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Ministro Speranza: “Non si gioca. Si parla troppo di calcio e poco di scuola”

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Ministro Speranza: “Non si gioca. Si parla troppo di calcio e poco di scuola”

Il ministro della Salute: “Lo dico da tifoso. Il Cts ha disposto norme che permettono di andare avanti in sicurezza”

Secondo il Ministro della Salute, Roberto Speranza, riportato da Gazzetta.it, in Italia si parla troppo di calcio e poco di scuola: “Penso che stiamo parlando troppo di calcio e troppo poco di scuola. La priorità dovrebbe essere altro e lo dico da tifoso”.

L’avvertimento arriva dal ministro della Salute, Roberto Speranza: “La priorità non possono essere gli stadi, deve essere la salute delle persone”.

 “Il Cts ha disposto delle norme che permettono di andare avanti in sicurezza. Altra cosa è la partecipazione del pubblico. Io sono contrario alle proposte di riaprire gli stadi a migliaia di persone”.

Sul fronte Juventus-Napoli, Speranza ha aggiunto: “É già deciso, mi pare, che non si giocherà. So che intorno al calcio ci sono interessi e tante persone che vanno rispettate. Le cose importanti in questo momento però sono altre: il lavoro degli ospedali e dei sanitari e l’attenzione alle nostre scuole”.

Le parole di Speranza lasciano il segno per quanto avviene oggi in Italia alle prese con la pandemia da Coronavirus.

Evidentemente il Ministro ritiene che le soluzioni per il calcio siano idonee per poter permettere lo svolgimento in sicurezza dei campionati ed offrire lo spettacolo a cui gli italiani stessi ambiscono.

Sarà anche che le preoccupazioni del Ministro siano minimali in un ambiente, come quello del calcio, dove girano tanti soldi e laddove le soluzioni per poter continuare a giocare, siano state prese dal CTS anche guardando verso l’Europa.

Il Ministro Speranza rivolge le sua attenzioni e le sue maggiori preoccupazioni verso la scuola, della quale, dichiara, si parla poco.

Secondo chi scrive, per la scuola soluzioni chiare, univoche e condivise con la comunità scolastica nazionale, ad oggi, pare non ve ne siano per come vengono gestite diversamente le problematiche da istituto ad istituto, da comunità a comunità.

Ogni scuola si muove secondo il protocollo nazionale, ma con varianti tali da inculcare, nella convinzione di tanti che probabilmente, il protocollo sia costantemente disatteso.

Dalle parole del Ministro Speranza si denotano perplessità che vogliamo analizzare sotto due aspetti importanti:

alla scuola mancano le risorse per poter gestire l’emergenza Coronavirus? Il Ministro Azzolina sta facendo poco o nulla per la salvaguardia della scuola italiana?

Sarebbe quindi una questione politica di assoluta delicatezza se per la scuola non si pensasse di investire

quanto è necessario per superare questo momento e se il Ministro dell’Istruzione fosse, in qualche modo,

impossibilitata a gestire al meglio la prima agenzia formativa italiana, allora sarebbe il caso che il Governo tragga

le conclusioni e si muova di conseguenza per il bene di tutti e, in particolare delle future generazioni italiche.

In questo il Ministro Speranza può e deve contribuire con il suo ruolo e la sua autorevolezza a che la salute pubblica

sia sempre e comunque salvaguardata, ma anche a sensibilizzare i suoi alleati politici a definire le priorità su cui

porre la massima attenzione e dedicarsi esclusivamente ad esse con sacrificio ed abnegazione.

Un futuro migliore per noi tutti è possibile al di là del Coronavirus.

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