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La Coppa Italia del Napoli dalla A alla Z – Ringhio sorprende tutti e Fabian li stende, San Siro espugnato!

La Coppa Italia del Napoli dalla A alla Z regala una notte da applausi, con la squadra partenopea che espugna San Siro forte della rete di Fabian Ruiz e mettendo in discesa il return match dello Stadio San Paolo ad inizio marzo

Una gara arcigna, una prestazione compatta, attenta e maschia per la squadra di Gattuso che ha arginato al meglio tutta l’inventiva e l’estro di Brozovic, Lautaro e Lukaku non rischiando mai troppo. Perfetta anche la difesa, coadiuvata benissimo da centrocampo ed attacco con tantissimi sorrisi all’ombra del Vesuvio. Ma riavvolgiamo il nastro e godiamoci questa Inter-Napoli nell’appuntamento infrasettimanale della Coppa Italia del Napoli dalla A alla Z!

A come A metà

Impossibile non iniziare questo appuntamento della Coppa Italia del Napoli dalla A alla Z senza una considerazione naturale e quasi scontata quanto giusta: la truppa azzurra continua a dividersi perfettamente tra campionato e Coppe, con un andamento piuttosto opposto. Se in serie A si continuano a centellinare compattezza e vittorie, tra Champions e Coppa Italia ci si gasa in particolar modo contro le big. Che sia una questione di motivazioni, tipologia di gioco o persino psicologica non è dato saperlo al 100% ma resta la grandissima consapevolezza che con il vero Napoli non sia precluso neanche un piazzamento Champions, scalando a mmo di impresa la classifica di A. Ai posteri, anzi al campo, l’ardua sentenza.

B come Bravi tutti

Mantiene un profilo basso anche Kostas Manolas, che finalmente ha ripreso le chiavi della difesa azzurra dopo essersi dedicato anima e corpo alla nascita della sua erede. Leader del reparto più arretrato, guida i compagni e si coadiuva per contrastare i giganti nerazzurri, particolarmente intenzionati alla rimonta dopo aver subito la rete di Fabian. “Dopo una sconfitta pesante in casa abbiamo fatto una grande partita. Merito di tutti , abbiamo rialzato la testa contro un grande avversario che lotta per lo scudetto. Finale? La qualificazione è 50 e 50, l’Inter è una grande squadra e verrà al San Paolo per fare la sua partita. Noi giocheremo per vincere anche il secondo round” (LEGGI LE SUE PAROLE). AMEN.

C come Caffè

Ci vuole una buona dosa di irriverenza, coraggio e fegato per fare uno scherzo da dieci e lode ad uno come Gennaro Gattuso. Il mister,  dalla reazione mai pacata e scontata infatti, incute paura soltanto a pensare di potersi prendere gioco di lui. Eppure è successo ed il video è diventato subito virale! Complice un ristoratore senza timori reverenziali, il tecnico azzurro è stato protagonista del consueto sketch del caffè caduto con tazzina, per fortuna, vuota. Stupenda la reazione, da applausi scroscianti.. e da vero Ringhio (GUARDA IL VIDEO).

D come Divieto

No tifosi, no party si potrebbe dire. Eh mi dispiace, purtroppo non funziona così con quelli del Napoli assiepati in ogni angolo sperduto e non del Mondo. Figuriamoci se non si fossero già organizzati per prendere d’assalto San Siro, coloro che hanno la fortuna per oggi di non essere residenti in Campania (LEGGI LA NOTIZIA). Eh sì: nessun divieto dal Casms, nessun allarme delle Questure, nessuna decisione più astrusa potrà mai fermare il folle amore di chi ha il cuore azzurro ed il sangue nelle vene dello stesso colore del cielo e del mare partenopeo. Ed anche questa volta si sono fatti sentire e sono stati provvidenziali. Avanti!

E come Eleganza

Nello scorso appuntamento del Campionato del Napoli dalla A alla Z abbiamo abbondantemente parlato del mai una Giua e degli errori del direttore di gara che hanno condizionato il match contro il Lecce. Un po’ di riposo per lui ed una bella lezione di carattere e stile ieri sera invece impartita da Calvarese, tranquillo nei modi ma sicuro nelle sue decisioni, affidandosi spesso al suo staff ed al silent check. Lavoro di squadra, com’è giusto che sia e straordinari per i due rigori non concessi, uno per parte anche se qualche dubbio di troppo su quello non fischiato al Napoli resta. Così come canta Tiziano Ferro dell’amore, anche il Var è una cosa semplice: sono gli uomini a complicarlo. 

F come Frutta

C’è proprio tutta e di ogni tipo nella “macedonia” di Eljif Elmas, titolarissimo in una delle gare più importanti della stagione del Napoli. Una bella presa di coscienza da parte di Gattuso ed al contempo anche del classe 1999, che ha avuto la benedizione del suo tecnico sin dalla vigilia. “Gioca chi è più in forma”, aveva dichiarato (LEGGI LE PAROLE DEL TECNICO), senza gerarchie o senza pregiudizi più totali. Grandissimo impegno, garra, attenzione e compattezza per un buon voto in pagella, convincendo in entrambe le fasi (LEGGI LE PAGELLE DI CASANAPOLI). Promosso!

G come Grido

Cari amici della Coppa Italia del Napoli dalla A alla Z, mi tocca fare delle scuse. Sì, scrivo proprio a te Fabian. A te, che mi hai fatto venire un infarto quando ti ho visto titolare ieri sera a San Siro. Quando proprio nelle ultime settimane non mi hai convinto, tra rumors di mercato e prestazioni al di sotto, molto al di sotto della sufficienza. Quando sabato ho preso in giro i miei amici che ti hanno al fantacalcio. Scusami, perdonami. Ti voglio bene e sempre te ne vorrò. Tu però sii come quello di ieri sera, che mi ha fatto perdere un’ugola al momento del gol che proprio nessuno si aspettava…Inter compresa. Stoico!

H come Huddle

Compatti. Non solo in campo nel 96′ di gioco di San Siro ma anche al termine della gara, quando c’è da sorridere, festeggiare, sostenersi, abbracciarsi. Un’altra serata da squadra vera, da Napoli vero, che ci mancava da un po’ anche contro le big, nel conquistare traguardi importanti. Bene, anzi benissimo contro Lazio, Juventus ed ora anche contro l’Inter, meno in campionato con le piccole. Ma quegli abbracci fanno la differenza e scaldano l’anima, anche quelli della panchina che circondano di affetto Fabian che stringe i denti dopo un acciacco e lo festeggiano a fine gara, con Llorente che dà il via ad una bella huddle. E’ questo il vero Napoli, sono queste le vere emozioni!

I come Inizio tattico

Primi 45′ senza alcuna rete, con un Napoli molto attento, guardingo e compatto in difesa. Un inizio tattico, così come sottolineano i telecronisti, con Brozovic braccato e qualche tentativo concreto di contropiede partenopeo. Ritmi non altissimi ma giusto così, ancor più nel computo dei 180′ e la mission (im)possible di non prendere gol a San Siro. Detto fatto: gol di Ruiz nella ripresa, ritmi più serrati ma la musica non cambia con la prestazione da applausi e di grande sacrificio per tutti gli azzurri per un Napoli formato Gattuso.

L come Lasciamola a casa

“L’interpretazione? Lasciamola a casa, a noi servono i fatti concreti. Non ci montiamo la testa, ora bisogna pedalare poichè non abbiamo fatto ancora niente. Sono però fiero dei miei ragazzi, sono stati eccezionali” (LEGGI LE SUE PAROLE). Senza grilli per la testa, giusto, obiettivo, umile, grintoso e mai banale: è questa la forza e l’unicità di Ringhio Gattuso, che non si scompone mai, neanche nelle dichiarazioni a caldo nel post gara del Meazza. Sarebbe facile, scontato, togliersi qualche sassolino dalla scarpa ma lui non lo fa. I bilanci a fine stagione e c’è ancora tanto da lavorare e conquistare. Leader.

M come Ma…Maaa…MAAAAAA

Ore 19.39, notifica Twitter: è la formazione ufficiale del Napoli. La scorro: Ospina. Mmm. Di Lorenzo, Manolas, Maksimovic, Mario Rui. Mmh. Demme…ho bisogno di un attimo di aria…esco, respiro e rientro…Proseguo: Zielinski, Callejon… FABIAN. Fammi vedere se la camomilla è a portata. La mano inizia a tremare mentre scorro le ultime righe. Mertens, ah finalmente. Elmas. No, vabbè, che sperpetuo! San Gennaro pensaci tu perchè Rino ci ha sorpreso tutti… compreso l’Inter. Ecco perchè noi siamo umili giornalisti e lui è un grande allenatore. Chapeau!

N come Non c’è competizione

La partita in parte l’ha vinta anche lui, David Ospina, che ha salvato il risultato in due occasioni nel finale, beccandosi anche un cartellino giallo per un’arguta perdita di tempo nel rinvio. Non era facile scendere in campo con la mente sgombra, senza più conoscere priorità e gerarchie, lavorare in settimana con l’incognita di chi scenderà in campo. Eppure, come mai abbiamo dubitato, il colombiano si è dimostrato un immenso professionista, anche per le sue parole nel post gara. “Tra me, Orestis ed Alex non c’è competizione, lavoriamo insieme al massimo ogni giorno solo per il bene della squadra. Quest’anno rendiamo più nelle Coppe e vogliamo assolutamente questa finale” (LEGGI LE SUE PAROLE). Numero 1. 

O come Out

AAA cercasi big. Cari amici della Coppa Italia del Napoli dalla A alla Z, voi li avete visti? Parliamo di Koulibay ed Insigne, che hanno dato forfait poco prima di Inter-Napoli accomodandosi in panchina. Due situazioni molto diverse seppur entrambe molto chiare. Il difensore senegalese non ha recuperato al meglio dagli acciacchi fisici delle scorse settimane e dopo la prestazione deludente contro il Lecce non è stato confermato da Gattuso che ha preferito affidarsi al duo Manolas-Maksimovic. Bene. Più sfortunato invece il 24 partenopeo, con un acciacco fisico ma con le scarpe da ginnastica…in panchina. Pronto in caso di super emergenza, a dimostrazione di tutta la voglia del capitano di aiutare i suoi. Alla prossima!

P come Panico

Non diamoci bugie, cari amici della Coppa Italia del Napoli dalla A alla Z. Qualche momento di panico, ansia, tensione e cardiopatia nella ripresa di San Siro c’è stata. Non so voi ma l’impeto di Lautaro mi spaventa sempre, così come la garra di Lukaku che quando prende palla può inventare di tutto. Poi le bombe dalla distanza di Eriksen, l’intelligenza tattica di Epic Brozo assopita al cospetto di un Mertens stratega. La camomilla però era già sul fuoco quando in mischia in area piccola, l’Inter ha sfiorato la rete: un doppio miracolo firmato Ospina-Di Lorenzo ha limitato i danni trasformando un normale mercoledì in una notte da ricordare.

Q come Qualità

Catenaccio sì, catenaccio no. Dai, Conte, che lo conosci bene anche tu e spesso te ne sei appropriato. Nel calcio serve fare di necessità virtù, conoscendo al meglio i propri pregi ed i propri difetti ed in questo Gattuso ha tanta esperienza ed è un maestro. Belli invece i complimenti del tecnico nerazzurro al Napoli, ponendo l’attenzione sulla grande qualità della rosa all’ombra del Vesuvio, fino allo scorso anno l’anti Juve per eccellenza e con tantissimi giocatori importanti. “Il Napoli è venuto a San Siro a fare una partita molto difensiva, era con tutti gli uomini effettivi sotto la metà campo. stiamo parlando del Napoli, che ha battuto Lazio, Juventus, Liverpool. E’ una squadra dai valori importanti. Dietro la Juventus il Napoli ha la rosa più importante del campionato” (LEGGI LA CONFERENZA). Ecco, ricordiamocelo un po’ tutti, va!

R come Rimprovero

Ma sgridali più spesso Ringhio, se poi i risultati sono questi. Non è uno che le manda a dire dalla panchina eppure si fa ascoltare non solo per le sue urla ma in particolar modo per i contenuti. Tutte le preoccupazioni, ansie ed insoddisfazioni gli si leggono in volto così come in campo le percepisce bene chi le riceve. E’ questo il caso dell’ormai onnipresente Fabian Ruiz, che al 30′ si è visto recapitare dal suo allenatore un bel rimprovero, a mmò di sveglia, per un atteggiamento guardingo ma troppo timido. Detto fatto: al 57′ arriva la stoccata vincente ed i complimenti di squadra, tifosi e mister. Risolutivo. 

S come Social

E’ bello festeggiare anche sui social e godersi un momento di felicità non scontato e che non è capitato poi così spesso nell’attuale stagione azzurra. E’ bello addormentarsi con i post dei calciatori azzurri che rivivono con qualche frame e scatto le emozioni di San Siro, dei tifosi, del gol, del successo contro la squadra più in forma ed accreditata al momento per la vittoria dello scudetto. Sì, quello scudetto che fino ad ora nessuna è mai riuscito a strappare alla Juventus dei record, Napoli compreso. Una carrellata di immagini da Milik, passando per Manolas, un super Fabian, Elmas e persino Politano che da ex ha vissuto emozioni importanti ed incancellabili. Insomma, una notte magica e si spera sia l’ennesima di una lunga serie!

T come Telefonata

Non provate a farlo arrabbiare, parte II. E non provate neanche a toccargli la sua squadra, il ds Giuntoli e la lealtà sportiva, così come la competenza arbitrale. Eh sì, cari amici della Coppa Italia del Napoli dalla A alla Z, il presidente De Laurentiis in questa settimana è stato una furia silente ed ha alzato voce…e cornetta telefonica. Una bella chiacchierata per chiedere lumi dopo lo smarrimento di Giua (LEGGI I DETTAGLI) per ribadire la posizione del club partenopeo: un trattamento attento ed equo, come spetterebbe a tutti. Insomma, DeLa c’è, speriamo che risponda presente all’appello una volta e per sempre anche la classe arbitrale italiana.

U come Un po’ distratto

Potevamo mai terminare questo appuntamento della Coppa Italia del Napoli dalla A alla Z senza parlare ancora di lui? Eh sì, sempre Fabian Ruiz che nel finale si è reso protagonista di un siparietto tragicomico da oscar. Il centrocampista azzurro all’87’ era davvero stremato e si rivolge alla panchina di Gattuso, mimando il gesto del cambio. Peccato che tutte le tre sostituzioni erano già state effettuate essendo così costretto a restare in campo. Ma non si è tirato indietro, anzi: ha corso, chiamato spesso in causa in difesa proprio sulla sua corsia andando in raddoppio di marcatura e strappando gli applausi di tribuna e panchina. Un po’ distratto ma mica male!

V come Ventidue giorni

Doppia semifinale di Coppa Italia contro la big Inter, il Barcellona che arriva al San Paolo per la Champions ed un campionato da risollevare. Ventidue giorni per conoscere il futuro degli azzurri, prove d’esame per capire se ci si potrà accedere all’Università dei grandi o si resterà all’eterno liceo dei più piccini. Ventidue lunghi giorni per comprendere se in realtà Gattuso è stato solo un motivatore, un traghettatore, la miglior soluzione seppur di passaggio o il primo tassello di una grande ricostruzione e rifondazione partenopea, che parte delle fondamenta per finire lì nella mente dei protagonisti. Ventidue giorni per acciuffare ancora sogni, speranze, per rendere Fuorigrotta una bolgia, per non terminare una stagione anzitempo e regalarsi le indimenticabili notti di Coppe. Insomma, ventidue giorni per dimenticare il passato e da vivere con il fiato sospeso ed il cuore che batte all’unisono con Insigne e compagni.

Z come Zerinolflu

Nota comica come sempre nel finale della Coppa Italia del Napoli dalla A alla Z e non potrebbe essere altrimenti visto che i tifosi azzurri godono come ricci (cit. Matty il biondo, ndr). Vi prego, date uno Zerinolflu a Conte. Con la sua voce roca e spezzata dall’emozione, quasi assorta nell’incredulità di non aver segnato e di aver perso una gara a San Siro, quasi mi fa tenerezza. Afono, sconsolato e chiamato all’impresa in un San Paolo che sarà una bolgia, con al centro la gara di domenica contro la Lazio delle meraviglie. Insomma, una settimana che da indimenticabile potrebbe trasformarsi in incubo. E la voce poco presente sicuramente non aiuta.

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