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Manolas:”Napoli nel caos, il Greco alla guida della fazione pro Ancelotti”

Manolas

La famiglia di Manolas entusiasta di Napoli.

Napoli ormai è nel caos più totale

La panchina di Carlo Ancelotti è più instabile che mai  dopo il deludente pareggio rimediato in terra Friuliana contro l’Udinese. Tuttavia Manolas sembra avere preso in mani le redini della situazione.

Dopo il Match di sabato sono salite a ben 9 le partite consecutive senza vittorie; ed in effetti bisogna fare uno sforzo di memoria per ricordare l’ultimo successo degli azzurri che risale addirittura al 19 ottobre scorso.

La  trasferta  ad Udine  ha avuto  il vantaggio tuttavia di fare da spartiacque tra la rassegnazione e la rabbia della squadra.

Subito dopo la partita infatti la rabbia dei calciatori è completamente esplosa  negli spogliatoi della Dacia Arena. Di fatto si sono venuti a creare due gruppi contrapposti: uno che non appoggerebbe le scelte tecniche del Mister e l’altro invece, estremamente combattente capitanato dal Greco Kostas Manolas che  sarebbe vicino e solidale a Carlo Ancelotti.

Irriducibile contro l’Udinese, ecco le parole del difensore Manolas  “Ora è arrivato il momento di tirarci fuori da questa situazione, in campo ci andiamo noi” .

Stessa posizione di Manolas è stata ribadita  pure pubblicamente da Zielinski e Di Lorenzo.

C’era bisogno di una assunzione di responsabilità ed è arrivata in tempo: alla vigilia della sfida della verità di domani al San Paolo contro il Genk, in cui pure i giocatori dovranno metterci la faccia.

Dunque c’è stata una vera e propria chiamata alle armi capitanata proprio da Manolas. Ora bisogna capire in quanti aderiranno al neonato partito dei combattenti.

Sembra essere proprio questa l’ultima speranza del Napoli per uscire dalla crisi e sopratutto di Ancelotti per salvare la sua panchina.

In teoria alla guida di questo partito di combattenti dovrebbe esservi proprio lui, Lorenzo Insigne, il Capitano del Napoli.

Tuttavia Lorenzo ha preferito defilarsi e tenersi il più possibile lontano dalla scena.

Senza Insigne infatti gli azzurri sono stati molto più squadra nel secondo tempo di Udine, sulla falsariga di quanto si era già notato in maniera evidente a Liverpool.

In questo preciso momento storico quanto mai delicato forse c’è più bisogno di unione che trovare un capro espiatorio.

Pertanto appare preferibile  che l’attaccante risponda presente, invece di reagire come spesso gli capita nel modo sbagliato: con più insofferenza che grinta. Stesso discorso vale per Callejon e Mertens.

I due veterani sono infatti rimasti sempre ai margini della gara, al punto da rendere non più sicura  la loro conferma contro il Genk.

Si avverte pertanto la necessità di avere al più presto un altro confronto nel ritiro di Castel Volturno (che ricomincia stamattina), per capire se è possibile ancora trovare un equilibrio e sopratutto per far capire ad Ancelotti su chi può davvero contare.

Tra color che son sospesi c’è pure Fabian Ruzi.

Zielinski, Lozano e Llorente hanno invece dimostrato almeno buona volontà e dato un contributo al partito dei combattenti.

Un’ esame concreto potrà farsi solo nelle prossime ore   (ko per infortunio Allan, Milik e Maksimovic).

Per ora Ancelotti ha un’esigenza primaria: mandare in campo contro il Genk undici giocatori motivati e responsabili che siano disposti  a lottare in quella che si profila essere la partita più importante della stagione del Napoli.

Il Napoli si gioca tutto domani in ballo.

C’è il passaggio  agli ottavi di Champions.

Ancelotti si gioca la panchina e la squadra  la faccia.

Insomma tutti domani staranno sulla stessa barca, almeno per altri 90′.

All’esito sarà possibile poi tirare  le somme e arriverà il momento per dare alla crisi una sterzata definitiva, in un modo o nell’altro.

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