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ESCLUSIVA CasaNapoli.net- Davis Mangia: “Maradona ha dato spettacolo. Ha fatto la storia del Napoli e della Nazionale Argentina. Il suo estro spiegato in 3 gol”

Casa Serie A Devis Mangia intervista

L’allenatore della Nazionale maltese di calcio, Davis Mangia, è intervenuto IN ESCLUSIVA a CasaNapoli.net per la morte di Maradona

L’allenatore della Nazionale maltese di calcio, Davis Mangia, è intervenuto IN ESCLUSIVA a CasaNapoli.net per la morte di Maradona

Maradona è stato il più grande, ma c’è qualcosa che tecnicamente ti ha colpito nel vederlo giocare, anche se non lo hai conosciuto di persona, sicuramente avrai visto filmati e tutto quello che ha fatto per il calcio

Io non ho visto Pelè, ma Maradona è stato un dio assoluto. Almeno per quello che ho visto. Un giocatore che aveva tecnica, velocità, forza, leadership, carisma. Aveva tutto. E’ stato il più forte di tutti. Ha fatto delle cose straordinarie. Ha dato spettacolo nelle partite di calcio. Bisogna essere obiettivi: nel calcio bisogna dare spettacolo e lui lo ha dato. Ha fatto la storia di Napoli, della Nazionale Argentina.”

Per la tua esperienza: quando hai in squadra uno come Maradona, per cui gli dai o fai dare la palla e fa tutto lui, che bisogno hai di studiare schemi? Basta affidare l’estro a lui che qualcosa sapeva fare

Faccio fatica a risponderti anche perché non mi sono mai trovato in una situazione del genere. Però mi piace ricordare un commento di Arrigo Sacchi, forse ne avevo parlato proprio con lui, e diceva che bisognava lavorare in un certo modo. Poi c’era la squadra. Ma quando giocavi contro il Napoli, in qualsiasi momento poteva succedere qualcosa perché c’era Maradona. Questa era la sua grandezza.

Ogni squadra deve avere una sua idea, come l’aveva anche quel Napoli. La squadra era comunque una squadra organizzata. Per me il riassunto perfetto di Maradona giocatore sta in 3 gol: il secondo gol in Argentina- Inghilterra (il celebre gol del secolo); il gol su punizione contro la Juve (a due in area, il 3 Novembre 1985); ed infine il gol da metà campo col Verona.

Ti racchiude tutto: forza, velocità e tecnica nel primo, la qualità nel secondo, e quel pizzico in più che hanno solo quei giocatori lì che ti fa venire in mente una cosa del genere nel terzo. Poi questi gol li ha fatti, parlando con rispetto, non in partite, per così dire di secondo piano. Un gol del genere in un Mondiale, un altro in una partita contro la Juve. Questo è un concetto un pò diverso da quello di irraggiungibile.” 

Effettivamente aveva quel qualcosa in più, a vedere certi gol, uno si domanda come possa venire in mente soltanto di fare certe cose. Già la sola idea di provarci denota un talento straordinario, ma poi ha realizzato questi gol impossibili

Alla maggior parte dei calciatori non viene neanche in mente di fare una cosa del genere. Ad esempio il gol su punizione con la Juve: ma a quanti giocatori può venire in mente di calciarla in quel modo lì?. O meglio di provare a calciarla in quel modo. Come ha fatto lui. In quella maniera lì, poi, con la barriera a pochi metri. Col piede ha accarezzato il pallone.”

Facciamo un punto della situazione della tua esperienza, fino ad ora, a Malta. Ci sono stati degli obiettivi raggiunti, piccoli passi fatti, che forse neanche tu ti aspettavi da subito. O sbaglio?

“Considerando che siamo all’inizio di un progetto, abbiamo fatto già molto di più di quello che ci si aspettava. Prima di me, la Nazionale Maltese era arrivata ultima. Da quando sono arrivato io ci siamo giocati la promozione nell’ultima partita. In più abbiamo fatto 9 punti nel girone di qualificazione che rappresenta un record nei 120 anni di storia e abbiamo fatto 7 partite consecutive senza sconfitte, altro record nei 120 anni di storia. Sono numeri che a me fanno piacere. Adesso dobbiamo aspettare il 7 Dicembre il sorteggio dei Mondiali per vedere con chi capitiamo alla prima partita. Per capire se possiamo allungare questa striscia. Questi numeri fanno piacere, ma fanno piacere nel contesto del lavoro che stiamo facendo. Non è che sono numeri buttati lì a caso”.

Ti manca il lavoro giorno dopo giorno in un club? Quello può essere un tuo obiettivo per il dopo Malta?

L’ho fatto. La differenza qui è che non sei soltanto un allenatore. Io non alleno solo la nazionale. Sono il direttore tecnico di tutta la parte calcistica della Federazione. Il lavoro mio è tutti gli anni, anche se non scendo tutti i giorni in campo ad allenarmi la squadra. Però faccio un lavoro in alcuni momenti in ufficio, in altri momenti vai in campo a seguire il lavoro delle altre Nazionali. Dipende da cosa accadrà. Se ci sarà l’opportunità di tornare a lavorare giornalmente, però questa esperienza mi piace. Non so se avrò l’opportunità di continuare qui, di andare in serie A o di andare in un’altra nazionale.”

 

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