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La Curva B dice NO! Contro il Barcellona non aspettatevi tifo organizzato, 70 euro il settore popolare: uno schiaffo ai napoletani.

Non si placa la protesta del tifo organizzato della Curva B. Il prezzo della partita di Champions League è la goccia che traboccare il vaso

Dopo mesi di protesta per il Regolamento d’Uso che ha fortemente incrinato i rapporti della tifoseria con la Società, arriva l’ennesima decisione ritenuta inaccettabile dai i tifosi della Curva B. Il prezzo del settore popolare, le curve, per assistere al match Napoli-Barcellona ha reso impossibile per molti l’acquisto del tagliando. I tifosi non contestano i prezzi che si pagano negli altri stadi. Piuttosto un costo che, per chi dovrebbe accedere allo stadio di casa, è davvero troppo alto. Dopo aver urlato per mesi la loro volontà di essere Liberi di Tifare“, oggi questi tifosi si sentono vittima dell’ennesima presa di posizione della Società contro di loro.

Questo in sintesi il pensiero del leader dei Fedayn, gruppo storico di tifosi, ai microfoni di Umberto Chiariello. Durante la trasmissione Punto Nuovo Sport Show in onda su Radio Punto Nuovo, è intervenuto Alessandro Cosentino

“Sappiamo benissimo dell’importanza della partita contro il Barcellona che molti hanno sognato di vedere al San Paolo. Veniamo da mesi di protesta per il regolamento d’uso. Dopo mesi abbiamo avuto uno pseudo accordo nel massimo rispetto delle autorità e responsabili dello stadio e siamo tornati in gradinata. Ci è arrivato uno schiaffo con 70 euro di biglietto: la nostra è una protesta logica. Siamo tutti ragazzi che fanno sacrifici incredibili per seguire la propria squadra, senza mai basare a spese e costi. Abbiamo pensato che non è giusto, ci è sembrata una sfida, un dispetto da parte della società nei nostri riguardi, come per dire “L’avete avuta vinta, ma comandiamo noi“.

“Non è per i 70 euro, non mi devono rispondere che altrove pagano 80 euro per la curva, perché conosciamo bene le problematiche del ceto medio basso che abbiamo in Campania. Domenica saremo allo stadio, col Torino ci saremo. Ad oggi ho cercato in tutte le maniere di tenere calme le teste più calde, per amore di questa città, squadra e gradoni. Ho provato a sopperire a tante cose sbagliate della società, siamo stati di un buonismo unico. Volevamo vincere, che le nuove generazioni potessero rivivere delle gioie. Da quando De Laurentiis è qui, nessuno si è mai permesso di andargli a chiedere nulla, a differenza di quando, qui, nacque il tifoso a pagamento. Il signor De Laurentiis ha avuto la fortuna di avere a che fare con persone oneste, ma non c’è mai stata la volontà di porsi in una certa maniera nei nostri confronti, da parte di nessuno“.

Lo Stadio San Paolo registrerà per l’evento il tutto esaurito

I tagliandi sono stati venduti, polverizzati, in pochi giorni. Perfino i settori più cari. L’evento è di Gala: il Napoli è chiamato ad una risposta sul campo dopo una stagione a dir  poco deludente. L’avversario è degno della massima riverenza: per quante crisi possa attraversare, il Barcellona ha scritto la Storia del calcio e martedì un altro argentino degno di nota calpesterà l’erba che ha reso grande Maradona. Però in questa girandola di eventi, clamore ed entusiasmo si sta dimenticando una cosa importante: la storia. La storia di un tifo “SEMPRE” presente, anche nei momenti più bui e tristi. Tifosi che non hanno mai abbassato la testa e urlato più forte delle avversità proprio per esorcizzarle. La storia del tifo martedì non ci sarà a sostenere la squadra. Lo stadio sarà pieno ma chi il cuore lo ha buttato fin troppe volte oltre l’ostacolo, resterà fuori a soffrire e tifare lo stesso. Questa volta fisicamente vicino a chi i 70 euro davvero non li poteva spendere.

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