fbpx

Napoli-Verona addio Champions, assurdo harakiri azzurro e De Laurentiis liquida ufficialmente Gattuso – Le Pillole del Campionato del Napoli

napoli verona addio champions

Napoli-Verona addio Champions: è questo il verdetto dell’assurdo harakiri azzurro del Maradona con De Laurentiis che liquida Gattuso nel post gara

Napoli-Verona addio Champions, per un pareggio che è sale su una ferita che ci metterà davvero tanto tempo per risanarsi. I tifosi non dimenticheranno facilmente quest’assurda notte, quando il Napoli aveva tra le mani la possibilità di riascoltare la melodiosa musichetta dell’Europa che conta ed ha deciso di cederla alla Juventus, per mano di coloro che li hanno offesi soltanto qualche giorno fa. Cose di campo, di cuore e di futuro in questo appuntamento delle pillole del campionato del Napoli!

Fianco a fianco

Le premesse per vivere al meglio Napoli-Verona c’erano tutte. Una città intera si è unita per sostenere gli azzurri nella loro gara più importante. Tutto nelle loro mani, anzi, nei loro piedi ma dopo la splendida e convincente vittoria contro la Fiorentina sembrava davvero una formalità. Motorini, auto, supporter a piedi muniti di sciarpe e bandiere, in un unico battito dall’Hotel del ritiro nel cuore della città fino al Maradona (I DETTAGLI). Persino uno striscione in curva, con la promessa di riabbracciarsi presto. Eppure, il più bello dei sogni si è trasformato nella peggiore delle umiliazioni alla fine di Napoli-Verona e l’addio alla Champions, ora vi spiego perchè.

Dal letame nascono i fiori

“Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori”, cantava il maestro De Andrè e proprio questa può essere una metafora non solo della settimana ma anche di Napoli-Verona e l’addio alla Champions. Non cotanta saggezza hanno però avuto i supporter scaligeri che hanno mostrato in città qualche giorno fa uno striscione particolarmente offensivo nel quale paragonavano Napoli proprio al letame (GUARDA LA FOTO). Offese che infastidiscono ma non toccano, per un motivo molto semplice: è tutta invidia. Di una terra stupenda, del sole, del mare, della gente cordiale, forse anche per un’Europa League che non sarà una Champions ma resta sempre un piazzamento d’onore. Ed è da qui che anche il club partenopeo deve ripartire, proprio da quel fiore che può nascere dalla più buia delle sue notti.

Primo tempo da incubo

Torniamo ahimè alla partita. Sin dai primi minuti di gioco, era palese che qualcosa non andasse nella mente dei partenopei, che subivano costantemente l’iniziativa degli avversari, sbagliando ogni passaggio. Osimhen un fantasma al cospetto di Gunter, Zaccagni il più abile degli attaccanti, Lazovic una spina nel fianco di un irriconoscibile Di Lorenzo. I peggiori incubi si stavano materializzando nelle menti dei supporter partenopei e dagli altri campi Milan e Juve stavano facendo il proprio dovere. Dal Maradona la musica non cambia, persino capitan Insigne è impreciso e nervoso (LA CRONACA). Insomma, tutti bocciati e la cosa più brutta è che, tranne pochi minuti, persino nella ripresa la musica ha suonato le sue note più basse.

Sir Rrahmani

L’unica nota positiva della notte di Napoli-Verona e dell’addio alla Champions, prende il nome di Rrahmani, che al 60′, nel peggior momento, ha saputo riaccendere una fiammella di speranza ad una città intera. Un gol pesante come un macigno, il primo in A (IL COMMENTO) ma soprattutto, una prestazione attenta, di carattere, sempre lucida, che molto spesso ha messo una pezza anche per coloro che proprio con la mente, non sono scesi in campo. Ha violato la porta avversaria, della sua ex squadra e da vero signore, ha preferito non esultare, non cadendo in sciocche provocazioni. Un applauso per il suo comportamento, sempre esemplare e su come ha lavorato dopo gli errori all’esordio, meritando fiducia e stima.

Sound off

Abbiamo parlato della bella rete di Rrahmani che ha fatto sognare tutti i tifosi anche se poco dopo ci ha pensato Faraoni a spezzare l’incantesimo. Hanno fatto male le lacrime degli azzurri a fine gara, quello di un sogno spezzato, ahimè da se stessi e dalle proprie paure. Sono le stesse dei supporter, che dal divano hanno sperato in un epilogo diverso che neanche le nostre amare pillole potranno cambiare. Nel post gara però, un altro episodio ha macchiato un serata già particolarmente negativa: è stata la sfuriata di Juric in mixed zone, offeso da una domanda sul temperamento molto deciso dei giocatori del Verona (I DETTAGLI). Lo stesso Gattuso in campo si era lamentato per qualche parola di troppo del tecnico scaligero ed i due non se le sono mandate a dire. Insomma, troppa simpatia proprio non c’è e forse, da oggi, ancor meno.

Addio, Rino

Ci sarà tempo per i bilanci e non li faremo sicuramente oggi. Eppure, dopo Napoli-Verona e l’addio alla Champions, il presidente De Laurentiis ha dato vita ad un altro coup de theatre, ufficializzando con il consueto tweet, l’addio di Ringhio. Poche parole ma ben chiare (LEGGI IL TWEET), che lasciavano trasparire tanta delusione per una serata che proprio non è andata giù non solo per il risultato ma soprattutto per l’atteggiamento messo in campo dalla squadra. La prima risposta è già arrivata: Gattuso non sarà più l’allenatore del Napoli e saremmo davvero tanto curiosi di ascoltare anche la sua versione dei fatti. Magari, ne parleremo la settimana che verrà. Per il momento un abbraccio, cari lettori e sappiate che vi capisco…arriveranno tempi migliori!

RIPRODUZIONE RISERVATA