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ESCLUSIVA CasaNapoli- Gigi Pavarese: “Napoli sfortunato e falcidiato dagli infortuni. ADL malconsigliato. Spero che Gattuso venga confermato!”

Radio CasaNapoli Esclusiva Pavarese

Gigi Pavarese, ex direttore sportivo, è intervenuto IN ESCLUSIVA ai microfoni di CasaNapoli.net durante “La famiglia azzurra al Nord”

Gigi Pavarese, ex direttore sportivo, è intervenuto IN ESCLUSIVA ai microfoni di CasaNapoli.net durante “La famiglia azzurra al Nord”.

Di seguito il suo intervento:

Per come era impostato questo Napoli ad inizio stagione e per come si era pensato di poter giocare, e purtroppo l’abbiamo visto solo in un’occasione e mezza, in quella occasione aveva stupito e dato segnali veramente importanti per il futuro della stagione. Mi riferisco alla gara con l’Atalanta. Perché avevamo visto la partita col Genoa e, soprattutto nel secondo tempo, non c’era nulla da considerare vista la condizione dei calciatori rossoblù.

Con l’Atalanta Gattuso sapeva che certe situazioni e certi risultati, si potevano ottenere grazie al sacrificio e all’abnegazione di due calciatori su tutti: Lozano e Insigne. Il Napoli, però, purtroppo, è stato falcidiato da infortuni, dal CoVid, che non hanno consentito di proseguire su quella strada su cui si era impostato tecnicamente. Si è dovuto rivedere il tutto. Ci sono stati momenti di grandissima difficoltà. In alcune partite abbiamo visto Elmas attaccante di ruolo. Ed è stato il segnale di un Napoli che, purtroppo, doveva convivere con problemi importanti.

Poi c’è stata la situazione legata a Gattuso e Giuntoli. Non dimentichiamo che, in quel momento, si era chiesta la testa soprattutto del direttore sportivo. Per fortuna la grande personalità all’interno dello spogliatoio di Gattuso, ha consentito, soprattutto, che non si creassero problemi all’interno dello spogliatoio stesso. In particolare tra i calciatori. Questo ha fatto sì che la squadra rimanesse concentrata sulla ripresa di determinati calciatori da un punto di vista fisico, e sul prosieguo della stagione, in un momento particolare. Dove il presidente, a mio avviso, credo abbia peccato di presunzione. Forse mal consigliato da “consiglioni” che hanno tentato di mettere in cattiva luce anche il direttore sportivo.

Il Presidente si è ravveduto quando ha capito che i consiglioni erano tali e non erano consiglieri. Il periodo è coinciso con il recupero di alcuni giocatori importanti e con la ripresa della squadra. E’ chiaro che in questo momento tutti stiamo mettendo in risalto l’opera di Gattuso che non è solo tecnica. Ora si pensa se il tecnico possa rimanere o meno. Io mi auguro che si riesca a ricondurre sulla retta via, e qui sarà determinante Giuntoli, tutti i componenti. Ci sarà chi dovrà fare qualche passo indietro e chi qualche passo avanti. Io mi auguro per il bene del Napoli, soprattutto per il bene della maglia, che si possa ricomporre questa diatriba. Al di là di tutto è chiaro che il Napoli ha trovato una certa fisionomia col 4-3-3.

Sta recuperando piano piano Osimhen e mi fa piacere perché è il futuro del Napoli. Osimhen è un giocatore a cui si chiedeva di anticipare il suo ingresso nel campionato italiano, capire i movimenti e, soprattutto, com’è il calcio in Italia. Che è molto diverso da quello che si gioca in Francia. Mi hanno detto che è un bravissimo ragazzo che è riuscito a smussare certi atteggiamenti “fanciulleschi” che sono dovuti un pò alla sua presunzione perché si sentiva un giocatore importante. Il gruppo è stato importante: lo ha accolto e gli ha fatto capire che certi atteggiamenti li deve lasciare fuori.”

Poi prosegue:

“Io, in carriera, ho commesso tanti errori. Quindi non mi sento di criticare nessuno. Ma ad un certo punto della stagione, in particolare a Verona, quando eravamo ancora in corsa anche per l’Europa League, non puoi far venir fuori di aver contattato diversi allenatori. Non puoi far venir fuori queste cose. Tu sei il proprietario e puoi fare quello che vuoi, ma certe cose tienile per te. E’ inutile farlo venir fuori e cercare di destabilizzare l’ambiente in un momento in cui sei contro Gattuso, sei contro Giuntoli. Ma non posso dire se questa situazione fosse studiata. Il grande merito di Gattuso, dovuto alla sua grande personalità, è che ha tenuto unito un gruppo anche quando si era diviso lo spogliatoio. Anche quando quelli che giocavano meno erano scontenti.

Questo ha fatto sì che la squadra fosse concentrata su un obiettivo primario. Che è quello minimo che la società ha chiesto a Gattuso: quello di tornare in Champions League. Questo è un grandissimo bene, perché Gattuso ha in mano lo spogliatoio. Guai a lasciarsi prendere da determinate polemiche: arriva questo o quell’altro. Capisco anche i tifosi che mostrano le proprie preferenze, ma noi dobbiamo pensare al presente.

Il presente si chiama Cagliari. E non sarà una partita semplice, data la posizione di classifica dei sardi. Ma se vai in campo con quella determinazione ed autorevolezza, con cui sei andato in campo a Torino, allora non ce n’è per nessuno: altro che Inter. Ma se vai in campo con sciattagine e scelleratezza avute col Crotone, allora sono guai: il Cagliari è tutta un’altra pasta. Dobbiamo essere tutti concentrati e non pensare alle notizie che vengono da fuori. Personalmente mi auguro che resti Gattuso. Poi certe cose bisogna tenersele per sé.”

Gattuso riesce a legare con lo spogliatoio, Spalletti lo spacca. Che ne pensa?
“Sono caratteri diversi. Spalletti è un grande allenatore, lo dimostra il fatto che abbia allenato la Roma che è arrivata seconda più volte con lui. Ha avuto il coraggio, perché pagato profumatamente dalla “Gazprom“, di andare ad allenare fuori, in Russia ed ha vinto lì. Non stiamo parlando di uno che si affaccia adesso. De Zerbi, a Sassuolo, sta facendo benissimo, a Benevento aveva fatto intravedere qualcosa. Ma il Napoli, in questo momento, dopo la crescita che ha fatto, non è il caso che venga affidato ad allenatori che non si sono misurati con grandi squadre. Sarri fu una sfida del Presidente, dopo Benitez, che fu vinta. Sarri ha vinto due scudetti in Italia: uno al Napoli e l’altro alla Juventus. Poi ha vinto l’Europa League col Chelsea. 

Se si vuole ripartire da zero è giusto puntare su un allenatore come De Zerbi, come Italiano. Ripartendo da zero ma con determinati calciatori. Perché ripartire da zero quando c’è Gattuso? Questa è una decisione che deve prendere il Presidente. Credo che la partecipazione alla Champions possa fare in modo da far rimanere determinati calciatori e quindi guardare all’immediato futuro con quella determinazione e quella voglia di arrivare a qualcosa di importante. Non dimentichiamo che a inizio stagione abbiamo detto, io per primo, al di là del tifo per il Napoli, che gli azzurri erano alla pari di Inter e Juventus. E lo sta dimostrando, soprattutto con i risultati di queste ultime 10 partite.

Ma purtroppo è successo quello che è successo. Mai come quest’anno, anche se sono fioccate critiche nei confronti di alcuni giocatori, a disposizione del tecnico c’erano almeno 18-20 giocatori. Rispetto alle passate stagioni, come con Sarri, al di là delle scelte del tecnico che vedeva soltanto 13 calciatori e il resto era un di più. In una stagione come questa che si sapeva fosse complicata, soprattutto visto come era iniziata, visto che siamo stati i più colpiti dalla pandemia rispetto ad altre società che hanno avuto la fortuna di vedersi colpiti giocatori di seconda e terza fascia rispetto al Napoli che ha dovuto pagare con i migliori: Fabian, Zielinski, Osimhen, Manolas, Koulibaly e via dicendo. Tutti giocatori di prima fascia.”

Le prossime partite sembrano essere abbastanza semplici. Il calendario è apparentemente in discesa, ma non è assolutamente vero perché il Napoli deve giocare con Cagliari che si deve salvare, con lo Spezia che non è ancora salvo, con l’Udinese. A Firenze, la Juve lo insegna, non è mai facile. L’ultima è in casa contro il Verona, sperando che i gialloblù mollino un pò

Lo Spezia ha due punti più del Benevento, il Cagliari ha due punti più del Torino. Le partite non sono mai semplici.” 

 

 

 

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