Napolitudine – Capodanno a Napoli tra tradizione e follia

by Alessandra Criscuolo | 31 Dicembre 2019 10:30

Usanze, piccoli gesti e riti scaramantici rendono il Capodanno a Napoli sicuramente un evento da non perdere.

Se vi trovate a Napoli per trascorrere le feste di Natale, non potete certamente perdervi le celebrazioni del Capodanno: un mondo chiassoso e festoso dove tradizione e scaramanzia scandiranno il passaggio dal vecchio al nuovo anno.

Ovviamente, il rito del Capodanno passa prima per la tavola: cibi e rituali sono precisi ed ortodossi alla tradizione.

La sera della vigilia, il cenone è a base di pesce mentre il pranzo del primo dell’anno è a base di carne.

Torna a tavola l’insalata di rinforzo: cavolfiore, olive verdi e nere, acciughe e papaccelle piccanti. Si dice di rinforzo perchè con una cena magra a base di pesce occorre un rinforzo calorico! Il primo piatto sarà a base di pesce, tradizionalmente spaghetti a vongole, mentre il secondo vedrà in tavole il capitone fritto insieme al baccalà. Ma bisogna tenersi leggeri e tutto termina con i dolci tipici della tradizione campana, di cui abbiamo ampiamente parlato (ved. link[1]).

Il cenone però non può terminare senza le lenticchie e lo zampone (più nordico il cotechino), per la precisione allo scoccare della mezzanotte. La tradizione e la scaramanzia,individuano in questo legume un simbolo di soldi, abbondanza, benessere e prosperità.

La frutta secca, in particolare fichi secchi e datteri che non possono mancare sulla tavola il primo dell’anno, poichè sono frutti emblema di protezione e mangiarli porta bene cosi’ come l’uva secca o fresca e il melograno. Mi raccomando, c’è la tradizione di mangiare 12 chicchi d’uva, uno per ogni ritocco d’orologio, una tradizione questa tramandataci durante l’occupazione spagnola.

E che nessuno si scandalizzi se qualcuno infilerà un dito nel calice di spumante per poi passarselo dietro l’orecchio! Non è maleducazione ma solo un’usanza considerata simbolo di buona fortuna per l’anno che sta iniziando.

Così come un altro auspicio di bona fortuna è indossare biancheria intima rossa. Che sia uno slip, una giarrettiera o un reggiseno… non importa. L’importante è indossare un capo intimo rosso durante la notte di Capodanno, che rigorosamente dovrà essere buttato via il giorno dopo.

E se avete intenzione di uscire dopo cena, attenzione a camminare per strada. Perché a mezzanotte esatta per i vicoli di Napoli si consuma la tradizione più rumorosa, colorata, luminosa e scenografica, ma a volte anche pericolosa.

La tradizione dei fuochi d’artificio affonda le proprie radici in una credenza popolare secondo cui il rumore forte scaccerebbe gli spiriti maligni.

Napoli è famosa in tutto il mondo per la sua secolare tradizione di spettacoli pirotecnici, si narra che in epoca borbonica venissero sparati fuochi d’artificio ogni settimana per devozione. Anche le nozze tra Carlo III di Borbone e Maria Amalia di Sassonia furono allietate da un memorabile spettacolo di rumore e colore.

Dai balconi si scatena una vera e propria competizione a chi ha speso più soldi per sparare i fuochi più belli e rumorosi. In realtà in passato c’era anche l’usanza di gettare dal balcone le cose vecchie e rotte come simbolo dell’abbandono dell’inutile e vecchio per un inizio migliore, usanza ormai abbandonata. Gettare dalle finestre o balconi almeno un piatto è un gesto simbolico per eliminare il male fisico e morale dell’anno trascorso. Si da’ un taglio netto col passato e si spera in un futuro migliore. Così come gettare dell’acqua: un gesto liberatorio per l’anima. Rappresenta le lacrime versate per lutti o dispiaceri.

Le cronache purtroppo, ogni anno ci riportano di ferimenti anche gravi per utilizzo di fuochi non sicuri o addirittura per l’esplosione di armi da fuoco. Tutto ciò toglie sicuramente poesia alle tradizioni secolari ed al significato che esse rappresentano per il popolo napoletano.

Eppure, migliaia di persone ogni anno si riversano sul lungomare di Napoli per ammirare i suggestivi fuochi sparati da Castel Dell’Ovo per poi girarsi verso la l’interno e ammirare i quelli sparati dalle collina di Posillipo. Se poi si potesse disporre di un punto d’osservazione in mezzo al mare, niente sarebbe più romantico e spettacolare, davvero indimenticabile.

Resta solo brindare insieme al Nuovo Anno e tanti auguri!

 

Endnotes:
  1. ved. link: https://www.casanapoli.net/2019/12/12/napolitudine-la-tradizione-del-natale-nei-dolci-partenopei/
  2. Alessandra Criscuolo: https://www.casanapoli.net/author/alessandra-criscuolo/

Source URL: https://www.casanapoli.net/2019/12/31/napolitudine-capodanno-a-napoli-tra-tradizione-e-follia/