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Coronavirus: l’Italia si ferma, il calcio no

Coronavirus

Il Coronavirus mette in ginocchio tutta la penisola

I dati italiani sul Coronavirus non sono più da trascurare. La nostra penisola è al secondo posto per numero di decessi a causa del COVID-19, alle spalle solo della Cina.

 

Il Paese è in ginocchio dal punto di vista sanitario. La Regione Lombardia, da sempre uno dei fiori all’occhiello nel settore, è sul ciglio del collasso. Mancano risorse materiali e di personale per far fronte adeguatamente all’emergenza. I posti letto nelle terapie intensive rischiano infatti di non essere sufficienti per ospitare tutti i pazienti contagiati che necessitano delle migliori cure. La situazione non è tranquilla nemmeno nel resto dello Stato italiano, dove cresce giorno dopo giorno il numero di contagi.

 

Tutti gli operatori sanitari di Italia lavorano senza sosta, spesso saltando i riposi per consentire ai servizi di continuare ad essere operativi. Tutti, indistintamente, rischiano ogni giorno. Medici, Infermieri, OSS, tecnici di laboratorio e di radiologia rimangono in prima linea. E’ di ieri la notizia che a Napoli si sta sperimentando una nuova cura con un farmaco anti artrite che si chiama Tocilizumab. L’uso off-label del farmaco (termine usato in medicina quando una molecola viene utilizzata diversamente rispetto a quanto prevedono le indicazioni) pare abbia portato dei risultati positivi nelle ore seguenti alla somministrazione. Solo nel corso dei giorni si saprà realmente se efficace oppure no.

La Serie A continua ad andare avanti

In questo scenario a dir poco apocalittico la Serie A continua ad andare avanti. Al momento le restrizioni governative riguardano solo gli spettatori, esclusi dal presenziare alle partite negli stadi. Si continua a giocare e lo si fa a porte chiuse. Si continua a giocare senza pensare al rischio per gli addetti ai lavori: giocatori, staff, dirigenze, arbitri e giornalisti.

 

Al momento la decisione condivisa da Lega e FIGC è stata quella di recuperare a porte chiuse i match rinviati a causa del rischio di contagio. E’ netta la posizione dell’AIC, che tramite il Presidente Damiano Tommasi ribadisce la necessità di fermare le competizioni fino al termine dell’emergenza per garantire la sicurezza di tutti, calciatori compresi.

Coronavirus: domani il vertice federale deciderà il futuro del campionato italiano

Ci sarà domani, martedì 10 marzo, il Consiglio straordinario della FIGC. Si deciderà quale sarà il futuro della Serie A 2019-2020. Molto probabilmente si andrà verso la sospensione a tempo indeterminato della competizione. Anche a Coppa Italia rimane oggetto di discussione, con l’ipotesi torneo estivo che non è da scartare del tutto.

Fermare il calcio per ridurre ulteriormente che l’emergenza si estenda. E’ questo che chiede l’Italia adesso.