Napoli, si chiude una porta e si apre un portone

David Ospina Napoli

Un girone di andata da dimenticare per il Napoli

Il Napoli chiude il girone di andata con una sconfitta allo Stadio Olimpico contro la Lazio. Ancora una volta arriva la conferma di un periodo stregato e maledetto, dove anche se si gioca bene il risultato non paga.

Un travaglio lungo due mesi per il Napoli, iniziato quel lontano (ma non troppo) 19 ottobre contro l’Hellas Verona. Due mesi di risultati e prestazioni deludenti, salvo lo scippo subito con l’Atalanta e la qualificazione agli ottavi di Champions League.

E’ stato un girone di andata in cui è successo di tutto, le liti interne culminate con l’ammutinamento dei giocatori e le multe da parte della società. Senza dimenticare l’esonero di Ancelotti con passaggio di testimone a Gennaro Gattuso, che ha dovuto prendere questa squadra dal sottosuolo e sta lavorando irrefrenabilmente per farla risalire. Per ora i risultati dicono che sono 3 i punti in 4 partite, di cui due sconfitte interne ed una vittoria in trasferta prima dell’ultimo k.o. contro la Lazio.

L’aquila continua a volare in alto

Per definizione l’aquila reale può arrivare ad una larghezza alare superiore anche ai 2 metri. Inoltre è un uccello nobile che riesce a volare anche oltre i 2000 metri. La Lazio, che dell’aquila fa il suo simbolo, sta mimando lo stesso volo. Sulla sua strada solo prede, che da dieci giornate gli devono cedere il passo. L’altitudine pare non stia dando alla testa dei giocatori biancocelesti che, con la calma giusta ed il pizzico di astuzia che serve, macinano passo dopo passo carovane di punti.

Oltre a queste caratteristiche si aggiunge senza dubbio una buona dose di fortuna. Ma si sa, la fortuna aiuta gli audaci. Audace è stato sabato sera Ciro Immobile a rincorrere quel retropassaggio al portiere del Napoli. Insicuro ed impreciso invece Ospina, che si fa rubare la palla e garantisce la sconfitta ai suoi.

Il pallone oltre i meriti

Quando tutto gira storto non contano i meriti. Meriti che bisogna riconoscere al Napoli dell’Olimpico laziale. La squadra, dopo un primo tempo guardingo, ha tenuto il pallino del gioco e probabilmente (anche sicuramente) avrebbe meritato la vittoria per ciò che ha mostrato in campo. Nel secondo tempo ha fatto vedere segnali di ripresa, input comunque incoraggianti per il prosieguo della stagione.

Il palo di Zielinski ed almeno un paio di parate di Strakosha hanno negato agli azzurri la rete che avrebbero meritato per ciò che si è visto sul rettangolo di gioco. Ma come spesso abbiamo visto in questa prima parte di stagione, la beffa è dietro l’angolo e soprattutto nei minuti finali. A tal proposito si citano i goal subiti negli ultimi istanti o minuti di gara contro Juventus, Cagliari, Atalanta, Bologna, Parma ed infine proprio la Lazio.

Napoli, si chiude una porta e si apre un portone

Ripensando al regalo di Ospina alla Lazio questa frase non solo suona ironica, ma fa anche tanto male. La porta del Napoli è diventata un portone aperto, capace di far entrare chiunque tenti di accedervi.

Invece nel gergo popolare questa frase nasconde e vuole augurare qualcosa di bello. Qualcosa di migliore che arriva dopo un periodo senza gloria né gioia, per buttarsi alle spalle questo girone di andata davvero straziante.

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