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A Paestum con Casanapoli

Tempio di Nettuno

A Paestum con Casanapoli

Situata in provincia di Salerno, all’interno della Piana del Sele, Paestum vanta una storia millenaria.

Battezzata Poseidonia in onore del Dio del mare, fu fondata nel VI secolo dai Greci come centro commerciale marittimo. Alla fine del V secolo passò ai Lucani che le diedero il suo attuale nome, e poi ai Romani nel 273 avanti Cristo.

Tempio di Nettuno

Gli scavi archeologici del XX secolo, durati fino agli anni ’70, hanno permesso il recupero di opere uniche, ridonando Paestum all’antico splendore e trasformandola in una località turistica di grandissimo interesse.
A soli 40 km da Salerno, 80 da Pompei e 102 da Napoli, si trova Paestum. Dopo aver visitato le sue bellezze, non ci si pente di aver passato nei mezzi di trasporto un po’ di tempo in più. Ecco le indicazioni su come raggiungere il sito archeologico facilmente.

In Auto
Partendo da Napoli: imboccare l’autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria, uscire a Battipaglia e prendere la Statale 18. Da qui uscire a Capaccio Scalo e raggiungere la via Laura di Paestum.

In Treno
Da Napoli, Pompei o Salerno la linea ferroviaria è la stessa, quella che arriva fino a Reggio Calabria. Sono numerosi i treni regionali che fanno scalo a Paestum e Capaccio, quindi sbagliare sarà impossibile!

Paestum è patrimonio mondiale UNESCO

Riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità dal 1988, attira da sempre migliaia di Turisti. Visitarla è come fare un tuffo nella storia e un indimenticabile viaggio in epoche diverse. Il sito, oltre a comprendere il Museo Nazionale e i resti dell’antica agorà greca, contiene 3 templi dedicati ad Hera, Atena e Nettuno, edificati attorno al 500 avanti Cristo. L’antica città è contenuta da monumentali mura in pietra a perimetro pentagonale inframezzate da 24 torri d’avvistamento: un tesoro archeologico unico e raro!

La conservazione dei templi è perfetta

Agorá

Dedicato alla moglie di Zeus, lo splendido Tempio di Hera risale al 510 a.C ed è di ordine dorico, con 18 colonne sui lati lunghi e 9 su quelli corti. La loro caratteristica è che, benché in stile dorico, risultano avere il collarino del capitello decorato di motivi floreali.

Il bellissimo Tempio di Cerere, in origine consacrato ad Atena, fu costruito verso la fine del VI secolo avanti Cristo. È dotato di 6 colonne anteriori e di 13 laterali. Possiede il frontone particolarmente alto, unico in un tempio greco, e unisce in sé 2 stili differenti: il dorico arcaico e lo ionico. Il magnifico Tempio di Nettuno o Poseidone risale al 450 a.C. è quello meglio conservato. È uno dei più splendidi esempi di architettura dorica templare, la stessa del Partenone di Atene. Presenta 16 colonne sui lati lunghi e 6 su quelli corti, con una cella racchiusa tra 2 portici e divisa in 3 navate da altre due file di colonne.

Un altro punto d’interesse è il Tempio Italico, dedicato a Giove, Giunone e Minerva.

È un viaggio nel tempo alla scoperta degli antichi greci e romani

Lo splendido Foro è stato edificato dai romani sul modello dell’antica Agorà ateniese e anche il Teatro Greco, a forma circolare, che però fu costruito per ospitare le riunioni del massimo Consiglio della città.

L’anfiteatro risalente al I secolo d.C., era destinato agli spettacoli dei gladiatori, il Ginnasio invece era dedicato allo sport, essendo dotato di piscina per gare di nuoto. Il Sacello Ipogeico, costruzione sotterranea rinvenuta nel 1954 di cui è ignota la finalità, era forse un tempio sotterraneo dedicato alla dea della fecondità e fertilità, oppure un cenotafio, tomba simbolica, realizzata per onorare il fondatore della città.

Il museo racchiude reperti dal valore inestimabile.
Sono tantissimi i reperti, prevalentemente oggetti di manifattura greca e lucana, conservati nel Museo Archeologico Nazionale di Paestum. Il più popolare è la Tomba del Tuffatore le cui lastre dipinte sono l’unico esempio al mondo di pittura greca. Ritrovata nel 1968, si presume risalga al 480 avanti Cristo.

Gli affreschi sulle pareti interne rappresentano un uomo, colto in pieno volo, in un movimento di grande eleganza, che si tuffa verso il mare in un simbolico trapasso tra la terra che lo ha accolto in vita e l’ignoto della morte celato sotto la superficie dell’acqua.

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