fbpx

CasaNapoli.net intervista IN ESCLUSIVA Mauro Coruzzi: “Vi racconto la mia battaglia per perdere peso”

Mauro coruzzi

CasaNapoli.net intervista IN ESCLUSIVA, Mauro Coruzzi, da tutti conosciuto per “Platinette”. In questa intervista Coruzzi si racconta e ci svela un lato poco conosciuto di sè: dalle origini come speaker radiofonico alla battaglia per perdere peso

CasaNapoli.net intervista IN ESCLUSIVA, Mauro Coruzzi, da tutti conosciuto per “Platinette”, intervenuto nel nuovo format di CasaNapoli.Net “Tutti da Max”, condotto da Max Viggiani. In questa intervista Coruzzi si racconta e ci svela un lato poco conosciuto di sè: dalle origini come speaker radiofonico alla battaglia per perdere peso

“Grazie per la doppia presentazione.”

Lasciamo da parte Platinette che ormai conoscono tutti e parliamo di e con Mauro Coruzzi, speaker a RTL e opinionista

Un consiglio arrivato tra capo e collo. E’ stato un suggerimento di Maurizio Costanzo: quando è arrivato lo sdoppiamento, che è diventata una pratica quotidiana o quasi. Maurizio supponeva che io soffrissi nei panni dell’allegra baraccona. Ma non perché mi dava fastidio: sarebbe stato insensato. Aveva visto, dopo che con Maurizio avevo lavorato diversi anni, che il passaggio alla stagione successiva, prendeva più piede la persona polemica, con la battuta al vetriolo sempre pronta. Mi ha chiesto di provare a convivere con me stesso e a vedere di apparire nelle mie vesti per soffrire un pò di meno.

Ci pensai un pò, perché aveva risvolti nella mia vita privata: veniva a cadere la barriera di privacy che il travestimento ti permette. Chiesi consiglio a Maria De Filippi, visto che lavoravo anche con lei. Lei è una che ha imparato a lavorare guardando suo marito, è un’attenta osservatrice, mi disse: “Cosa te ne frega? Sperimenta! Capisci! Se è una cosa che ti da piacere continui, se non ti dovesse piacere molla il colpo: la gente dopo una settimana avrà dimenticato anche la faccia che hai, perché nel frattempo ce ne saranno almeno 10 altre che ti avranno sostituito”.

Andai da Maria in studio a “Buona Domenica” e lei mi disse che voleva vedere come me la cavavo. Io mi ero messo un doppio petto grigio, una cravatta, una parrucca da una parte e Maurizio dall’altra, così è cominciata la mia avventura. Devo tanto a Maurizio è stato lui a scoprirmi. Tra l’altro le prime segnalazioni che sono arrivate a Maurizio riguardo la mia esistenza, sono state per dei programmi della radio. Una radio che si chiama “Station One”: c’era una Drag Queen che però non si vedeva, visto che era alla radio e quindi nessuno poteva sapere che faccia avesse. Già c’era un doppio: mi aiutavo anche con una voce un pò artefatta. Da adesso sono libero, ho una marcia in più.”

Un passaggio fondamentale nella tua vita, nell’ultimo anno, è stato quello di scegliere di dimagrire. Tu hai detto che nei prossimi 5 anni avresti voluto far nascere un altro Mauro. Cosa ti senti di dire, anche per essere da esempio, ad altre persone che vogliono fare il tuo stesso percorso. Com’è scattato in te la molla per decidere di farlo?

Il mio prendere peso risale a oltre 40 anni fa: erano i tempi della maturità. Ingrassai nell’anno della maturità per dei problemi personali sul fronte relazioni private e ingrassai 50 KG. L’anno scorso, di questi tempi, ho deciso di fare un passo verso un tentativo di, uso una parola molto in voga, “Sanificazione”. Ed è successo perché stavo finendo una stagione di lavoro a Roma con Marco Liorni.

Io arrivo a Roma, con un caldo molto pesante quasi imbarazzante, scendo dal treno. Dalla prima carrozza che era l’ultima, avevo 11 vagoni da attraversare sul marciapiede. Mi fermo ogni passo: capisco che non ce la faccio. Non comprendo come possa essere il mio domani se dovessi continuare così, visto che camminavo male e zoppicavo. Avevo sentore che qualcosa non funzionasse nel modo corretto e ne avevo avuto sentore anche nelle settimane precedenti perché per arrivare in studio affrontavo una piccola discesa e una piccola salita attaccato ai passamani.

Per questo: non volevo farmi vedere ridotto in quel modo, e tra l’altro solo per colpa mia. Mi sono detto di organizzare il mio tempo da quel momento a fino a quando sarà il caso di mollare il colpo. Perché il futuro ad una certa età va organizzato. Cercando di migliorare la quantità e la qualità delle cose che avrei potuto e dovuto fare”.

“Io ho ricevuto molte richieste di aiuto. Voglio far capire che il bulimico non è un delinquente: è una persona che mangia compulsivamente perché ha un problema. Confidavo molto nelle istituzioni, per rivolgermi all’assistenza pubblica, non privata. Sono andato da un’eccellenza, all’Ospedale di Parma, dove ho trovato un team fantastico e lì ho capito che dovevo affrontare me stesso. Il mio nemico ero io. Il peggior nemico di me stesso ero proprio io. Il cibo mi gratifica per un quarto d’ora e al minuto dopo mi sparo, visto che ho ingurgitato 2000 calorie per nulla. Se penso a qualcosa che mi fa bene: penso a comprare, tra i cibi, quelli che mi fanno meno male. Penso a mangiare una quantità ridotta di quelli che mi piacciono tantissimo.

Non ho mai rinunciato al “salame di felino”: non lo mangio interamente, ma ne mangio tre fette, gustandole. La giustificazione, che però funziona e l’importante è il risultato, è che se compro come se avessi un’intera squadra di calcio a cena, la butto via. Appago il mio desiderio compulsivo. So che non è giusto, che non dovrei farlo e che sarebbe meglio non spendere quei soldi. Io ho trovato la mia strada: non pratico la virtù come prima praticavo i vizi. Sono nel mezzo: ho imparato a conviverci.”

La scelta di dimagrire tanti Kili è un regalo che tu ti sei fatto, un dovere nei confronti di te stesso, o una sfida che hai lanciato a Mauro?

Un azzardo. Prima avevo provato qualunque cosa, anche se senza impegno. Non devi cambiare la testa, ma la predisposizione di quello che vuoi cambiare per quello che vuoi ottenere dalla vita. Mi rendo conto che chi ha questo problema, dopo non ha la testa per reggere: non hai la testa più magra, ma la faccia. La zucca, o meglio i neuroni, lavorano esattamente alla stessa maniera, e devi a quel punto lì, cedere su un fronte. Non l’aspetto piacevole, visto che non è quello l’importante, ma la tua resa dal punto di vista fisico, dei processi mentali. Io ho una pigrizia che rimane fisica, ma di testa non faccio più fatica ad affrontare nulla. Quando il dimagrimento è piacevole anche all’aspetto, bisogna usare la vanità che ci siamo taciuti per molto tempo.

Quando gli altri dicono cose carine, fanno piacere. Ho imparato da autore, quello che mi sarebbe servito dopo, senza fare esposizione di me. Se si può insegnare qualcosa senza dirlo, bisogna farlo, perché poi risulta noioso: non sono qui a fare didattica. Io dico di andare da un nutrizionista, da un analista. La struttura pubblica è piena e permette. Con i famosi ticket che permettono di affrontare queste situazioni. Il mio unico successo è la mia testa.”

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

20 − 2 =