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“Quello era giallo”: altro che sconfitta in albergo

Orsato-Juventus Roma

“Quello era giallo”, sconfessati Rizzoli e Orsato per quel contatto Pjanic-Rafinha in Inter-Juve del 2018. Le Iene inguaiano l’ AIA.

“Quello era giallo”: altro che sconfitta in albergo.

Il video inedito mandato in onda ieri alla trasmissione “Le Iene”, ha smosso le acque sulla gara dell’ aprile del 2018 Inter-Juve. La gara che, per certi versi, ha indirizzato lo scudetto di quell’ anno verso Torino, a discapito del Napoli di Sarri, quello dei 91 punti.

Il Napoli, dopo l’ anticipo del “Meazza” perse (rovinosamente) a Firenze e l’ ex bancario, in conferenza, parlò di “scudetto perso in albergo”.

I media, a quella frase (ma anche i calciatori bianconeri), partirono con i soliti “sfottò”: il piagnisteo napoletano. Ma la frase “criptica” dell’ ex Comandante azzurro, spiegava tante cose. E si riferiva all’ oscenità andata in scena, la sera prima, sul parto dello stadio San Siro.

“Quello era giallo”, la frase decriptata dal labiale nel video in possesso de “Le Iene”.

Filippo Roma, inviato della famosa trasmissione di Mediaset, già qualche tempo fa, aveva intervistato l’ ex procuratore federale Pecoraro, il quale, con molta tranquillità, aveva dichiarato che c’erano dei “coni d’ ombra” su quella stagione calcistica.

Lo stesso ex procuratore aveva chiesto gli audio tra VAR e arbitro di campo in quel nefasto Inter-Juve. La risposta arrivò dopo ben 7 mesi e, ironia della sorte, l’ audio più importante (quello dell’ episodio Pjanic-Rafinha) era magicamente scomparso.

“Le Iene” vennero querelate e da qui si è potuto avere accesso ai video e agli atti, rimasti, fino ad ora, “segreti”.

L’ inchiesta portata avanti da Flavio Roma, ha potuto svelare le discussioni tra Valeri (VAR) e l’ arbitro di quella gara Orsato: “Uhhhh, questo è giallo”. E sarebbe stato, giustamente, il secondo per l’ ex regista bosniaco della Juve, con l’ Inter avanti nel punteggio.

Orsato-Rizzoli, l’ ammissione di colpa.

Giusto per non farsi mancare nulla, qualche tempo fa, i due protagonisti del “pasticcio milanese” hanno, per certi versi ammesso l’ errore in quella gara. Addirittura il direttore di gara di Schio, con molta fantasia, ha giustificato il suo (evidente) errore di valutazione con un  imbarazzante: “Ero troppo vicino all’ azione…”. Eh sì, in Italia, per arbitrare bene e valutare meglio, un arbitro deve stare a 100 metri di distanza dalle azioni incriminate. Va beh, lasciamo stare…

Ora vogliamo giustizia.

Con il terremoto causato dal servizio de “Le Iene”, siamo curiosi di capire come si muoverà la FIGC e con essa la Giustizia Sportiva. Sicuramente dopo 3 anni possono solo aumentare i rimpianti per quello Scudetto che gli azzurri avrebbero meritato pienamente di vincere e festeggiare sul campo.

Ma la sete di giustizia non ha scadenza e all’ ombra del Vesuvio (ma anche in tutta Italia) si aspetta con ansia come si evolverà l’ ennesimo scandalo del “pallone italico”.

Giorni caldi quindi che, dopo il pugno duro di Ceferin, numero uno della UEFA, che è pronto a mettere fuori dalla Champions la Juventus (oltre Real e Barcellona) per il caso Superlega (che favorirebbe il Napoli, ndr), si attende anche la posizione della Federazione Italiana sul campionato 2017/2018.

La posizione di ADL (e dei napoletani).

Aurelio De Laurentiis è in una posizione di attesa. Non ha voluto prendere posizioni ufficiali ma aspetta, interessato, l’ evolversi degli eventi. Guarda con grande interesse la situazione Superlega con la UEFA che potrebbe regalargli la Champions, dopo la delusione contro il Verona e chissà, cosa può accadere, dopo il terremoto Inter-Juve del 2018.

Beh, sicuramente, ci si aspetta la radiazione dei personaggi incriminati, con queste prove, onestamente, sono davvero indifendibili.

Ora siamo, con molta curiosità, in gran fermento. Ah e diamo il giusto peso, questa volta, alla frase “lo Scudetto lo abbiamo perso in albergo…”