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“Nel 2017 mi aveva cercato il Brasile, ma non volevo fare un torto all’ Italia”, Jorginho dopo Euro2020

Jorginho mattino

Jorginho, dopo la vittoria a Euro2020, si racconta ad una TV brasiliana: “Il Brasile mi voleva, ma non volevo voltare le spalle all’ Italia. Sulla finale e il Pallone D’ Oro…”

“Nel 2017 mi aveva cercato il Brasile, ma non volevo fare un torto all’ Italia”, Jorginho dopo Euro2020.

E’ stato uno dei grandi protagonisti della vittoria italiana all’ Europeo, Jorge Luiz Frello Filho, meglio conosciuto come Jorginho, ha rilasciato un’intervista a una tv brasiliana in auto mentre andava all’aeroporto di Fiumicino, a Roma, prima di imbarcarsi per le vacanze che trascorrerà in Grecia.

Il regista della Nazionale, ex Napoli, ha scherzato anche  sul rigore sbagliato: “Era tutto sistemato. Sapevo che Donnarumma l’avrebbe parato – . Io do sempre tutto quello che ho per la squadra, ma purtroppo a volte non basta. Ho finito per sbagliare il rigore, e in quel momento mi è caduto il mondo addosso, perché volevo regalare la vittoria all’Italia. Per fortuna abbiamo questo fenomeno in porta  che mi ha salvato”.

La scelta di diventare “italiano”.

L’italo-brasiliano Jorginho, nato a Imbituba nello Stato di Santa Catarina ma con cittadinanza italiana dal 2012 per via di un trisavolo paterno, Giacomo Frello, torna a spiegare la scelta di giocare la nazionale azzurra:

“Ho anche giocato nell’U21 per l’Italia. Non appena mi è arrivata la chiamata, ho accettato subito. Onestamente vedevo la nazionale brasiliana come qualcosa di lontano. Sono cresciuto in Italia (nelle giovanili del Verona, ndr) e l’Italia mi ha aperto delle porte. Insomma, onestamente non ci ho pensato due volte. Dopo l’Under 21, avevo giocato con la Nazionale maggiore azzurra solo amichevoli.

A novembre 2017 arrivò la convocazione per il play off  mondiale con la Svezia ma in quel periodo, il classe 91,  era stato cercato anche il Brasile.

“Edu Gaspar, ex coordinatore della nazionale verdeoro, mi aveva detto: ‘Jorge, stiamo pensando di chiamarti, ma non posso garantire nulla. So che è difficile, parla con la tua famiglia’. E tutto si è complicato. Era il mio sogno d’infanzia giocare col Brasile. Ma sentivo che l’Italia aveva bisogno di aiuto, si giocava quella partita fondamentale con la Svezia. E quando ho avuto bisogno di aiuto, l’Italia mi ha aiutato, mi ha abbracciato e mi ha aperto le porte. Non mi sentivo a mio agio a voltarle le spalle. Il mio cuore ha detto ‘No, l’Italia ha bisogno di te’. Quindi ho fatto quella scelta e sinceramente ne sono molto contento”.

Euro2020, anche Jorginho in corsa per il Pallone d’ Oro.

In tanti, dopo la vittoria dell’ Europeo, hanno menzionato Jorginho, che qualche mese fa aveva alzato anche la Champions con il suo Chelsea, per la vittoria del Pallone d’Oro, l’ italo brasiliano spiega:

“Viviamo per i sogni. Ma sarò abbastanza onesto: dipende dai criteri che portano ad assegnarlo. Se parliamo di talento, sono consapevole di non essere il migliore al mondo. Se invece si sceglie in base ai titoli, be’, nessuno ha vinto più di me in questa stagione. Come mi confronterò con Messi, Cristiano Ronaldo o Neymar? Loro hanno caratteristiche completamente diverse dalle mie, ma ripeto, dipende dai criteri”.

L’ elogio a Mancini.

In chiusura il centrocampista ha elogiato Mancini per la vittoria finale: “Mancini ha adattato il gioco della squadra alle caratteristiche dei giocatori. C’è la sua mano. Se mi caricava l’inno italiano? L’inno toccava nel profondo tutti noi, perché il nostro è un gruppo molto speciale. Sapevamo che l’Europeo era molto importante per la rinascita della Nazionale dopo la mancata qualificazione del mondiale in Russia. E l’Italia stava soffrendo per la pandemia. Insomma, non ho un modo di spiegare l’energia della nostra squadra”.