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Guerriglia a Napoli: due arresti per gli scontri

Lockdown, guerriglia a Napoli: due arresti per gli scontri

Due manifestanti fermati durante la guerriglia a Napoli avvenuta ieri sera, a seguito della decisione del lockdown annunciato da De Luca.
Entrambi gli arrestati per gli scontri hanno precedenti penali. Almeno sei tra poliziotti e carabinieri contusi.

E l’inchiesta che si apre ora in Procura per varie ipotesi di reato, dai danneggiamenti alle violenze.
È in corso una serie di accertamenti sui manifestanti scesi la notte scorsa in varie piazze e sul lungomare di Napoli.

È stata una notte lunga e dura per le forze dell’ordine del capoluogo Campano. Ma come la Campania dovrà affrontare questa crisi pandemica?

Centinaia i manifestanti in strada, e tra loro anche commercianti esasperati spesso costretti a chiudere bottega.

Al lavoro anche gli esperti della scientifico della polizia di Stato che hanno girato molti filmati della guerriglia urbana.

Intanto la polizia ha fermato in flagranza due uomini con precedenti penali, bloccati in flagranza di reato in via Santa Lucia.
La fase più acuta della protesta nei pressi della Regione Campania, alla presenza della polizia, con lanci di bottiglie e oggetti contundenti.

La guerriglia scattata a ridosso di Palazzo Santa Lucia, è stata la fase più calda e violenta della notte.

De Luca, che durante la guerriglia a Napoli non era in sede.

Ieri pomeriggio aveva annunciato un lockdown che è diventata la miccia fatale sulla esplosiva miscela napoletana.

Oggi alle 18 si riunirà il Comitato provinciale Ordine e sicurezza pubblica in prefettura in relazione ai gravi fatti accaduti nella serata e nella notte scorsa in città.

“Sono state scene di una violenza inaudita, da condannare con fermezza.
Non sono state l’espressione di un dissenso o dei comprensibili timori di imprenditori e lavoratori che stanno a attraversando momenti di difficoltà, ma una guerriglia criminale”.

Lo dice il presidente della Camera Roberto Fico, che aggiunge: “La mia solidarietà massima e il mio ringraziamento vanno alle forze dell’ordine impegnate a fronteggiare gruppi organizzati che aspettavano il momento giusto per scendere in piazza con bastoni e bombe carta, e ai giornalisti aggrediti mentre svolgevano il loro lavoro’.

“Un Paese civile non può accettare episodi come quelli visti ieri – scrive su Facebook Luigi Di Maio, ministro degli esteri – Nessuno può permettersi di aggredire donne e uomini delle nostre forze dell’ordine. Davanti alla violenza non ci sono scuse, nulla di tutto ciò è accettabile” . Poi si rivolge ai partiti: “A chi, tra i partiti, continua ad alimentare polemiche soffiando sul fuoco del disagio chiedo di smetterla. La sofferenza degli italiani non è merce elettorale. È la realtà e il dovere di chi rappresenta il Paese non è alimentare questa sofferenza, ma affrontarla offrendo soluzioni concrete ai suoi concittadini”. Solidarietà sui social agli agenti anche da Matteo Renzi.

“Niente può giustificare quello che sta avvenendo a Napoli” dichiara il ministro per il Sud e la Coesione territoriale Giuseppe Provenzano, “e se è mancata la coesione fin qui va ritrovata nell’immediato per fermare quello che è un pericolo per le persone che stanno manifestando e soprattutto per gli altri”.

“Massima condanna e solidarietà alle forze dell’ordine e ai cronisti aggrediti” ha aggiunto il ministro”.

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