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Dalla Spagna:“Azzurri contrari alla ripresa degli allenamenti”

Alvino Napoli

Secondo quanto riferisce il Mundo Deportivo i giocatori del Napoli erano contrari alla ripresa degli allenamenti a Castel Volturno.

Il Napoli nella giornata di domani avrebbe dovuto riprendere gli allenamenti a Castel Volturno, la società azzurra ha però deciso di rinviare la seduta a data da destinarsi.

Anche De Laurentiis ha compreso che non sarebbe stato prudente riprendere le attività in questo contesto di piena emergenza per quanto riguarda l’epidemia di Coronavirus in tutta Italia.

Al momento è meglio tenere alte le misure di prevenzione e precauzione per ogni componente della squadra.
Vista la gravissima emergenza Coronavirus, i calciatori azzurri resteranno ancora a casa.

Secondo quanto riportato dal noto quotidiano spagnolo Mundo Deportivo,

la notizia della ripresa della preparazione fisica a Castel Volturno ha scosso lo spogliatoio del club partenopeo.

I calciatori azzurri hanno espresso il loro malumore a riguardo, facendo capire a Gennaro Gattuso di essere totalmente in disaccordo con il ritorno all’attività, inizialmente previsto per domani.

La ripresa a Castel Volturno era prevista per mercoledì,ma il Club sembrava in un primo momento  orientato a fare slittare gli allenamenti al 30 marzo

E’ tutto chiuso, l’Italia intera, e quella data per la ripresa degli allenamenti che compare sul sito ufficiale del Napoli, mercoledì 25 marzo, è (semplicemente) un inno all’ottimismo che sta per sparire, una finestra aperta alle speranza che andrà aggiornata, di giorno in giorno, di ora in ora, per non lasciarsi trafiggere dalla malinconia che andrebbe a sommarsi al terrore.

E’ tutto fermo, ovvio, e anche le porte di Castel Volturno per gli allenamenti resteranno sbarrate

sino al prossimo appuntamento assai virtuale – che potrà essere individuato per il 30 di questo mese.
Ed al quale viene concesso un significato semplicemente simbolico;

è un augurio che il Napoli fa a se stesso, al calcio ed alla vita stessa, affinché si possa sognare che ci sia una normalità.
Ma è lampante che non c’è la possibilità di rimettersi a corricchiare e infilare la testa nel pallone.

Arrivederci, ragazzi «e restate in casa»

LA DECISIONE.

Ed è chiaro che per ora non c’è un domani, né un dopodomani, né un 25 marzo nè forse un 30 Marzo.
Ne hanno parlato a lungo, nella bolla della call conference.
Aurelio De Laurentiis, Andrea Chiavelli, Cristiano Giuntoli, Rino Gattuso e Raffaele Canonico.
Tra presidente, amministratore delegato, direttore sportivo, allenatore capo dello staff medico ci sono riunioni quotidiane che si susseguono.
Scambi di opinioni e pareri che si stagliano nelle stanze e cercane di riempirle con idee.

Ma dopo aver ascoltato ciò che dicono le Autorità e quello che è contenuto nei decreti, ora non ci si può spostare da un Comune all’altro e a Castel Volturno, dopo che Hamsik è andato via, non abita nessun calciatore.
Ci si potrebbe arrivare solo «per comprovate esigenze lavorative di assoluta urgenza».

Ma non c’è un pallone che rotola e che ha fretta di essere afferrato.

E il Napoli che ha residenza tra Posillipo, il Vomero, Varcaturo e la Zona Flegrea se ne starà, com’è giusto che sia, tra le propria mura, sapendo ciò che dovrà fare.

STOP AGLI ALLENAMENTI

L’idea, per un po’, quando sembrava ci fosse un orizzonte, è stata quella – eventualmente – di allenarsi in piccoli gruppi rigorosamente separati, un paio di calciatori per volta, per garantirsi la parte atletica e il tono muscolare;

niente partitine e niente«torello», dunque contatti zero.

Ma è rimasta lì, come una frase che compare sul bagnasciuga e sparisce con la prima bassa marea.

Ora ognuno fa da sé, ovviamente, con Gattuso ed il suo staff che ogni due giorni inviano una serie di video con dentro i suggerimenti per assolvere al lavoro aerobico.

Ai calciatori sono state spedite le cyclette, i tapis roulant, uno a testa, e persino un pallone del campionato per palleggiare chi nel soggiorni, chi in terrazza, chi nel proprio giardino e restare in confidenza con la propria vocazione.

LA SPERANZA.

E quindi, alle 19 di questo lunedì angosciante come tutti gli altri giorni, e con un occhio alla tv per restare informati, nella Castel Volturno deserta, e con il Golden Tulip – l’albergo che ha la funzione del buen retiro – ovviamente vietato a chiunque ma già da un po’, pure casa-Napoli rimarrà senza ospiti, né vita.

Si potrebbe scrivere, sul comunicato che verrà poi redatto, «fino a data da destinarsi»

ma è probabile che la scelta sia quella di costruirsi un apparente orizzonte, come per voler respirare, «sino al 30 marzo».
E poi, avanti così, di rinvio in rinvio, lasciando che l’ultimo allenamento resti quello di giovedì 12 marzo
quando ancora nell’aria s’avvertiva il profumo del Barcellona, del Camp Nou.
d’una esistenza che ora è soffocata ed è racchiusa in una nuvola di paura collettiva.

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