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Tegola Osimhen, la Gazzetta è pessimista sul rientro del nigeriano

Tegola Osimhen, la Gazzetta è pessimista sul rientro del nigeriano

Tegola Osimhen, la Gazzetta è pessimista sul rientro del nigeriano

L’edizione di oggi de La Gazzetta dello Sport fa il punto sul caso Victor Osimhen, con il nigeriano fermo ancora ai box e per il quale il recupero potrebbe richiedere più tempo del previsto: “Anche se dovesse guarire dal virus, Osimhen continuerà a stare fuori, la spalla infortunata non è ancora guarita. Pare che non sia soltanto una questione di natura traumatica, ma che ci sia anche l’interessamento dei nervi e dei legamenti che gli impedisce di muovere bene il braccio e la mano destra. Insomma, c’è il rischio concreto che l’acquisto più pagato nella storia del club (70 milioni di euro) debba restare fuori diverse settimane ancora se non addirittura mesi”.

Il punto di vista del Prof. Raffaele Russo sul danno neurologico

Intanto nella giornata di ieri il Prof. Raffaele Russo è stato il primo ad ipotizzare un danno al nervo per Osimhen. Queste le sue dichiarazioni:

Innanzitutto bisognerebbe capire l’entità della lesione. Per lui si è trattato del primo episodio di lussazione traumatica. In caso di uno stop così prolungato, due sono le ipotesi. O si è riscontrata una frattura della glena, ma in questo sarebbe stato operato d’urgenza. Oppure, visto che non ha subito alcun intervento chirurgico, il ragazzo ha subito un danno neurologico. Tecnicamente, ha subito una neuroaprassia che è un danno transitorio del nervo. Una paresi del nervo ascellare. Danno causato dalla lussazione. A causa di questo danno, Osimhen non riesce a ricentrare la testa dell’omero nella fossa. In questo caso c’è poco da fare, bisogna soltanto aspettare. È un danno che per rientrare spontaneamente ha bisogno di tre-quattro mesi. Dopodiché va intrapreso un processo di rieducazione che è molto delicato e che dura un paio di mesi. In totale sono sei mesi

Si tratta di parti del corpo molto delicate. Per capire l’entità della lesione bisogna sottoporsi a un esame elettromiografico, e bisogna essere seguiti passo passo da specialisti. È un processo che va tenuto sotto osservazione quotidianamente. Molto complesso. Va seguito da un fisioterapista a da un physician della spalla. Non è un infortunio che può essere seguito a distanza, con controlli periodici. Bisognerebbe anche evitare troppi spostamenti. Purtroppo dal Napoli abbiamo pochissime informazioni, quindi è difficile formulare altre ipotesi. Dovremmo saperne di più. Possiamo fare solo supposizioni”, conclude il Prof. Russo.

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