Liverpool-Napoli: un pareggio che vale oro nella casa dei Beatles

Liverpool Napoli Champions

Liverpool-Napoli rappresentava il big match del girone E di Champions League: la squadra azzurra è riuscita ad uscire indenne dalla casa dei Beatles

Liverpool-Napoli rappresentava il big match del girone E di Champions League: la squadra azzurra è riuscita ad uscire indenne dalla casa dei Beatles. Che fosse casa dei Beatles si intuisce già all’arrivo al “John Lennon airport”.

L’atmosfera inglese è quella del football: intere famiglie, dagli anziani nonni ai giovani nipotini, tutti allo stadio per ammirare il gioco più bello del mondo.

Il vero spettacolo è quando le squadre entrano in campo e la “Kop” intona il celeberrimo “You’ll never walk alone” a sostegno dei ragazzi. Ancelotti conscio dell’atmosfera che aspettava gli azzurri, nel discorso motivazionale pre-partita ha detto: “Cosa preferite, se doveste scegliere, tra una bella donna e giocare a calcio?Beh se avete pensato, anche per un solo istante ad una bella donna, allora non avete mai giocato ad Anfield!”

Il Napoli si presenta ai nastri di partenza con un 4-4-2 ma che 4-4-2, nei fatti non è: infatti Di Lorenzo gioca esterno alto (come il Christian Maggio dei tempi d’oro) e Mario Rui supporta la linea centrale del campo. I tre difensori sono Koulibaly, Manolas e Maksimovic.

Il serbo schierato titolare proprio per la sua caratteristica di stringere e accentrarsi con gli altri due centrali, dal versante destro, per formare una linea a tre. Scelta rivelatasi vincente nelle due gare del San Paolo (quella dell’anno scorso e di quest’anno). In fase difensiva, si vedeva il ripiegamento degli esterni, Di Lorenzo e Mario Rui, a formare un 5-3-2. Nella fase di non possesso, i cinque uomini si allineavano, dietro la linea del pallone, per cercare di chiudere gli spazi ai velocisti reds.

In attacco, il duo dei piccoletti, formato da Lozano e Mertens, veniva supportato, a turno, dallo spagnolo Fabian Ruiz e da Zielinski. I due, alternandosi, andavano a formare una linea di 3 attaccanti: in questo modo, in fase d’attacco, la squadra si schierava con un offensivo, ma comunque bilanciato 3-4-3.

Ancelotti ha battuto gli inglesi sul loro punto di forza. Oltremanica, infatti, viene insegnato fin da bambini (i babies) ad avere gli occhi puntati sul pallone e non sull’uomo. Gli azzurri, così, sono riusciti ad arginare i fortissimi giocatori del Liverpool.

Anche il gol del Napoli è nato da un’azione tipicamente inglese: scambi nello stretto, giocatore ricevente viene incontro e scatta, dai e vai nello stretto, e imbucata sempre nello stretto.

Di Lorenzo lancia Mertens che compie uno scatto notevole. Il belga dopo aver lasciato rimbalzare la sfera incrocia col destro e supera Allison sul palo lungo. Un capolavoro balistico: la gamba sinistra (quella di richiamo) si impianta nell’erba di Anfield, il busto dritto, leggermente proteso in avanti, e diagonale chirurgico. Allison, tra i migliori portieri del pianeta, nulla può (il che sottolinea ancora di più la straordinarietà della centodiciassettesima rete in azzurro di “Ciruzzo“).

Nel secondo tempo, invece, i ritmi, per forza di cose, si allentano e le squadre si allungano e si sfilacciano. Non c’è coesione tra i reparti. I singoli, allora, cercano la giocata personale. In questa circostanza i reds di Klopp sono avvantaggiati.

Proprio per questo insistono per cercare, quantomeno, di pareggiare. Dal 60′ minuto in poi, il Liverpool, alza il pressing e intensifica il ritmo, spingendo soprattutto sul versante destro, dopo gli innesti di  Oxlade-Chamberlain prima e di Alexander-Arnold poi. Da questo momento, gli azzurri si rintanano nella propria metà campo. In campo sembra esserci solo la squadra di Klopp, col Napoli che arginava come meglio poteva. I reds fanno prima le prove generali con Firmino, che si vede respingere sulla linea da Salah un destro in girata dopo una papera di Meret. Ma, dopo tante occasioni, il pareggio arriva  con un perfetto colpo di testa sotto l’incrocio di Lovren su un perfetto calcio d’angolo di Milner.

Nel momento di maggior difficoltà, il Napoli si è aggrappato alla forza di nervi e all’organizzazione per resistere. Ancelotti mette dentro forze fresche: Llorente, Elmas e Younes, e chiude col 4-5-1. In questo modo Ancelotti ha creato una diga sulla linea mediana del campo e ha impedito agli avversari di costruire altre occasioni per vincere la partita.

Alle fine, tutto sommato, un pari che vale oro: proietta gli azzurri con un piede e mezzo agli ottavi della massima competizione europea e fa tirare un sospiro di sollievo a tutto lo spogliatoio che ha bisogno di ritrovare sé stesso, prima ancora che certezze in campo.

4 thoughts on “Liverpool-Napoli: un pareggio che vale oro nella casa dei Beatles

  1. Grande squadra quella del Liverpool. Lo stadio di Anfield mette paura alle avversarie, ma il Napoli con un fantasrico Ancelotti riesce a fermarli.

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