CORRIERE DELLO SPORT – Diego Demme “il normalizzatore” del nuovo centrocampo azzurro

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Nel giro di 4 partite è diventato un intoccabile del centrocampo firmato Rino Gattuso: Demme e l’importanza di chiamarsi Diego.

Dal suo primo assaggio nella partita di Coppa Italia contro il Perugia, fino all’ultima contro l’Inter, Diego Demme ha dimostrato di essere il centrocampista capace di equilibrare e ritmare il gioco azzurro. “Un solo uomo non fa una squadra” ci mancherebbe. Però può darle ordine, può rinnovarla  magari rassicurane il gioco. Può fungere da parabola per diffondere il segnale o magari essere anche solo la calamita che attrae i palloni. Insomma, prende forma il Napoli che Rino Gattuso vuole plasmare a sua immagine e somiglianza e il cambiamento passa proprio attraverso un centrocampo fisico e geometrico.

Un ritorno ad un gioco metodico, altruista nelle coperture di chi invece si lancia nelle costruzioni.

Per seguire il cuore, Diego Demme ha lasciato dietro di se la fascia di capitano di un Lipsia al comando della classifica. E malvolentieri hanno lasciato che andasse via, questo ragazzone capace di lasciarsi conquistare e di conquistare in pochissimi giorni il cuore di una tifoseria delusa. E’ una presenza fisica, quattro cartellini in quattro giornate, che non ha paura di tirarsi indietro neanche di fronte all’influenza che al Marassi gli ha sottratto il ruolo di titolare ma non quello di protagonista, ventinove minuti e un gol pesante. Viene definito “il normalizzatore”: ha traghettato il Napoli di Ancelotti a quello di Gattuso. Ne ha concretizzato il cambiamento non solo tattico ma soprattutto mentale.

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