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200mila multe pazze saranno annullate dal Comune di Napoli. Forse.

200mila multe pazze annullate

 

Saranno forse annullate le 200mila multe pazze elevate dal comune la scorsa estate

Saranno quindi annullate le 200mila multe pazze che stanno facendo impazzire migliaia di automobilisti napoletani? A quanto pare, si! Sembra quindi vicina la marcia indietro dell’amministrazione sulle migliaia di sanzioni stradali elevate in soli due mesi, da agosto a settembre 2020. Al momento, però, si attende ancora una delibera comunale che confermi le premesse. E’ quello che dovrebbe accadere a breve, sollevando l’umore a migliaia di napoletani inviperiti. Un vero e proprio caso cittadino, divenuto lentamente un plebiscito di proteste. Sì, proteste perché non c’è stata alcuna infrazione ‘consapevole’ al codice stradale. Gli ignari automobilisti avevano semplicemente ignorato un divieto di accesso a quanto pare non segnalato ai cinque varchi del Centro Storico:
Tutto parte da una delibera comunale tesa al rilancio del commercio dopo il primo lock down – spiega Roberta Ricciardi, di Potere al Popolo, che da subito ha seguito l’evoluzione dei fatti  -. Questa delibera, per consentire il posizionamento di tavolini all’esterno delle attività per la ristorazione, classifica come area pedonale tutta la zona storica tra via Duomo e Mezzocannone“. L’operazione, quindi, pur se ben studiata al solo scopo di favorire la ripresa lavorativa delle aziende, risulta però penalizzata dalla mancata esposizione degli obblighi stradali.

Centinaia di pendolari ignari hanno invaso per mesi l’area pedonale

Senza saperlo, quindi, gli automobilisti infrangevano il limite di circolazione quotidianamente. Tutte le sere dalle 19.00 orario di decorrenza dell’area pedonale. Poi, dopo qualche settimana, i malcapitati si sono trovati sotto un’inarrestabile pioggia di contravvenzioni. “Alla fine loro hanno riconosciuto l’errore classificandolo come vizio di esecuzione – continua Roberta Ricciardi riferendosi ai dirigenti del Comune -, in quanto la segnaletica sbagliata ha indotto tutti all’errore. Pur essendo lecita la delibera iniziale è stata mal applicata, ed è notizia di oggi che è stata finalmente trovata la copertura finanziaria per il suo annullamento. La somma ingente che derivava dall’incasso delle multe, infatti, circa 13 milioni, era già tenuta in conto nel pre-esercizio finanziario”.

Un miraggio per le aride casse comunali che sembra infrangersi a suon di ricorsi e annullamenti

Molti si erano già attivati rivolgendosi ad avvocati ed impugnando singolarmente gli atti attraverso ricorsi al Prefetto e al Giudice di Pace. Il dilagare delle multe e l’interessamento di così tante persone ha poi trasformato la vicenda in un vero e proprio evento capace di dar vita a gruppi compatti di oppositori:   “La prima fase della vicenda – specifica il Dottor Avvocato Giacomo Privitera -, parte con quella che potremmo definire l’ignara costituzione’ dell’area pedonale che dal 6 giugno è durata fino al 30 ottobre 2020. Poi i cittadini ne hanno avuto notizia soltanto a settembre, in seguito alle prime notifiche dei verbali. A questo punto nascono i primi comitati cittadini e i primi ricorsi, rispettando il diritto comunale di istituire zone pedonali, ma evidenziando la mancanza della relativa segnaletica o la non idoneità della stessa“.

Le premesse sembrano buone, ma si resta in attesa dei fatti

Sono felice se hanno trovato la copertura finanziaria – continua Privitera – ma io sono come San Tommaso. L’indirizzo politico  circa l’accaduto era già stato ampiamente espresso, lo scorso dicembre, in sede di approvazione del bilancio da parte della Giunta. Ma tra l’indirizzo politico e l’annullamento dei verbali ce ne passa. Queste delibere di annullamento dovranno essere firmate da dirigenti e non da politici“.

Un epilogo della vicenda che appare tutt’altro che imminente nonostante i buoni propositi

Ma se risultano lampanti i vizi di esecuzione perché ancora non si è definita una soluzione?

Bisogna tener conto di tante variabili – continua Privitera -. Non dimentichiamo che al di là del mancato incasso per il Comune,  e parliamo di milioni, ci sono costi effettivi già sostenuti dalle casse comunali come le 170 mila notifiche effettuate“.

Bisognerebbe addirittura preventivare un passivo?

“E non è l’unico ostacolo! Come la mettiamo con i cittadini che, ignari di quanto sarebbe successo dopo, hanno già pagato le sanzioni? Annullarle a tutti gli altri significherebbe realizzare una discriminazione. A meno che non restituisci le somme a chi ha già versato nelle casse del Comune. Insomma, anche trovare delle modalità per procedere ad un annullamento non sembra una cosa facile“.

Intanto l’esercito dei multati…

Un caso senza precedenti, soprattutto se rapportato ai tantissimi napoletani coinvolti.

Non è stato risparmiato nessuno. Questa area pedonale ha colpito indiscriminatamente anche i cittadini in possesso dei permessi per invalidi, quelli con il permesso per la Ztl o, ancora, il personale sanitario che andava tutti i giorni al lavoro, presso strutture del Centro Storico. Alcuni infermieri passando per i varchi inibiti dal divieto 2 volte al giorno, per tre mesi, hanno ricevuto 180 e anche 200 multe da 100 euro ognuna. Per molti di loro – Conclude il Dottor Avvocato Privitera – se non hanno già provveduto,  è tardi anche per fare ricorso, essendo ormai scaduti i termini. L’annullamento da parte del Comune resta l’ultima speranza“.