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ESCLUSIVA CasaNapoli.net- Andy Nine: “In Estonia il governo è intervenuto tempestivamente. Giusto fermare tutto. Molto difficilmente il campionato potrà riprendere tra 21 giorni”

CasaNapoli.net IN ESCLUSIVA Andy Nine

CasaNapoli.net ha intervistato IN ESCLUSIVA Andy Nine, co-conduttore di coppe pazze e opinionista a calcissimo e alta quota, trasmissioni di Top calcio 24 che ha parlato del problema Coronavirus

CasaNapoli.net ha intervistato IN ESCLUSIVA Andy Nine, co-conduttore di coppe pazze e opinionista a calcissimo e alta quota, trasmissioni di Top calcio 24 che ha parlato del problema Coronavirus.

Lei ha frequenti contatti con l’Estonia: come ha reagito il Paese di fronte all’emergenza legata al Coronavirus?

“Ero lì una settimana fa. Quando c’erano solo due casi, ma era scattato immediatamente l’allarme. Ero partito ugualmente, nonostante la prassi e la profilassi obbligatoria. Sono arrivato a Malpensa, ma di recente la situazione è degenerata anche in Estonia a causa della squadra italiana di pallavolo maschile. La squadra ha giocato in Estonia, in un palazzetto, al chiuso. Poiché è differente dall’aperto, il contagio si è rapidamente diffuso. In questa storia, chiaramente, nessuno ha colpe.

Ho abitato in Estonia per 6 anni. Ho anche giocato lì e a breve partirò con una produzione televisiva sul calcio a Tallinn. Quindi ho contatti molto frequenti e vi posso anticipare che da lunedì anche in Estonia verranno bloccate tutte le attività dove può crearsi assembramento: dai pub ai ristoranti.”

La differenza con l’Italia è che il governo Estone è intervenuto immediatamente. Il Governo ha bloccato la Federazione di calcio estone (EJL). Il governo ha bloccato immediatamente il campionato fino al primo maggio. L’intervento immediato e tempestivo a differenza da quello italiano. La FIGC non ha bloccato tempestivamente perché ci sono troppi interessi in ballo. E così facendo non si fa il bene della comunità.”

Nel pomeriggio di oggi c’è stata una nota dell’AIC che ha avuto una dura presa di posizione nei confronti della Lega e della Federazione. Lei cosa ne pensa?

Questa è una situazione allucinante che stiamo vivendo. La Sampdoria ha 7 casi di positività. Io condanno chi ha fatto queste disposizioni. Mi ha fatto sorridere, ma è un riso amaro, chi ha voluto stabilire determinate regole. Il calcio è uno sport di contatto. Specialmente il calcio moderno: si gioca in 30 metri. Nei calci piazzati si sta al massimo in pochi centimetri. Non dare la mano o non battere il cinque è l’ultima cosa. Sarebbe l’1% del problema, il restante 99% è tutto il resto. Sarebbe assurdo giocare in queste condizioni, ma è ancora più assurdo che non abbiano preso provvedimenti prima.”

Cosa pensa delle parole del primo ministro inglese Boris Johnson?

“E’ molto difficile per me, uomo di campo, parlare di argomenti politici. La mia personalissima opinione è che sono frasi davvero gravi. Non è giusto lasciare morire un numero di persone. Ma ripeto non è la mia materia. Per me è una cosa grave questo messaggio lanciato. Se le cose andassero male, lui risponderebbe delle sue decisioni. Mi ha fatto impressione seguire la Champions e l’Europa League, e vedere stadi pieni solo in Gran Bretagna. E’ assurdo vedere  che in un supermercato possano entrare massimo 10 persone, almeno in Italia, e lì, in Gran Bretagna, in 40 mila in uno stadio.”

Cosa pensa delle dichiarazioni forti di Ogbonna?

Questo è quello che Boris Johnson ha detto ieri. Ogbonna non ha sbagliato dicendo che “ci doveva scappare un morto”. Faccio fatica a mettermi nei panni di chi deve decidere in una situazione del genere. Non so che rapporti scientifici ci sono alla base di queste dichiarazioni. Io penso che più gente si ammala e più gente si ammalerà. Purtroppo è un dato di fatto. Quindi è giusto fermare tutto.”

Il campionato è sospeso e difficilmente potrà riprendere: il regolamento dice che bisogna dichiarare conclusa la stagione calcistica e fa fede la classifica dell’anno scorso. Qualcuno invoca un regolamento diverso. Come potrebbe concludersi il campionato?

“Quello che dici è vero a livello di regolamento. E’ una follia pensare che tra 21 giorni staremo a vedere il campionato: i casi aumentano. Per ogni nuovo caso la quarantena ricomincia. E’ un assurdo.

Parlando strettamente di campo, dico: se smetti di allenarti per due settimane, nella prima settimana il fisico non ne risente. Qualcuno suggerisce gli stop di una settimana per migliorare le prestazioni. Ma dalla seconda settimana il fisico crolla. Per ogni due settimane che non ti alleni, serve almeno una settimana di preparazione. Intesa come preparazione estiva: cioè lavorando molto sulla parte fisica.

Se non ti puoi allenare, come pensi di poter ricominciare? I giocatori sono fuori forma, a rischio infortunio, molte squadre non potranno riprendere. I giocatori vanno nei contrasti in ritardo, perché sono a terra. Anche lo spettacolo ne risente. Vedremo scene in stile “Partita del cuore”. La parte agonistica è quella principale perché non ci si può allenare. Da quando daranno il via libera, ci vorranno almeno due settimane per poter ricominciare a quei livelli”.

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