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Diego Armando Maradona, i suoi beni all’asta per ripagare i creditori. Il resto ai suoi 5 figli

Diego Armando Maradona

Diego Armando Maradona, i suoi beni all’asta per ripagare i creditori. Il resto ai suoi 5 figli

Alla vigilia del primo anniversario della morte di Diego Armando Maradona il D10S del calcio mondiale, il 25 Novembre, i suoi beni terreni, o una parte di essi saranno messi all’asta con partecipazione dal vivo degli interessati all’acquisto e in streaming per dare la possibilità a tutti i suoi tifosi sparsi al mondo di poter partecipare.

Il 19 dicembre ci sarà l’asta dei beni di Maradona

L’asta si terrà il il 19 dicembre e il ricavato andrà ai cinque figli: Diego junior, Dalma e Giannina, Jana e Dieguito Fernando.

O meglio ciò che rimane del ricavato visto che bisogna ripianare i debiti lasciati dal fuoriclasse argentino e in attesa delle istruttorie per il

riconoscimento della paternità di altri tre figli.

Una lettera di Fidel Castro tra gli averi del Pibe

Anche la casa dei genitori di Dieguito e la lettera di Fidel Castro, nonché molti dei suoi beni sono offerti ai fans, con la speranza che il ricavato sia una cifra consistente per risolvere alcuni problemi.

Ecco quanto scritto oggi sul quotidiano sportivo Argentino “Olè” e ripreso da Sky Sport: “diversi oggetti appartenuti a Diego Armando Maradona verranno messi all’asta a breve, per la precisione nel prossimo mese di dicembre. Sempre secondo il quotidiano argentino, verranno messi all’asta due case, una nel quartiere di Villa Devoto e l’altra nella città di Mar del Plata; tre auto (due BMW e una Hyundai) e diversi altri oggetti che Maradona conservava in un magazzino: orologi di marca, diversi palloni, libri autografati e persino una chitarra con dedica al “più grande della storia da Vicentico”.

D. A. Maradona, la meteora del calcio mondiale

Diego Armando Maradona, la meteora del calcio mondiale, il più bravo di tutti, colui che da solo è riuscito in una città come Napoli a regalare il sorriso ai bambini, ai poveri, ha smosso dal torpore un popolo vincendo due scudetti, nel 1987 e nel 1990.

Il Dio del calcio oggi non c’è più, vittima della sua fama e dell’ingordigia umana che in un misero appartamento di Buenos Aires- Tigre, lo hanno condannato ad una morte atroce, in solitudine come si fa con le bestie più feroci.

E’ il caso adesso di dire: “Povero Diego, perdona questa umanità… è stata ingrata nei tuoi confronti!”.