Conferenza stampa Gattuso: “Non rischiamo Koulibaly. Mertens torna in Belgio per le cure”

Gennaro Gattuso conferenza stampa Cagliari

La conferenza stampa di Gennaro Gattuso che precede Napoli-Inter

Gennaro Gattuso ha parlato in conferenza stampa alle ore 12.30. Il tecnico ha presentato la sfida contro l’Inter, in programma allo Stadio San Paolo lunedì 6 gennaio alle ore 20.45.

Da domani vedremo già il suo Napoli?

“Non dobbiamo pensare al ciclo di partite che abbiamo, ma a preparare quella di domani. Dobbiamo fare una grande prestazione, affrontiamo una squadra fortissima, una delle più forti a livello fisico. Se facciamo la gara fatta col Sassuolo, saranno guai per noi. Dobbiamo tenere bene il campo e ripartire dagli ultimi 25 minuti di Sassuolo”.

Su cosa bisogna migliorare?

 “Dobbiamo migliorare su come tenere il campo, come soffrire, questa squadra ha ampi margini di miglioramento, solo il lavoro ci porterà a migliorare, ma ci sono partite da giocare e serve l’entusiasmo che sto vedendo. I ragazzi lavorano con grande voglia, stanno facendo grande fatica, ma mi stanno dando tutto”.

Sente in modo particolare l’Inter?

“No, oggi sono il tecnico del Napoli, sono orgoglioso di esserlo. Dobbiamo rispettare quest’Inter, ha mentalità e grandi giocatori, noi dobbiamo prepararla bene e giocarla al meglio”.

Cosa succede a Mertens? Basta Lobotka per migliorare?

“Rispettiamo questo gruppo di calciatori, di mercato non è corretto parlarne per chi sta sputando tanta fatica negli allenamenti. Se arriverà qualcuno spiegherò perché è arrivato. A me piace lavorare con le coppie, numericamente siamo in meno a centrocampo, è un dato di fatto. Mertens non ha toccato palla per tre giorni, aveva fastidi, abbiamo deciso ieri di fargli fare una risonanza per avere la diagnosi migliore agli adduttori, va dal suo uomo di fiducia a casa”.

Che Napoli vorresti vedere domani? Gattuso così in conferenza stampa

 “Ci sarà da soffrire, che non vada in panchina, stando lì, tenendo botta senza pensare al peggio. Che faccia una corsa in più, poi quando ha il pallone le qualità la squadra le ha. Dobbiamo dare la sensazione all’avversario che siamo lì e resistiamo”.

Quanto ha inciso Conte? Quanto può incidere lei?

“Si tocca con mano. L’Inter può stare una giornata lì dietro, ma sa soffrire, ha mentalità, entusiasmo, combatte su ogni pallone e poi ha qualità. L’anno scorso era diversa. Tutto questo è merito di Conte, gioca da collettivo, quello che voglio io, che giochi insieme e sia ordinata”.

Fabian non le era piaciuto col Sassuolo? 

“Non dissi questo, capita una prestazione così ma Non s’è allenato con continuità, ha avuto l’influenza. Se dovesse scendere in campo, avrà la fiducia ed il sostegno come per tutti”.

Contenere o palleggiare in faccia all’Inter?

“Un po’ e un po’. Se lavori in un certo modo… noi prepariamo il tenere botta ma anche il palleggiare. L’errore ci sta, ma l’importante è avere equilibrio”.

Sente il dovere di tirar fuori anche l’uomo Insigne che non è esploso?

“Ha fatto tanto nella sua carriera, nessuno gli ha regalato nulla. Ma vale per tutti. Quando vedo in settimana che c’è partecipazione, io do il cuore ai miei giocatori e sono disposto a tutto per loro. Io per questi qui do tutto in questo momento, solo io e qualcuno di voi può testimoniarlo. Sta andando oltre, è questa la squadra. Poi Insigne in questo momento è penalizzato da napoletano, è il primo a pagare in questi momenti, ma deve pensare solo ad allenarsi bene per migliorare la condizione”.

Che significa essere leader?

 “Avere coerenza, non aprire la bocca tango per, dare l’esempio, arrivare ore prima al campo, aiutare i compagni. Sono i compagni ad eleggerti leader e neanche te ne accorgi”.

Come sta Koulibaly?

 “Ci abbiamo provato, lui ha dato grande disponibilità ma non mi sembra il caso di rischiarlo per perderlo a lungo. Lui avrebbe voluto giocare, ma è corretto non rischiare”.

Da chi si aspetta un miglioramento?

“Dal gruppo. Il singolo ti fa vincere 1-2 partite, ma è il gruppo a darti futuro. La compattezza, una condizione migliore per come voglio giocare io perché facciamo corse diverse. Lo dico perché qualcuno può dire mette le mani avanti perché la squadra era a pezzi, ma sono metodologie diverse, quando c’è un cambiamento serve tempo. Dobbiamo continuare, tra 2-3 settimane possiamo tirare la prima linea”. 

Dopo il Parma aveva parlato di paura, col Sassuolo forse lei ha già tolto la paura?

“No, dissi non siamo ancora guariti. Il primo tempo fu imbarazzante, ma siamo rimasti in partita e il calcio è bello perché se hai qualità poi dopo ne esci, se soffri e resti in partita. Nella ripresa è venuta fuori la qualità, modificando qualcosa. Bisogna giocare per 80 minuti, non basta un tempo, per fare cose importanti”.

Sulla classifica ed il gap inaspettato con l’Inter

“18 punti sono impensabili per come sono andati gli ultimi campionati, sono troppi. I valori del Napoli sono importanti, nessuno all’inizio poteva pensare a questo, ma ora non dobbiamo guardare la classifica e pensare a partita dopo partita, per migliorare”.

L’esperimento Allan vertice basso è fallito? In difesa chi affiancherà Manolas? 

“C’è Luperto, abbiamo provato Di Lorenzo, vediamo chi sta meglio. Allan… lo sapevamo, ha sempre giocato mezzala, io pure l’ho fatto 7-8 volte in carriera, ma non era il mio ruolo. Lui può fare contenimento, ma a lui piace aggredire, inserirsi, lì serve un giocatore ordinato tatticamente, lo sapevo già”.

Il 4-3-3 si sposa meglio con le caratteristiche della rosa. Lozano però troverà spazio?

 “L’ho visto molto bene, abbiamo cambiato anche modo di lavorare e lui negli ultimi due anni ha giocato esterno, può aiutarci ma deve migliorare e non fare 20-30 scatti e poi non averne più, ma 100 come faceva prima. Dobbiamo farlo giocare come faceva prima. Callejon è più avanti, sa cosa vogliamo, Lozano ha iniziato da punta ma voglio vedere il Lozano di questi ultimi 7 giorni, sgusciante, avvelenato, ci può aiutare molto”.

Gattuso in conferenza stampa: 9 gennaio, che regalo chiedi per il tuo compleanno?

“Nessun regalo, voglio vedere una squadra orgogliosa. Il mio obiettivo è riuscire con questa squadra e società a far tornare entusiasmo. Io ci ho giocato al San Paolo, non è facile, io lo voglio rivedere così, ultimamente invece è freddo, e ci sta per i problemi e con le curve pure, ma io devo riaccendere l’entusiasmo perchè poi diventa bello e difficile per chi viene qui”.

 

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