La curva è vuota – Regolamenti, multe e tifosi in rivolta

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La bolgia non c’è più, il dodicesimo uomo in campo che ha fatto la storia di tante partite… allo stadio è praticamente assente

Passerà alla storia l’urlo “The Champions” che a fatto registrare record di decibel a Fuorigrotta, perfino l’Osservatorio Vesuviano il 28/09/2016 ha registrato e testimoniato la portata di quell’urlo. Celebri gambe hanno tremato all’impatto con il tifo azzurro del San Paolo. Che fossero momenti di gioia o di delusione e contestazione: i tifosi sugli spalti del Tempio di D10s hanno sempre fatto sentire la loro presenza.

Ma oggi non è più così, oggi la tendenza è un tifo all’inglese, così ci raccontano. Uno spettacolo in campo proposto a migliaia di spettatori seduti e composti. Ci dicono che tutto ciò avvicina il calcio alle famiglie ed è vero, però attenzione a non cadere nel rischio opposto: di perdere i tifosi. I gruppi organizzati non entrano più al San Paolo: Curva A e B hanno deciso di disertare le partite in casa. Sostengono la squadra da fuori e quando possono, partecipano alle trasferte. Il tutto per l’applicazione dei regolamenti, sia  comunale per l’utilizzo della struttura, che della Società. Dopo l’introduzione del sistema di videosorveglianza installato con le Universiadi, è diventato molto più semplice per le Forza dell’Ordine intercettare chi commette un’infrazione e le multe hanno cominciato a colpire.

Come sempre accade, la ragione si divide equamente e nessuna delle parti vuol fare un passo indietro sulle proprie richieste.

Cosa chiedono i tifosi dei gruppi organizzati?

Per anni i gruppi di tifo organizzato hanno potuto disporre degli spalti a proprio piacimento: i primi ad arrivare ‘occupavano’ i posti necessari a tutto il gruppo. Invitando, come raccontano i tifosi dell’epoca, gli altri avventori a prendere posto altrove. Ci sarà un motivo se storicamente per assistere ad una partita al San Paolo occorreva avviarsi almeno 2 ore prima per trovare posto. Tra musi lunghi e proteste a denti stretti, ci si è sempre adattati e impegnandosi a capire le motivazioni di quel gruppo SEMPRE presente a sostenere i colori azzurri. Si è giunti al compromesso di anticiparsi o adattarsi. Che sia stato giusto oppure no, questo è un altro discorso.

Oggi non gli viene negata la possibilità di sedere vicini, ma certamente è complicato dal rispetto dell’assegnazione dei posti. La ferrea applicazione del Regolamento d’Uso della Struttura implica il rispetto del numero di posto assegnato sul biglietto. Non è più possibile occupare le scale e le vie di fuga e i tifosi col megafono, i lanciacori, non possono più vivere la partita in bilico sulla balaustra. Così come non è più possibile scavalcare per passare da un settore all’altro. Ovviamente, permane il divieto di spaccio di stupefacenti e ogni altra attività criminale.

Tutte attività fin troppo facilmente denunciabili dal sistema di videosorveglianza.

Le prime, salate, multe sono arrivate e l’avvocato napoletano Emilio Coppola ha chiarito il pensiero dei suoi assistiti. “Non è che i gruppi organizzati non vogliano il regolamento. Loro vogliono che il regolamento venga applicato con buon senso: cioè che in curva non ci siano condotte persecutorie verso chi lancia i cori, per il rispetto ossequioso dei posti assegnati.

Si sa bene che si scambiano i posti proprio per permettere ai gruppi che per 20 anni hanno visto la partita insieme di continuare a farlo. I gruppi chiedono che il regolamento venga applicato sulle condotte più gravi come occupare le scale e le vie di fuga, oppure la distruzione dei sediolini. Ma le condotte che servono a tifare come alzarsi in piedi sulla balaustra per lanciare i cori o piuttosto lo scambio di posto non vengano sanzionate”.

Certo si potrebbe ovviare al problema dello scambio dei posti facendo in modo che i gruppi organizzati possano procedere abbonandosi o acquistando i biglietti vicini. Ma anche in questo sembra ci siano difficoltà.  “Non tutte le biglietterie hanno la mappatura del settore e può capitare un posto qualunque. Quello che chiediamo è che vengano destinate le aree centrali delle curve ad un’applicazione più blanda.

Chi fa il biglietto in quelle aree deve sapere che la partita lì si vive con un tifo partecipato oppure essere pronto a cambiare posto. Senza precludere niente a nessuno ma dando la possibilità in quel settore di stare in piedi a tifare, ovviamente non sui sediolini o nelle vie di fuga”.

Magari con l’installazione dei palchetti appositi per i lanciacori, come già installati a Roma, Udine e Bergamo“.

In seguito all’arrivo delle prime multe proprio per il cambio di posto ed alla sospensione di alcuni abbonamenti, l’avvocato Emilio Coppola, che insieme ai colleghi Filippo Pucino ed Erich Grimaldi sta curando i ricorsi dei tifosi colpiti dalle sanzioni, è passato al contrattacco: “Provvederemo a mettere in mora il Napoli e la Questura, diffidandoli dall’applicare un regolamento varato a campionato in corso. Informando Ministero degli Interni e Corte dei Conti del danno erariale che potrebbe palesarsi vista la alta probabilità di vittoria e spese da risarcire. Sono centinaia gli abbonati che chiederanno il rimborso, visto che al momento della sottoscrizione dell’abbonamento, il regolamento d’uso del San Paolo non era stato ancora varato”.

Ed è notizia di questi giorni che l’avv. Grimaldi stia difendendo anche i tifosi abbonati colpiti da multe perchè.  “Costretti a cambiare posto o a vedere la partita in piedi a causa dell’inadempienza degli steward”.

Effettivamente, il Regolamento d’uso della Struttura è stato pubblicato dalla Società il 17 ottobre 2019. Quindi è successivo perfino alla data delle partite in cui è stato così fedelmente applicato.

Per dovere di cronaca, occorre precisare che l’Atto di Sottoscrizione dell’Abbonamento, così come il regolamento di acquisto dei biglietti per questa stagione 2019/2020 e per le precedenti (per gli abbonamenti risaliamo alla stagione 2017/2018), prevedono gli stessi articoli ed avvertenze.

E cioè che all’atto di acquisto del tagliando o dell’abbonamento venga indicato settore, fila e numero di posto. E che in caso il possessore la Società nella persona degli steward o delle Forze dell’Ordine possono procedere al controllo del rispetto di quanto indicato. Così come è previsto che in caso di contravvenzione l’abbonamento possa essere sospeso.

La questione non è di facile soluzione. Per una tifoseria che vorrebbe essere riconosciuto il diritto ad esprimere il proprio tifo come negli anni ha sempre fatto, vi è una Società che vorrebbe disciplinarla. 

La SSC Napoli  nel Codice Etico prevede espressamente:

8.3 Rapporti con la tifoseria Il Calcio Napoli si astiene dal contribuire in qualsivoglia modo alla costituzione o mantenimento di gruppi organizzati e non di tifosi.

Quindi non li riconosce, almeno in via ufficiale, e non gli accorda alcuna deroga sui regolamenti. Così come del resto per il momento non riconosce i Club Napoli che in tutto il mondo  sono nati a sostegno della squadra. E che ogni maledetta domenica si sobbarcano migliaia di chilometri per seguire la squadra ovunque giochi. Per loro non esiste la partita in casa o fuori casa: per loro è sempre una partita in trasferta. In realtà erano stati fatti dei passi in tal senso. Durante una riunione con alcuni rappresentanti e presidenti di Club Napoli, Aurelio De Laurentiis aveva iniziato un percorso di apertura.
Un discorso che si è arenato, un censimento dei club rimasto in sospeso per non si sa bene quali ragioni di interessi diversi e diverse opinioni in merito.
Le richieste dei Club Napoli sono ancora diverse da quelle dei Gruppi Organizzati delle Curve: il riconoscimento che chiedono è più che altro identitario. Non chiedono agevolazioni o scontistiche, magari una maggiore accessibilità ad allenamenti o acquisto dei tagliandi per le partite. Soprattutto per le partite di Coppa diventa difficile gestire acquisto o ritiro per chi vive a migliaia di chilometri. Probabilmente, la possibilità di far vedere i propri beniamini ai bambini: sentire la squadra più vicine e far sentire il proprio supporto.

Un mondo di tifosi diversi tra loro, così come diverse sono le loro richieste. Alla società chiedono tutti una maggiore attenzione alle proprie esigenze, ma nessuno perde di vista l’obiettivo principale. Il sostegno pieno ed incondizionato alla squadra del Napoli.

 

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