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Crisi di Governo, Renzi ritira i suoi ministri, ma è pronto a sostenere ancora Conte: “Non abbiamo pregiudizi”

Crisi Governo Renzi ritira ministri

Si è aperta la crisi di Governo poiché il leader ed esponente di Italia Viva, Matteo Renzi, ritira due ministre ed un sottosegretario

Si è aperta la crisi di Governo poiché il leader ed esponente di Italia Viva, Matteo Renzi, ritira due ministre ed un sottosegretario

Quello che molti temevano, soprattutto in queste ore, si è verificato. Il governo è in crisi. Matteo Renzi ritira le sue due ministre e il suo sottosegretario dal governo di Giuseppe Conte. Lo fa il giorno dopo l’astensione di Teresa Bellanova ed Elena Bonetti sul Recovery plan durante il Consiglio dei ministri, e alla fine di una giornata in cui sembrava possibile ricucire i rapporti tra Italia viva e il resto della maggioranza. Soprattutto perché dal Quirinale, alla fine di un incontro interlocutorio tra il presidente della Repubblica e il premier, era filtrato un appello preciso: serve agire in fretta per uscire da questa fase di stallo. Appello che Conte ha subito fatto suo, rispondendo ai cronisti davanti Palazzo Chigi.

Quella che è probabilmente la fine del governo Conte 2 comincia poco dopo le 18 del 13 gennaio quando Renzi, come annunciato, compare in conferenza stampa accompagnato da Bellanova, Bonetti e Scalfarotto, cioè la componente d’Italia viva che faceva parte dell’esecutivo.

L’ex Premier dice: “Come Iv abbiamo convocato questa conferenza stampa per fare il punto della situazione politica e annunciare le dimissioni delle ministre Bellanova e Bonetta e del sottosegretario Scalfarotto, come da lettera inviata al presidente Conte”.

Subito dopo lancia  una serie di attacchi contro Conte. Nel primo attacco dice: “Il re è nudo. Risolviamo i problemi. Pensare di risolvere con un tweet, post o su instagram è populismo”.

Nel Secondo:Non consentiremo a nessuno di avere pieni poteri, abbiamo fatto un governo per non darli a Salvini”.

Nel Terzo: “C’è una drammatica emergenza da affrontare ma non può essere l’unico elemento che tiene in vita il governo”.

Durante questi attacchi però anche una serie di critiche. Le critiche ovviamente sono già note: il Mes che il governo non ha preso in modo “incomprensibile”. Poi il Recovery plan migliorato solo grazie a Italia viva ma ancora non sufficientemente modificato, la delega ai servizi segreti che il premier tiene per sé. Inoltre la gestione dell’emergenza tra dpcm e discorsi al Paese.

Tutte queste critiche orientate per colpire personalmente il capo dell’esecutivo Conte. Ed è per questo che i cronisti chiedono a Renzi: “Che succede adesso?”

Dopo i toni usati in conferenza stampa è ancora possibile per Italia viva far parte di una maggioranza che abbia Conte a Palazzo Chigi? Il senatore di Firenze, dopo aver attaccato a testa bassa il capo dell’esecutivo, ci tiene a mantenersi ancora le mani libere: “Siamo pronti a dare una mano, a parlare di tutto con tutti senza ideologia. Non siamo irresponsabili”.

Annuncia che il suo partito voterà lo scostamento di bilancio e le misure anti Covid. Ma non chiude la porta a un altro governo Conte: “Lo sbocco della crisi tocca al presidente del Consiglio, noi siamo pronti a discutere di tutto. Non abbiamo nessuna pregiudiziale nè su formule nè su nomi”.

Renzi è anche pronto a sostenere un governo istituzionale e non esclude nemmeno che qualcuno dei suoi possa far parte dei responsabili pronti a dar vita a una nuova maggioranza. Infatti dice: “E’ evidente che non abbiamo il controllo: al Senato abbiamo 18 persone incredibilmente libere. Per quello che noi sappiamo o c’è un progetto per un programma di fine legislatura, noi ci siamo. Se il tema è se si formano i gruppi di responsabili, fai pure presidente. A me non risulta ci siano alcuni dei nostri ma non grido allo scandalo, penso sia un’occasione persa”.

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