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Napoli primo, ma parte il masochismo dell’ ambiente

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Con il Napoli che sta facendo benissimo, l’ ambiente è pronto a mettersi i bastoni tra le ruote: quando il masochismo prende il sopravvento…

Napoli primo, ma parte il masochismo dell’ ambiente.

Sta finalmente finendo la noiosa e sempre più inutile pausa per le Nazionali tra una gara di Nations League e una di preparazione al prossimo Mondiale in Qatar. Spalletti pian piano ritroverà i suoi uomini a Castel Volturno per preparare il prossimo tour de force tra campionato e Europa League: domenica il Torino a Fuorigrotta, poi la gara importante, sempre in casa, contro il Legia (terza giornata di Europa League, ndr), poi visita a Mourinho, poi il Bologna, derby all’ Arechi contro la Salernitana, prima di far visita al Legia in Polonia e chiudere il ciclo con il Verona al “Maradona”.

Sette gare per testare, ancora meglio, la forza del Napoli che, con Spalletti, sembra aver imboccato la strada giusta.

Un Napoli che sembra maturo con la crescita mentale di certi uomini chiave.

La miglior difesa del torneo, il secondo attacco e la certezza di avere il miglior centravanti della serie A tra le proprie fila. Tutto sembra andare liscio, al netto delle difficoltà che possono arrivare nel corso di una lunga stagione. Ma…purtroppo c’è sempre un ma quando si parla di Napoli e del Napoli.

“Tutto bello, ma….”, da queste parti il masochismo prende sempre il sopravvento.

L’ ambiente azzurro è famoso, ormai, per esaltarsi e deprimersi nel giro di un paio di giorni. Ma quest’anno sembra fare anche peggio.

Con un Napoli che vola dando sempre più certezze ogni settimana che passa, con il campionato fermo, vengono fuori problemi, forse inesistenti, forse no ma che sicuramente inutile affrontarli ora. Dalla Coppa d’ Africa, che arriverà a gennaio al caso Insigne, l’ imbronciato. Fino al dualismo tra Meret e Ospina.

La Coppa d’ Africa (tra due mesi) scoraggia già l’ ambiente.

Della Coppa d’ Africa si è detto tutto e anche più. E’ assurdo giocare nel bel mezzo della stagione agonistica una competizione internazionale come questa che toglierà al Napoli la spina dorsale. Ma anche altri club in Italia e in Europa saranno più o meno penalizzati a gennaio e poi di questa competizione si sapeva già da tempo.

Piangersi addosso per qualcosa che era già in programma, addirittura quasi 3 mesi prima, ci sembra inutile e deleterio oggi. C’è tempo per pensarci.

L’ Insigne imbronciato tra un’ offerta a stelle e strisce e la sua voglia di Napoli.

La stagione era iniziata con il tormentone Insigne. La scadenza del contratto che recita 30 giugno 2022 si avvicina e la trattativa per il rinnovo con ADL è sempre più complicata. Ma, c’è da dire che il capitano ha iniziato la stagione nel migliore dei modi senza dar peso all’ accordo in scadenza.

Luciano Spalletti si affida sempre alla verve del suo numero 24, per il rinnovo c’è sempre tempo (se si vuole). La pausa per le Nazionali però ha sbattuto in prima pagine un Insigne imbronciato e stanco mentalmente per la situazione, giusto per mettere un pò di “inciucio” nell’ ambiente.

A noi il capitano tutto sembra tranne che imbronciato e stanco. Acclamato dall’ ambiente è concentrato sul Napoli. Stop. Non è il caso di montare casi inesistenti, su.

Meret-Ospina, il dualismo deleterio.

Anche quest’ anno torna di moda come Michael Bublè a Natale, il dualismo tra i pali. Alex Meret, per investimento della società e per contratto in scadenza di Ospina, aveva iniziato la stagione come numero uno della squadra. Nelle ultime uscite però il colombiano si è ripreso le chiavi della porta azzurra e giù, subito, con la polemica deleteria.

Fermo restando che la concorrenza nel calcio fa sempre bene è da sottolineare il motivo per il quale il friulano è scivolato in panchina. L’ ex Udinese dopo l’ infortunio subito contro il Genoa è stato costretto ad uno stop di un mese. Già domenica tornerà titolare al “Maradona” e non esiste nessuna problematica legata al rinnovo fino al 2026: si farà. Ospina, ottimo portiere (meno male che è al Napoli) lascerà il Golfo a giugno per naturale scadenza. Il titolare è il classe ’97, non mettiamo inutile carne a cuocere.

Anche dall’ abbandono da queste beghe di cortile passa il successo di una squadra di calcio.