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CdS: Uefa irritata – Italiane rischiano esclusione Coppe

Corriere dello Sport - Euro 2020

Uefa irritata, le squadre italiane rischiano di non poter partecipare alle coppe europee l’anno prossimo.

Uefa irritata,le squadre italiane rischiano esclusione dalle coppe europee l’anno prossimo.
L’interpretazione della quarantena è una minaccia per la Champions. Le rigide condizioni poste dai consulenti del governo mettono in dubbio anche la partecipazione delle nostre squadre alle coppe. E attenzione alla Nazionale.

La Figc aspetta ancora una convocazione da parte del governo per il vertice tra il presidente Gravina e il premier Conte l’Uefa guarda con preoccupazione a quello che sta accadendo in Italia.

Anche perché le norme stringenti richieste dal comitato tecnico-scientifico per il protocollo degli allenamenti mettono a rischio la ripresa del campionato. E probabilmente anche la partecipazione alle coppe europee di Juventus, Atalanta, Napoli, Inter e Roma. E, chissà, pure il cammino dell’Italia nella Nations League a settembre. Discorso prematuro quello legato agli azzurri? Forse.

Non è un mistero che Ceferin stia tifando perché la Serie A, la Bundesliga, la Liga e la Premier League ripartano e assegnino tutte i rispettivi titoli sul campo.
Sarebbe un grande segnale in vista delle coppe europee ad agosto.
Il numero uno di Nyon sta considerando una riduzione del format di Champions ed Europa League. L’obiettivo è dare alle Leghe qualche “finestra” in più dove mettere le proprie gare di campionato.
Dalla Germania, dall’Inghilterra e dalla Spagna i segnali sono stati finora incoraggianti. Ci sono date già fissate per il via dei tornei, la stessa cosa non sta succedendo in Italia.

La Uefa a riguardo non ha ancora preso posizione.
Niente dichiarazioni ufficiali, nessun comunicato. Anche perché a Nyon si attengono alle decisioni dei governi e non intendono interferire nelle questioni politiche. Specie adesso che in ballo c’è un tema delicato come quello della salute.
Detto questo, in riva al lago Lemano hanno rilevato che i criteri scelti dalla nostra classe politica per la ripartenza del pallone sono i più rigidi di tutta Europa. A cinque giorni dalla data teoricamente fissata per vedere i giocatori allenarsi di nuovo in gruppo ovvero non ci sono certezze, neppure quella della ripresa degli allenamenti

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