Coronavirus, a Casoria “cori razzisti”. Ecco chi si accusa

sintomi diversi

Il Coronavirus a Casoria sta dando vita a cori razzisti. Ma perchè?

Il Coronavirus, a Casoria e non solo, si sa, ha cambiato le nostre vite e costretto tutti a una quarantena forzata.

Dopo diverse settimane di “quasi clausura” per i casoriani e non solo c’è qualcuno che, per così dire, proprio come avveniva ai tempi della peste per “gli untori”, ha deciso di puntare il dito contro qualcuno.

E contro chi? Ovviamente contro le fasce più deboli. Dai gruppi Facebook casoriani  dedicati  qualche cittadino ha deciso di accusare un “popolo” come untore del coronavirus. Si è pensato alla comunità Rom presente sul territorio. Un casoriano infatti, ha supposto che tra i membri della comunità Rom, ci sia qualcuno o un qualche focolaio di Coronavirus. Lo stesso che al momento si sta diffondendo “goccia a goccia” in città.

Il post incriminato comunque, ha fatto il suo seguito. Qualcuno ha smentito la supposizione, qualche altro invece ha dato credito a questa frase. Altri ancora hanno chiesto, sempre sotto al post, che vengano effettuati controlli per verificare la cosa.

Potrebbe mai essere possibile? In un clima di terrore e spavento come quello che stiamo vivendo dove ogni notizia quotidianamente si accavalla sull’altra e in maniera sempre più negativa, i cori razzisti si sa non sarebbero mancati. Inizialmente, anche in altre parti d’Italia, si sono accusati i cinesi residenti nel nostro paese di essere portatori del virus.

Oggi si accusano i Rom e forse domani anche i senzatetto? La malattia e il terrore purtroppo ci sono. Il nostro appello invece è di evitare una maggiore espansione di razzismo e ignoranza.

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