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ESCLUSIVA CasaNapoli.net- Emilio Di Marzio: “I Campani hanno reagito positivamente al virus. De Luca fa bene ad applicare fermezza per far rispettare le regole. Il teatro stabile è stato tra i primi a chiudere, ma mi auguro si riprenda al più presto. Per il calcio l’unica soluzione percorribile è ritenere non concluso questo campionato”

Emilio Di Marzio

Emilio Di Marzio, vice presidente del Teatro Stabile di Napoli, ha rilasciato un’intervista ESCLUSIVA a CasaNapoli.net sul momento particolare legato all’emergenza Coronavirus e alla reazione dei campani a questa emergenza. Inoltre ha spiegato come ha reagito il Teatro Stabile di fronte all’emergenza e, in ultimo, ha dato un’opinione sulle ripercussioni sul mondo del calcio

Emilio Di Marzio, vice presidente del Teatro Stabile di Napoli, ha rilasciato un’intervista ESCLUSIVA a CasaNapoli.net sul momento particolare legato all’emergenza Coronavirus e alla reazione dei campani a questa emergenza. Inoltre ha spiegato come ha reagito il Teatro Stabile di fronte all’emergenza e, in ultimo, ha dato un’opinione sulle ripercussioni sul mondo del calcio.

 

Di seguito l’intervista:

Qual’è stato secondo lei il comportamento dei campani rispetto all’emergenza legata al Coronavirus? C’è ancora qualcuno che non vuole rimanere a casa. Come vede la fermezza del Presidente De Luca che ha voluto applicare in maniera rigida il decreto? 

“Io non darei un giudizio negativo sul comportamento dei campani. Sono persuaso dal fatto che gran parte della popolazione abbia reagito con grande autodisciplina e con grande rigore alle restrizioni sia a livello locale che nazionale. Mi sento di dare un giudizio positivo: ci sono ancora singole trasgressioni che vanno stigmatizzate. Ogni violazione ed inosservanza può rappresentare un rischio per sè, per gli altri e per il servizio sanitario, sia regionale che nazionale.

Fa bene il presidente De Luca a sottolineare con particolare forza, il rispetto necessario di queste regole. Il vigore che ha applicato è giusto: De Luca come uomo e come amministratore è l’uomo più giusto in questa fase. Sia per il piglio amministrativo che per il piglio che ha messo nell’imporre con fermezza determinate regole. Giudico positiva la sua caparbietà ma è altrettanto positiva la risposta dei campani.

Ho avuto due segnali positivi. Innanzitutto mi ha fatto molto piacere la risposta all’appello per la donazione di sangue: si sono moltiplicati i donatori che con grande disciplina si sono messi in fila per donare il sangue. In una congiuntura complicata che ha portato questa situazione ho riscontrato grande partecipazione civica. I donatori, dopo una prima fase in cui potevano essere scoraggiati, sono andati nei vari centri e nei vari ospedali per donare sangue. E lo hanno fatto con grandissima disciplina, rispettando alla lettera le norme igienico-sanitarie.

Il secondo segnale positivo è la gioia e il morale che si tiene alto anche attraverso manifestazioni canore piuttosto che musicali a mò di flash mob, dai propri balconi. E’ molto bello vedere che i vari video hanno fatto il giro del mondo. In questo momento di isolamento, questi entusiasmi, fanno bene al morale e al senso di comunità. Affacciandomi al balcone ho scorto visi, e visto persone che non conoscevo o conoscevo solo di vista. Ho potuto fraternizzare anche con chi conoscevo meno. Napoli, grazie a questo, si è riunita.”

Lei è vice presidente del teatro stabile: naturalmente il decreto ha obbligato la sospensione di qualunque tipo di attività ricreativa, lo stabile come ha recepito il decreto?

“Ovviamente il teatro stabile di Napoli, di cui mi onoro di essere vice presidente, è stato tra i primi a sospendere la stagione. La chiusura non si sa se possa essere definitiva. Mi auguro di no, però era chiaro che di lì a poco si sarebbe dovuto chiudere. Noi abbiamo chiuso un attimo prima che ci fossero i vari decreti che hanno sospeso diverse attività.

Abbiamo ritenuto che era insalubre tenere in sala tante persone. Anche gli artisti hanno capito il momento particolare: sono stati i primi a comprendere la situazione che si stava creando. Chiedono, però, un sostegno economico. Ci sono tanti modi per poter sostenere una compagnia teatrale o, più in generale, una istituzione di arte. E’ duro per loro dover sospendere il lavoro, poiché quello è il loro lavoro e da lì arriva il loro sostentamento. Mi auguro che abbiano una forma di ristoro. Vale anche per altre categorie che in questo momento non possono permettersi di lavorare.” 

“C’è il rischio che non si assegni il campionato. Questa è una possibilità che deve essere esplorata. Da spettatore, nonostante il mio cognome possa essere associato al calcio (Di Marzio, ndr), la mia opinione è del tutto personale. Dico che se la situazione non si risolve in tempi troppo brevi, penso che si debba andare oltre. Si deve ritenere questo campionato non conteso. E’ praticamente l’unica soluzione percorribile. E’ dura ricominciare per i calciatori, ma bisogna proiettarsi mentalmente al prossimo campionato.” 

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