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ESCLUSIVA – Giornata dei caduti, Vincenzo Petrucci a CasaNapoli: “Vi racconto mio fratello Pietro”

Pietro Petrucci Nassiriya

ESCLUSIVA – Giornata dei caduti, Vincenzo Petrucci a CasaNapoli: “Vi racconto mio fratello Pietro”

17 anni fa l’Italia piangeva le 19 vittime di Nassiriya, scomparse in Iraq in un vile attentato terroristico che è ancora scolpito nel nostro immaginario e delle nostre coscienze. Oggi, 12 novembre, si celebra la giornata del ricordo dei caduti nelle missioni di pace internazionali. Fra coloro che quel giorno persero la vita in missione per il nostro Paese, vi era il Caporal Maggiore Pietro Petrucci, 22 anni, originario di Casavatore (NA). La nostra redazione ha voluto rendergli omaggio contattando il fratello Vincenzo.

 

Sig. Petrucci, inizierei chiedendole di condividere con noi un pensiero sulla ricorrenza di oggi, 12 novembre, che dal 2009 è giornata del ricordo dei caduti militari e civili nelle missioni di pace internazionali.
“Purtroppo questa giornata è molto particolare. Racchiude in sè la fine della vita di mio fratello, scomparso a 22 anni nel fiore della gioventù. Lui partì per quella missione con tutta la sua dedizione e convinzione. Purtroppo nella fatalità è successo quello che non doveva succedere, a lui e al resto dei suoi colleghi che hanno sfortunatamente perso la vita.”

 

A Casavatore è stato inaugurato qualche anno fa un busto in bronzo in memoria di vostro fratello. Vuole parlarci di come tutta la comunità è stata partecipe del dolore della vostra famiglia?
“Quando avvenne l’attentato che costò la vita a mio fratello, a Casavatore c’era il sindaco Pasquale Sollo. E’ stato sindaco per due legislature e ha preso particolarmente a cuore la nostra situazione. Ricordo che a Catania vi fu una cerimonia per un collega di Pietro alla quale presenziammo, quando riferimmo la cosa al sindaco, lui volle fortemente organizzare un’iniziativa per rendere omaggio a mio fratello e al lustro che aveva dato alla cittadinanza di Casavatore.

Lo stesso sindaco deliberò l’istituzione di una borsa di studio annuale in onore di Pietro alla quale partecipano ancora oggi tutte le scolaresche della città. Una bellissima iniziativa. Purtroppo le legislature successive hanno un po’ trascurato il monumento, dal punto di vista della manutenzione. Sembra però che il nuovo sindaco voglia fare cose buone, speriamo bene.”

 

Le istituzioni comunque vi sono state vicine dopo quello che è accaduto.
“Sì, per la maggior parte direi di sì. C’era anche il rischio che tutto finisse nel dimenticatoio, se non fosse stata organizzata questa giornata. Tutte le famiglie delle vittime hanno lottato perchè il governo centrale approvasse il 12 novembre come giornata del ricordo di tutte le vittime del terrorismo. Quell’attentato non fu fatto solo ai danni di mio fratello e dei suoi colleghi, ma rappresentò un attacco alla nostra base, che fu invasa. Fu un attacco all’Italia stessa.”

 

So che Pietro aveva una grande passione per il calcio ed era un frequentatore della Curva A. Vuole condividere con noi qualche aneddoto? Aveva un giocatore al quale era particolarmente legato?
“Beh, chi non può avere nel cuore il nostro grande Maradona? Anche se era piccolo, Pietro era tifosissimo di Diego, che è ancora il simbolo della nostra città e dei nostri colori. Mio fratello, mio padre e io siamo ancora grandi frequentatori dello stadio e della curva e continuiamo a seguire il Napoli. Quando era in missione i cellulari non avevano le funzionalità di adesso con Whatsapp e tutto il resto. Sentiva me e la mia famiglia una volta al giorno e spesso usavamo l’occasione per aggiornarlo sui risultati.

Ricordo che un giorno mio padre gli fece un resoconto di un Salernitana – Napoli finito 0-0, anche se non ricordo se la partita si giocò a Salerno o al San Paolo. All’epoca era difficile far circolare le notizie, non c’erano videochiamate. Tutt’ora gli amici della curva gli dedicano uno striscione ogni anno in Curva A. Purtroppo la situazione attuale ci impedisce di andare allo stadio e fare cose belle. Quest’anno siamo partiti bene ma peccato per l’intoppo di Juve – Napoli, ogni anno c’è da combattere. Anche Pietro era molto “antijuventino” e sentiva tantissimo la rivalità con i bianconeri, ma sempre e solo calcisticamente.”

 

Nel ringraziarla per la sua disponibilità e per quello che ha voluto condividere con noi, colgo l’occasione per unirmi a questa vostra commemorazione.
“Grazie a lei per questa conversazione, ci tengo a ringraziare Pietro (Maiello, ndr) e a salutare tutti i tifosi del Napoli che seguono la vostra redazione.”

 

In memoria di coloro che il 12 novembre 2003 persero la vita a Nassiriya:

I Carabinieri:

Massimiliano Bruno, maresciallo aiutante, Medaglia d’Oro di Benemerito della cultura e dell’arte
Giovanni Cavallaro, sottotenente
Giuseppe Coletta, brigadiere
Andrea Filippa, appuntato
Enzo Fregosi, maresciallo luogotenente
Daniele Ghione, maresciallo capo
Horacio Majorana, appuntato
Ivan Ghitti, brigadiere
Domenico Intravaia, vicebrigadiere
Filippo Merlino, sottotenente
Alfio Ragazzi, maresciallo aiutante, Medaglia d’Oro di Benemerito della cultura e dell’arte
Alfonso Trincone, Maresciallo aiutante

I militari dell’Esercito italiano:

Massimo Ficuciello, capitano
Silvio Olla, maresciallo capo
Alessandro Carrisi, primo caporal maggiore
Emanuele Ferraro, caporal maggiore capo scelto
Pietro Petrucci, caporal maggiore

I civili:

Marco Beci, cooperatore internazionale
Stefano Rolla, regista

 

In serata i ragazzi della Curva A, molto legati a Pietro, si sono riuniti a Piazza Bellini e, rispettando tutte le normative anti CoVid -dalle mascherine al distanziamento- hanno preparato uno striscione per Pietro, come di consueto. Infatti ogni anno, la Curva A, prepara uno striscione commemorativo per il loro fratello che ha perso la vita in quel vile attentato terroristico.

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