Io, tifosa in Curva. Tra regole disattese e prassi consolidate: la magia del San Paolo!

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Erano piene le Curve ieri sera: tra gruppi organizzati e tifosi “Occasionali” la magia del San Paolo ha avuto il suo effetto

Serata di Gala ieri al San Paolo per la Champions azzurra: c’era Leo Messi alla corte di Diego e il pubblico del San Paolo ha chiarito subito le idee al campione del Barcellona.

I giornali riportano la presenza di circa 45.000 spettatori per una partita che si prometteva come un evento. Le polemiche prima della partita non sono mancate: i gruppi organizzati della Curva B non sono entrati per protestare contro i biglietti troppo cari.

Quelli della Curva A invece erano presenti, pur condannando anch’essi la società per una politica prezzi a loro dire sbagliata.

 

Io sono tornata al San Paolo per la prima volta dopo la “lavata di faccia” post Universiadi, abitando lontano per me non esistono partite in casa ma solo trasferte.

La curiosità era tanta: soprattutto dopo la questione delle multe che tanta polvere ha alzato negli scorsi mesi. Veramente si rispetteranno i posti?

Ebbene, il San Paolo è davvero bello tutto ripulito, con quel colpo d’occhio dei sediolini colorati. Ma le novità si fermano qui.

Ero davvero piccolina quando mio padre mi ha portata allo Stadio per la prima volta: è stato amore a prima vista e sono passati quasi 40 anni. Se c’è qualcosa a cui sono abituata è avviarmi allo stadio 3 ore prima “per prendere i posti” e guardare la partita in piedi.

La curiosità di vedere applicato il Regolamento d’Uso ha prevalso magari sul buon senso e ieri sera sono salita col biglietto in mano cercando: settore, fila e posto.

 

Mi sono sentita ridicola da sola, ma se tanti tifosi hanno preso le multe… qualcosa di diverso dal solito davvero doveva esserci.

Invece no. Gli steward mi hanno indicato dove andare, massima educazione e sorriso sardonico mi hanno accompagnata nel percorso.

Uno di loro ha anche sottolineato al vicino quale fosse la mia missione e poi hanno riso di gusto. Giusto, l’avrei fatto anche io al loro posto. Ma dovevo andare avanti nella mia missione.

Arrivata al posto giusto, ho fatto alzare una persona da quello che era indicato come MIO posto sul biglietto. Scatenando il disappunto di tutti i vicini in un raggio di 10 posti ed oltre. “Non si è mai visto sulla Curva” mi hanno apostrofato “se voleva quel posto, doveva venire 2 ore fa“.

Tralasciando il fatto che ero già in anticipo di almeno 90 minuti, ho risposto “Ho fatto di meglio, ho comprato biglietto e annesso posto più di 30 giorni fa“. L’esperimento era giusto: se dobbiamo rispettare i posti, io posso arrivare anche a partita iniziata e trovarlo.  Ho avuto fortuna, magari avessi incontrato sulla mia strada la persona sbagliata adesso racconterei altro.

 

Quanta ipocrisia nelle mie parole, sappiamo bene che potrà funzionare in Inghilterra ma mai a Napoli! Ma allora com’è possibile che la rigidità dei mesi scorsi sia improvvisamente sparita?

Probabilmente al posto giusto ieri c’ero solo io in Curva, magari insieme a quelli che si sono avviati 3 ore prima. In questa storia dei posti assegnati non ci crede nessuno, per primi quelli che dovrebbero farla rispettare.

Vorrei rassicurare i tifosi, 20enni o poco più, che ieri mi hanno guardata con disapprovazione: io sono abituata a guardare la partita in piedi e ad avviarmi presto sullo stadio. Da prima che loro nascessero.

Imparino anche loro a non lasciarsi manovrare da poteri più forti alla ricerca di ben altri interessi. Perchè alla fine viene fuori che sono proprio i tifosi ad essere in mezzo ad un braccio di ferro che non tutela i loro interessi.

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