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Scontro Sky-Lega per i diritti TV del prossimo triennio

Champions League a Sky

La Lega non vota l’ offerta Sky, è scontro adesso sui diritti televisivi per il prossimo triennio. La situazione.

Scontro Sky-Lega per i diritti TV del prossimo triennio.

Sono ancora i diritti televisivi a tenere banco, soldi freschi, unico sostentamento reale per i club del nostro Paese.

Nella scorsa assemblea di febbraio tra i club e la Lega ci fu un nulla di fatto,  rimandando (per ora) al mittente (Sky, ndr) l’ offerta.

La Lega non vota l’ offerta Sky.

Saltò l’ assemblea della Lega Serie A sui diritti tv a causa dell’ assenza di nove società: Benevento, Bologna, Crotone, Genoa, Roma, Sampdoria, Sassuolo, Spezia e Torino.

La Lega è spaccata: sette club, tra cui Juventus e Inter, avrebbero voluto votare oggi per l’assegnazione dei diritti a Dazn. Sky era pronti a versare subito 505 milioni di euro in un’ unica soluzione ed entro tre giorni dall’assegnazione. Così suddivisi: 130 dell’ultima rata mai versata e 375 che sono la metà dell’offerta attuale. I 750 milioni di euro per l’offerta per piattaforma. Dazn, per il misto, è salita fino a 840 milioni di euro.

Decreto ingiuntivo contro Sky, un altro motivo per la frenata.

Alla questione dell’assegnazione dei diritti tv della Serie A per il triennio 2021-2024 si aggiunge un altro elemento. Il Tribunale di Milano ordinò l’esecuzione del decreto ingiuntivo contro Sky per il pagamento alla Lega dell’ultima rata da 131 milioni di euro relativa ai diritti televisivi della stagione 2019-2020. Ultima rata che l’ emittente non ha versato dopo il lockdown.

Sky insiste: “Nostra offerta valida!”

Intanto la piattaforma satellitare è sul piede di guerra, pronta allo scontro con la Lega.

Sky, infatti, ha inviato una lettera negli uffici di via Rosellini.

Questa la lettera della pay tv, ripresa dal sito di informazione Ansa:

L’ad della Lega di Serie A ci ha comunicato in questi giorni, tramite una telefonata, la richiesta da parte della Lega che Sky rinunci alle precisazioni presentate nel corso della trattativa privata, dato che la Lega nutrirebbe dei dubbi sulla ammissibilità della nostra offerta ritenendola condizionata. Questa comunicazione e il suo tempismo sono a dir poco sorprendenti, visto che la posizione viene esplicitata dopo oltre un mese e mezzo dalla definizione delle offerte e a pochi giorni dalla loro scadenza. Inoltre, l’invito a dettagliare l’offerta con l’indicazione dell’impegno della Lega a distribuire il proprio canale con le partite di Serie A direttamente agli utenti, è stato esplicitamente fatto dall’ Ad e dai legali della Lega, nel corso delle trattative private che si sono svolte dinanzi alla Commissione e al notaio. Sky ha pertanto inviato una lettera alla Lega in cui ha ribadito che la sua offerta non contiene nessuna condizione e che la posizione della Lega sarebbe infondata, in contrasto con la legge Melandri e pregiudicherebbe le dinamiche competitive che la Lega ha il dovere di assicurare.

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