante, salate, quasi inaspettate. Diciamo la verità, questa storia delle multe ha assunto toni irriverenti e quasi comici a lungo andare. Ma in particolar modo, ad essere inconsapevolmente finito nel mirino è lui. No, non parliamo dell’indemoniato Allan privato di una grandissima fetta del suo stipendio, nè del capitano Insigne, bensì del povero Gianluca Gaetano. Lui che non gioca, non parla, non dice, non fa. Eppure ha avuto presumibilmente 7000 euro di multa. Una paghetta sfumata nel nulla. A te tutta la nostra comprensione. Ma non è che li hai passati tu i gessetti nello spogliatoio?! Scherziamo ovviamente!

Q come Quattro

Solo quattro squadre italiane sono state capaci di vincere ad Anfield: penserete a Juve, Milan, Inter. Ebbene no. Si tratta di Roma, Fiorentina, Genoa, Udinese. Non chiedetemi perchè, altrimenti facciamo notte. Eppure, qualcuna ha messo ancora una volta in difficoltà la meraviglia in campo che ha creato Klopp perchè, diciamocelo chiaramente, veder giocare questa squadra è un lusso ed un piacere. Sì, il Napoli non sarà annoverata tra le magiche quattro italiane ma siamo certi che qualcosa di forte nei ricordi dei tifosi inglesi lo abbia nuovamente lasciato. Ma anche in noi, che poco credevamo nel ritorno ieri sera ad una prestazione così compatta ed importante ma davvero ci speravamo.  Qualcosa lo ha lasciato sicuramente anche in chi ha scommesso sull’1 fisso del Liverpool o, come il mio amicone Ciro, sul super over con goleada di Firmino. Eh no, non si fa. Siete stati puniti.

R come Ritiro

La notizia è di quelle da piangere lacrimoni grossi ed interminabili. Il Pocho Lavezzi lascia il calcio giocato (LEGGI QUI LA NOTIZIA). Lo ha scritto proprio lui sui social, prima dell’ultima partita giocata con il club cinese dell’Hebei CFFC dove nei suoi 3 anni e mezzo in Cina ha segnato 35 gol. Forse questi 36 mesi gli sono bastati per essere satollo della vita sportiva o anche per mettersi apposto. La Cina è brutta, parola di ADL, anche se noi siamo convinti che gli stipendi ghiotti la rendano proprio appetitosa. Noi però il Pocho non lo dimenticheremo davvero mai: quelle discese sfrenate sulla fascia, il gol all’ultimo secondo contro il Cagliari, la Coppa Italia alzata al cielo, lo sguardo furbo. La voglia di crescere con il Napoli e di non essere mai banale, scontato, la gioia di pennellare fantasia ed emozioni con un pallone e riportare alla mente una parte del D10S che ha fatto la storia ed ha infiammato il San Paolo. Grazie di cuore Pocho e buona fortuna per la seconda parte della tua vita!

S come Spallata

Un po’ calcio, un po’ wrestling, un po’ scacchi. Stiamo parlando del finale di Liverpool-Napoli, dove le due squadre non si sono lasciate andare a convenevoli. Martorizzato dai falli dei giocatori di Klopp non solo il povero indemoniato Allan bensì Giovanni Di Lorenzo, spina nel fianco degli avversari fino all’ultimo secondo. Nel primo minuto di recupero del secondo tempo, un avvilito Robertson gli rifila a palla ormai persa una spallata, che costringe l’ex Empoli a saltare sui led pubblicitari e sedersi sopra per non cadere. Dieci e lode per la prestanza fisica, un po’ meno per la rissa da film che ne segue. In primissima linea i più “calmi” degli azzurri Manolas, Koulibaly, Mario Rui ed il solito Allan. Gialli a destra e manca e tutto risolto: forse in casa Liverpool, non sono molto abituati a pareggiare…

T come Tentazione

Lo abbiamo visto protagonista in campo con qualche uscita avventata e tanti interventi da applausi e provvidenziali. Eppure, il Napoli avrebbe fatto carte false per averlo (QUI PER I DETTAGLI DELLA NOTIZIA). Parola di Alisson Becker, mica uno a caso, bensì il migliore portiere d’Europa. La notizia è emersa proprio nelle ore antecedenti il match tra le due squadre: “Il Napoli ha provato a fare un’offerta per me, il presidente mi ha contattato ma se fossi andato dalla Roma al Napoli si sarebbe creata una situazione complicata in Italia. Non è un vero derby, ma c’è grande rivalità. Per fortuna mi ero già promesso al Liverpool”. Magari chissà in futuro…teniamo il numero a portata, và.

U come Unite

C’è tanto da imparare dal Napoli Femminile ed ancor più in questa settimana che ha messo sotto i riflettori la lotta alla violenza alle donne, è doveroso porre in risalto le imprese sportive delle ragazze azzurre che stanno facendo davvero benissimo in ogni categoria. Il Napoli in rosa è una realtà importante, blasonata, ben radicata: un gruppo unito e davvero competitivo, che porta in alto il nome della città anche nel campionato femminile. Se ne parla poco ed è proprio nostro compito far sì che si conoscano di più, in particolar modo per i risultati ottenuti: la squadra partenopea nell’ultimo turno ha pareggiato in rimonta con il plauso della centrocampista azzurra Federica Cavicchia che si racconta sulle nostre pagine (LEGGI QUI L’INTERVISTA). Il segreto? L’unità e la compattezza del gruppo che supera ogni difficoltà: e forse su questo i maschietti del Napoli avrebbero davvero tanto da cui imparare…

V come Vivi&Vegeti

Tutti ancora in corsa nella penultima notte del girone di Champions ma soprattutto, un Napoli vivo e vegeto. Parola di mister Carlo Ancelotti nel post gara (LEGGI LE SUE PAROLE), che analizza con tranquillità e lucidità la bella prestazione dei suoi, primo fondamentale step per uscire dal momento delicato che ha attanagliato gli azzurri nell’ultimo mese. “Questo è un ambiente sano, soprattutto nello spogliatoio, nella volontà di tutti di uscire da questo momento. le critiche ci sono state e ci saranno, dobbiamo essere tutti un po’ più obiettivi e sereni, le difficoltà ci sono sempre nel calcio ma bisogna essere sereni. Ho visto tante cose positive stasera, un ottimo Napoli e non perdere ad Anfield è quasi un’impresa”. Persino il presidente era contento e si è congratulato con Ancelotti e la squadra. Che sia la rinascita? Nel frattempo, ad maiora.

Z come Zucchero

Come terminare questa Champions del Napoli dalla A alla Z se non con uno sguardo al futuro. Diciamo che questa notte è stata come un buon caffè napoletano, bollente, cremoso, quasi perfetto: ma ancora un po’ amaro. Ed a me il caffè senza zucchero non piace. Diciamo che per essere da dieci e lode ha bisogno di quella cremina che solo all’ombra del Vesuvio sanno fare. La proverbiale ciliegina sulla torta. Tra due settimane sarà l’obiettivo ottavi di Champions ma guardando a domenica, nel mirino più vicino c’è il campionato. Bisogna tornare a vincere anche in serie A, anche al cospetto delle squadre meno blasonate. E domenica al San Paolo arriva un Bologna che porta con sè tante motivazioni e belle storie. Uniti, compatti e grintosi così come in Champions anche tra l’azzurro delle mura amiche: dimentichiamo ciò che è stato e scriviamo insieme un prosieguo di campionato ancora ricco di sorrisi, sorprese e soddisfazioni. Forza!

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