La Gazzetta dello Sport – Blocco stipendi dei calciatori se saltano i campionati. Ecco la situazione in Europa

La Gazzetta dello Sport - Blocco stipendi

La Gazzetta dello Sport – blocco stipendi se saltano i campionati

Il problema pandemia da Coronavirus resta drammaticamente attuale e si aspetta con ottimismo che la linea dei contagi scenda per poter guardare all’immediato futuro con un pizzico di maggiore serenità.

Situazione ancora lontana dalla soluzione

La situazione è però ancora lontana da soluzioni che possano determinare un ritorno alla piena normalità.

Il calcio è ancora fermo ai nastri di partenza, ma entro queste ore qualcosa dovrebbe muoversi per conoscere gli esiti degli incontri al vertice e capire in quale direzione andare.

Ci sembra opportuno sottolineare che se la quarantena è stata e sarà ancora rispettata con estrema rigorosità, non dovrebbe essere impossibile pensare ad un ritorno in campo delle squadre con il riavvio dei campionati.

In Italia si discute in FIGC

Le discussioni, che in questo momento tengono banco, sono riferite agli stipendi dei calciatori: in Italia si sta trovando soluzioni ai vertici della Lega, quindi con decisioni assunte collegialmente, mentre in tutta Europa sono le singole società che decidono il da farsi, tranne che in Francia dove esiste un provvedimento d’emergenza del Governo per far fronte alla crisi in atto.

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In Germania stipendi -20%

In Germania i giocatori del Borussia Mönchengladbach , dopo un confronto tra la società ed i leaders della squadra, hanno deciso autonomamente di tagliare i loro stipendi del 20%, seguiti poi da altre squadre come lo Shalke, il Mainz e il Werder Brema e non soltanto i calciatori, ma anche i dipendenti delle società di calcio.

Al Borussia Dortmund stanno invece negoziando il 10% se il campionato dovesse ripartire ed il 20% se la stagione agonistica dovesse essere  dichiarata conclusa.

Quest’ultima ipotesi è da considerarsi remota per i tedeschi che già si sono dati appuntamento per ricominciare il 30 aprile.

Ottimista sulla ripresa a breve del campionato è Tebas il presidente della Liga spagnola, nonostante

al Barcellona si sia creata un po’ di maretta tra il presidente Bartomeu ed il resto della squadra.

Il Barcellona taglierà tanto stipendio ai calciatori

Il Barcellona ha un fatturato da più di un miliardo di euro e, pertanto, i tagli stipendiali dovrebbero essere più consistenti di altre squadre.

Intanto sono proprio i grandi club che stanno avendo maggiori difficoltà visto che gli introiti milionari, attualmente, sono praticamente azzerati.

I club spagnoli, ad eccezione del Valencia, stanno pensando all’ERTE, una sorta di licenziamento temporaneo del personale, e quindi dei calciatori, per ridurre drasticamente la voce in bilancio

legata al pagamento degli stipendi, ma l’associazione dei calciatori iberica ha già fatto sapere che non è d’accordo a tale soluzione.

In Francia interviene il Governo

In Francia il Governo è intervenuto per decreto per cui lo Stato assicura 4,5 volte lo stipendio minimo legale con 1210 euro netti mensili, il resto è dovuto dal datore di lavoro, ma solo fino al 70% lordo.

In disoccupazione parziale ci sono i calciatori del Lione, del Montpelliers, del Nimes, dell’Amiens.

In Inghilterra si riduce lo stipendio a partire dalla Championship

In Inghilterra il taglio degli stipendi è una misura applicata dalla Championship a scendere di categoria, assicurando un tetto di 6 mila sterline settimanali. In Premier non se ne parla e si è concentrati al ritorno in campo il 1° di giugno.

In Scozia il Governo paga l’80 % dello stipendio, ma fino a 2500 sterline al mese.

Insomma anche i calciatori stanno subendo perdite per questo maledetto Coronavirus.

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