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Sarri in azzurro, la piazza sogna! Ma quali sono i pro e i contro di un suo ritorno a Napoli?

Gattuso e Giuntoli

Ecco tutti i pro e contro di un possibile ritorno di Sarri in azzurro. E intanto la piazza sogna…

Sarri in azzurro, la piazza sogna! Ma quali sono i pro e i contro di un suo ritorno a Napoli?

Il futuro della panchina del Napoli ha una sola certezza: non sarà con Gennaro Gattuso. La rottura con la piazza e con Aurelio De Laurentiis è forte, netta e ben chiara. Eppure la squadra è sempre stata dalla sua parte ma non è bastato.

Non basterà, nel caso, anche l’eventuale qualificazione in Champions League, non bastano anche i complimenti del Presidente e tutto quel che ne sarebbe potuto conseguire. L’addio è segnato e deciso, strano ma così è il calcio.

De Laurentiis ha un nome in mente su tutti: Maurizio Sarri. Il gran ritorno, l’uomo che ha quasi sottratto lo scettro dalle mani della Juventus. E che ha fatto il passo del tradimento, andando proprio in bianconero.

Il rapporto con ADL è rimasto intatto (al netto delle “solite” scaramucce),  le parti hanno capito che si è trattato di uno step professionale e poi c’è stato anche l’intermezzo vittorioso a Londra al Chelsea e non è certo questione di poco conto.

Napoli - Sarri

La piazza sogna e metterebbe soldi di tasca propria per rivedere Sarri indossare di nuovo la tuta del Napoli.

Da sottolineare che le “minestre riscaldate”, nella maggior parte dei casi, non hanno mai portato grossi risultati. Capiamo insieme quali siano, perciò, i pro e i contro di un possibile ritorno dell’ ex.

Esperienza europea e vittorie; i pro di un ritorno in azzurro di Sarri.

Sarri

Esperienza internazionale. Un dato importante, su un possibile ritorno, di Sarri all’ombra del Vesuvio, sarebbe senza dubbio l’ esperienza (anche internazionale) accumulata da quest’ ultimo. Le vittorie con Chelsea (l’ Europa League) e il campionato con la Juventus sono un punto a favore del tecnico.

Gestione della rosa  migliorata. Ora Sarri, a differenza del triennio campano, si affida a 360° a tutti gli uomini della rosa, non stressando i “i soliti” 12/13 elementi.

Più elasticità nei moduli (e nel modo di intendere il calcio). Il possesso palla e le verticalizzazioni come marchio di fabbrica ma non più quella spasmodica ricerca sempre e comunque di quel tipo di calcio, a volte la sciabola si sostituisce al fioretto.

ADL non dovrebbe rivoluzionare troppo la rosa. Una rosa che, non dovrebbe essere cambiata drasticamente, l’ 80% dei suoi uomini, infatti, si sposerebbe a meraviglia con le idee del tecnico tosco-napoletano.

Il rapporto con la piazza. La tifoseria non ha mai dimenticato il triennio sarrista, al netto del passaggio del Comandante a Torino.

Lui, l’ uomo che ha sognato la rivoluzione, sfiorando la presa del palazzo, era ed è rimasto il vero Comandante .

Si riparte con in testa il record dei 91 punti e qualche richiesta “fuori mercato”; i contro del ritorno di Sarri.

Hysaj- Sarri

Detto delle “minestre riscaldate”, bisogna, comunque, considerare gli aspetti (possibili) negativi di un ritorno a Napoli di Maurizio Sarri.

Il ripartire con in testa quel record di 91 punti che fece sfiorare nel 2018 il terzo scudetto. L’ annata 2017/2018 l’ apice più alto raggiunto dal Napoli, il luccichio dell’ impresa sfiorata nella testa del popolo azzurro. I tifosi, quindi, alzerebbero l’ asticella e il tempo per creare quell’ orchestra perfetta, sarebbe davvero poco. Tutto e subito (o quasi).

Le richieste ad ADL. Le garanzie per il suo ritorno: la conferma di Koulibaly e il ritorno di Jorginho, questo chiede il tecnico nativo di Bagnoli.

Richieste “fuori dalla logica societaria”, Koulibaly, dopo 8 anni, è da monetizzare considerando anche il suo ingaggio (6 milioni netti). Jorginho, nonostante la stima sia rimasta intatta, oggi guadagna molto e ADL non ha mai ripreso un calciatore che negli anni gli ha regalato plusvalenze (Cavani docet).

La presenza in squadra di Osimhen. Strano, ma vero, l’ attaccante del futuro azzurro, il più pagato della storia del Napoli (70 milioni), sarebbe un intralcio al ritorno del Comandante. Victor non rappresenterebbe l’ attaccante ideale per Sarri, quello che lega il gioco. Ma l’ investimento è stato cospicuo e dopo un anno non si può bruciarlo così…

Quel rapporto di amore-odio con ADL. Non si può nascondere che Sarri e ADL, al netto degli ultimi approcci, hanno due caratteri forti, che già hanno dato dimostrazione di incendiarsi all’improvviso, aspetto, questo, che deve far comunque riflettere. Un vero odio e amore che questa volta dovrebbe essere davvero messo da parte per un ciclo vincente.

Certi amori non finisco…

Ma si sa, certi amori non finiscono, come cantava Antonello Venditti, questo è anche il caso tra Sarri e Napoli. Un triennio fantastico, un amore viscerale con la città che incoronò “l’ uomo in tuta” come Comandante della rivolta, quella rivoluzione che avrebbe fatto vincere il Sud contro il Nord.

Un ritorno ai fasti di un tempo, quando era Diego a capo della rivoluzione contro i “poteri forti”.

Sarri

Al di là dei pro e dei contro, le minestre riscaldate o cose del genere, un ritorno a Napoli di Sarri andrebbe oltre l’ aspetto prettamente tecnico. Tutto è possibile, ADL può fare il colpo di teatro e ripartire da quei 91 punti, da quell’ albergo a Firenze e da Orsato a San Siro; episodi che gridano ancora vendetta.

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