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ESCLUSIVA – Schiavo, presidente Confesercenti Campania Molise: “Si rischia di morire di fame oltre che di Covid. Lo Stato non può voltare le spalle agli imprenditori”

Esclusiva CasaNapoli Vincenzo Schiavo

ESCLUSIVA – Schiavo, presidente Confesercenti Campania Molise: “Si rischia di morire di fame oltre che di Covid. Lo Stato non può voltare le spalle agli imprenditori”

ESCLUSIVA – Schiavo, presidente Confesercenti Campania Molise: “Si rischia di morire di fame oltre che di Covid. Lo Stato non può voltare le spalle agli imprenditori”

Casanapoli intervista in esclusiva Vincenzo Schiavo, presidente Confesercenti Campania – Molise, nonché presidente nazionale Commerfin.

Le attività commerciali sono chiamate ad affrontare quella che può essere definita una delle crisi economiche più ostiche degli ultimi decenni.

Crede che le misure adottate per fronteggiare il Covid da marzo ad oggi, sia a livello nazionale che locale, siano state oltremodo penalizzanti per il settore? Quali sono le diverse soluzioni che avrebbero consentito secondo lei di bilanciare in modo più adeguato le esigenze di tutela della salute e quelle economiche degli esercenti commerciali?

“Le misure adottate sono state dei palliativi, contentini che non hanno risolto il problema. Il Governo nazionale non ha affrontato il problema alla base, ad esempio fermando ogni tipo di tassa o di accisa e rendendo il paese accessibile a chiunque. Il Covid ha impoverito il nostro paese di miliardi e miliardi di euro.

Solo nella regione Campania mancano 240 miliardi di fatturato da gennaio ad oggi. Vuol dire che ci sono centinaia di migliaia di imprese che non hanno ricevuto quel fatturato e dunque, non avendo liquidi, sono diventati più poveri.

Ovviamente c’è un indotto diretto, le imprese e la produzione, e un indotto indiretto, ossia i lavoratori. Il lavoratore che guadagnava 1.500 €, in Cassa Integrazione ne ha ricevuti 1.000. Il tenore di vita si abbassa notevolmente”.

La riduzione del potere di spesa va ad aggiungersi dunque alla tendenza al risparmio dovuta all’incertezza che attanaglia le famiglie, ponendo un ulteriore freno all’economia.

“Esattamente. La verità è che il lavoratore o l’imprenditore, i quali diventano poi consumatori, non hanno soldi in tasca. Il negozio di abbigliamento, il negozio di arredamento, il bar, il ristorante, stanno incassando il 30% di quanto ricavavano ad ottobre dello scorso anno.

E’ un’economia che sta saltando e nel frattempo il governo sta galleggiando. Chi paga i fitti? Chi paga le tasse? E le cartelle esattoriali?

Il Governo si volta dall’altra parte, non risponde in merito alle domande sull’adempimento di quegli obblighi che esso stesso non mette nelle condizioni di rispettare.

E’ stato il Governo che ci ha chiusi dentro. E’ stato il Governo a prevedere la Cassa Integrazione. Per carità, un’opportunità nobile, altrimenti i lavoratori sarebbero stati licenziati. Ma continuano a chiudere le attività.

Ci impongono il coprifuoco alle 23:00. I ristoranti dovranno chiudere al pubblico alle 22:00 e gli ultimi clienti saranno accettati alle 21:30, non essendo sufficiente un’ora per permettere di consumare e successivamente espletare tutte le attività ‘pre-chiusura’. La conseguenza sarà che molti ristoranti non apriranno di pomeriggio. E di conseguenza non sarà neppure necessario il personale nella fascia pomeridiana. Quindi altre persone povere in giro.

L’imprenditore andrà sempre più in difficoltà e il Governo non ha ancora deciso chi paga i fitti, le tasse, le accise. Bisognerebbe bloccare o comunque alleggerire il carico fiscale, nell’attesa del vaccino o comunque che la situazione si stabilizzi e torni ad essere quella del 2019. Ossia che tutto ritorni alla normalità.

Nel frattempo, ciò non è successo. Ci sono centinaia, migliaia di contenziosi tra i commercianti e i proprietari dei locali, migliaia di contenziosi tra i fornitori e i commercianti. I Tribunali sono colmi di richieste di fallimento per il mancato assolvimento degli obblighi.

Ci saranno migliaia di imprese che falliranno a causa del mancato intervento dello Stato. Lo Stato dovrebbe assistere. Come sta facendo, giustamente, con gli Ospedali.

Così si rischia di morire di fame oltre che di Coronavirus”.

Alla luce dell’ultima ordinanza regionale (il coprifuoco imposto ai ristoratori a partire dalle ore 23:00) ha dichiarato: “La situazione è tragica: se il Governo e le Istituzioni non aiutano le aziende campane, a breve cammineremo sui cadaveri delle imprese”.

I dati a quanto pare sono preoccupanti. Crede più nel ‘dietrofront’ da parte della Regione Campania in merito alla predetta misura o nella previsione di sussidi o agevolazioni a livello nazionale?

“Nei sussidi. Senza dubbio, nei sussidi. Il Governo nazionale prende circa 40 miliardi di euro che non deve rimborsare. E altrettanti sono a disposizione che dovranno essere poi restituiti.

Un buon padre di famiglia fa questo: prima salva i figli e poi verifica quali sono stati i danni alla casa. Quando c’è un terremoto dobbiamo consentire alle persone di ripararsi sotto al tavolo per non farle morire. Il Governo deve aprire il tavolo e dare riparo agli imprenditori. Non possiamo continuare a parlare, perché nel frattempo ci troveremo, come abbiamo detto, a camminare sui cadaveri degli imprenditori.

Perché l’imprenditore, tra uno o due mesi, sarà morto”.

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