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Napoli, ci credi ancora? “Te ne sei accorto sì, che parti per scalare le montagne…”

Napoli, ci credi ancora? “Te ne sei accorto sì, che parti per scalare le montagne…”

Napoli, ci credi ancora? “Te ne sei accorto sì, che parti per scalare le montagne…”

Il Napoli è in pieno black out. La luce si è spenta proprio a San Siro, come a farsi beffe del noto brano di Roberto Vecchioni.

Era un Napoli in salute, quello. Un 1-0 ingiusto per quanto visto sul prato del Meazza, ma che è stato in grado di spegnere il motore degli azzurri.

Dal 16 dicembre, infatti, è stato un susseguirsi di prestazioni poco convincenti, di episodi sfortunati (infortuni, partite dominate senza raccogliere i tre punti) e di risultati che sono andati progressivamente calando fino a giungere a una media punti tutt’altro che invidiabile.

Ci ritroviamo oggi a commentare un Napoli ko sotto ogni aspetto. Il rapporto tra Gennaro Gattuso ed il presidente De Laurentiis è ai minimi termini. Il rendimento dei ‘big’ è ben al di sotto rispetto allo standard a cui avevano abituato. La squadra, falcidiata dagli infortuni, sembra aver smesso di crederci. L’ambiente ha il morale sotto i tacchi. Un deja-vu che riporta ai fantasmi che aleggiavano dalle parti di Castel Volturno poco più di un anno fa.

Eppure l’avvento del tecnico calabrese sulla panchina azzurra sembrava aver gettato le basi per un nuovo ciclo.

“Questa squadra è funzionale al gioco che ho in mente. L’obiettivo è giocare la Champions il prossimo anno. Mi sono tuffato in un mare grande, spero di non annegare, ma io non ho paura”. Queste le prime parole di Rino da allenatore del Napoli.

Un’idea di calcio che, inizialmente impossibile da praticare, si è vista soltanto nella primissima parte della stagione in corso. Un progetto che è andato pian piano sgretolandosi per lasciar posto a un atteggiamento rinunciatario, poco adatto (nonostante le attenuanti) a una squadra che vuole ambire a grandi traguardi o che comunque vuole semplicemente galleggiare nell’olimpo del calcio italiano, posto faticosamente conquistato negli anni.

“Te ne sei accorto sì, che parti per scalare le montagne, e poi ti fermi al primo ristorante,

e non ci pensi più”, scriveva Brunori Sas

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